Padre Eterno benedicente con globo e putti e Annunciazione con Padre Eterno benedicente e angelo sono due affreschi giovanili di Guercino, eseguiti intorno al 1613 per la cappella Dondini nella chiesa della Santissima Trinità dei Cappuccini a Cento. La chiesa non esiste più e gli affreschi sono oggi conservati presso la Civica Pinacoteca il Guercino nel cui catalogo sono trattati unitariamente.
Storia I due affreschi non sono menzionati dalle fonti più antiche. La prima citazione nota è di Monteforti, seguita da quella di Righetti Dondini, che scrive: «Il Padre Eterno e la Vergine Annunciata, l’uno sopra la tavola di san Cristoforo di Carlo Bononi e l’altra sopra la tavola dello Spirito Santo del Guercino, oggi non identificata e forse perduta.» Gli affreschi si trovavano molto in alto, fra la parte superiore delle pale d’altare e la volta della cappella Dondini.
Nel 1854 la chiesa fu elevata alla dignità di santuario dei Cappuccini e, nel 1884, venne demolita. In quell’occasione i due affreschi furono staccati a massello e consegnati alla Civica Pinacoteca Il Guercino di Cento, dove furono collocati al piano superiore. Nel 1966 furono trasferiti dal piano superiore a quello inferiore e murati all’ingresso della pinacoteca.
Nel 1990, in occasione della mostra per il quarto centenario della nascita del pittore centese, gli affreschi furono rimossi dalla muratura e sottoposti a un intervento con la tecnica dello strappo, quindi trasportati su vetroresina. In quella circostanza emerse la sinopia dell'Annunciazione: la presenza del disegno preparatorio sull’arriccio dimostra che Guercino lavorò direttamente sul muro, tracciando le figure a mano libera senza ricorrere ai cartoni per lo spolvero. Tale procedimento, più spontaneo ma anche più rischioso, rivela la sicurezza del giovane artista nel disegno e la sua precoce propensione a un segno rapido e vibrante, capace di tradurre immediatamente l’invenzione pittorica in immagine.
Descrizione e stile NellAnnunciazione colpisce la stesura cromatica dell’angelo, di una semplicità quasi domestica, segno di una religiosità umile e quotidiana. Come osserva Renato Roli, «nellAnnunciazione tutto si riduce al piccolo cuore di una stanzetta, arredata solo con un inginocchiatoio e una vecchia sedia. Nel Padre Eterno, invece, il fluire della stesura cromatica è più meditato, seppure di gusto veneto, tanto da far pensare che il Guercino abbia ricordato, oltre al Ludovico della pala dei Cappuccini, quello della mirabile Trinità già nella Pinacoteca Vaticana.»
NellAnnunciazione il pittore interpreta il tema in modo originale: rappresenta infatti il momento che precede l’annuncio, quando Maria, ancora ignara, ascolta le disposizioni del Padre eterno prima che l’angelo le si rivolga. Questa scelta iconografica, inconsueta, piacque al Guercino, che la ripropose oltre trent’anni dopo nellAnnunciata — così chiamata dai pievesi — dipinta nel 1646 per la chiesa dei padri Scolopi e oggi conservata nella Pinacoteca civica di Cento.
Note
Bibliografia
Categoria:Dipinti del Guercino Categoria:Dipinti su Dio Padre Categoria:Dipinti sull'annunciazione Categoria:Dipinti nella Civica pinacoteca il Guercino