La chiesa di San Giovanni Nepomuceno è una chiesa cattolica di Lavis, in provincia di Trento; è sussidiaria della parrocchia di Sant'Udalrico a fa parte dell'arcidiocesi di Trento. Situata nel centro storico, in via Matteotti, risale alla metà del XVIII secolo.
Storia La chiesa venne edificata attorno al 1755 come cappella domestica privata della nobile famiglia de Coredo, annessa al loro palazzo signorile (Palazzo de Coredo, oggi sede del municipio di Lavis). Il progetto fu affidato con ogni probabilità a Domenico de Costa di Badia, lo stesso architetto incaricato di completare l'attiguo palazzo. Originariamente la famiglia de Coredo poteva accedere direttamente alla cantoria della cappella tramite una piccola porta di collegamento dal palazzo, ancora oggi visibile.
Aperta al pubblico dal 1769, la chiesetta venne venduta a Luigi Lona nel 1830, ma già quattro anni dopo venne acquistata dal comune di Lavis, che però cadde in un tale stato d'abbandono che i precedenti proprietari ne pretesero la restituzione, peraltro mai avvenuta. Anche il palazzo divenne di proprietà comunale nel 1848. Un restauro generale è avvenuto nel 1978.
Una nota a parte merita l'intitolazione della chiesa; la dedicazione a san Giovanni Nepomuceno, protettore contro le alluvioni, è documentata dal 1782, e negli atti visitali del 1833 è detta di "San Giovanni e Carlo", i due santi raffigurati sulla pala d'altare. Dal 1857 appare invece l'intitolazione a san Giuseppe, ripetuta ancora nel 1902 e nel 1904, e solo nel 1909 l'intestatario torna ad essere il Nepomuceno; dal primo dopoguerra è attestata anche l'intitolazione alternativa a "Nostra Signora", in riferimento alla Madonna del Rosario, preghiera che si teneva quotidianamente nella chiesetta.
Nel 1834 il Comune di Lavis acquistò l'edificio, che è ancora di proprietà comunale e viene utilizzato per funzioni religiose e iniziative culturali.
Descrizione La chiesa, orientata a sud-ovest, sorge nel cuore del centro storico, affacciata su via Giacomo Matteotti.
Esterno
La facciata barocca è delimitata da paraste angolari e sormontata da un frontone ondulato che si eleva oltre il tetto. Al centro si trovano il portale d'ingresso architravato e, sopra di esso, un grande finestrone archivoltato. Sul lato sinistro della facciata si innalza un campanile a vela dotato di due monofore, dal profilo curvilineo analogo a quello della chiesa.
Mentre il fianco sinistro è addossato al municipio, il fianco destro è libero ed è aperto da tre finestre, in corrispondenza delle campate della navata e del presbiterio.
Interno L'interno si apre con un breve atrio delimitato da una cancellata di ferro battuto in stile tirolese, oltre il quale si trova un'unica navata suddivisa in due campate; l'aula, pavimentata con quadrotte in pietra bianca e rossa, è scandita da paraste binate corinzie che sorreggono un elaborato cornicione marcapiano. Il presbiterio è rialzato su un gradino, concluso da un'abside semicircolare e protetto da una balaustra.
Di particolare pregio sono le decorazioni a stucco opera di Giuseppe Canonica di Lugano, che incorniciano in particolare l'altare maggiore creando un fastoso baldacchino con drappeggi e angeli. L'altare ospita una pala di Francesco Sebaldo Unterperger di Cavalese, eseguita nel 1741 (quindi precedente alla costruzione della cappella, probabilmente commissionata dalla famiglia per un altro luogo), raffigurante l'Immacolata con il Bambino e i santi Giuseppe, Giovanni Battista, Giovanni Nepomuceno e Carlo Borromeo.
Note
Voci correlate Lavis Giovanni Nepomuceno Arcidiocesi di Trento Regione ecclesiastica Triveneto
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Collegamenti esterni
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