Atelier Elvira (nome ufficiale tedesco: Hofatelier Elvira) fu uno studio fotografico fondato nel 1897 da Anita Augspurg e Sophia Goudstikker a Monaco di Baviera. Dal 1891 ebbe una succursale anche a Augusta.
Storia Le due donne, appartenenti ai movimenti per i diritti della donna, vivevano insieme e avevano una relazione da tempo. Mentre Anita, di alcuni anni più grande, era divenuta attrice ed aveva già recitato su vari palcoscenici europei, la sorella Amalie divenne docente alla scuola di belle arti a Dresda. Avvenne in questa città che si incontrarono con Sophia Goudstikker nel corso di una esibizione di Anita. Nel 1896 decisero di trasferirsi da Dresda a Monaco di Baviera, città più aperta alle idee e più liberale dove si formarono come fotografe. Nel 1897 fondarono l'Atelier Elvira, quale centro fotografico e culturale. Nello stesso anno, Anita Augspurg conseguì il dottorato in giurisprudenza, divenendo la prima donna avvocato in Germania.
Nel 1897 aprirono il loro studio nei pressi del Prinz-Carl-Palais a Monaco, ricercando soprattutto la clientela dei bambini molto difficili da fotografare per via dei lunghi tempi di esposizione ma anche di donne che stavano lottando per i loro diritti. Ben presto lo studio divenne noto nella cerchia degli aristocratici, dei benestanti e degli alti funzionari statali.
Nello stesso anno venne deciso di costruire un nuovo edificio dove alloggiare lo studio fotografico, grazie anche all'eredità della nonna della Augspurg, e l'incarico fu affidato a August Endell, giovane grafico, scrittore d'arte e architetto d'interni, che completò l'opera l'anno seguente in stile Art Nouveau, affidando al diciassettenne scultore Josef Hartwig le realizzazione delle decorazioni esterne che vennero poi chiamate "Drago". La facciata esterna fu dipinta di verde mare, gli ornamenti rosa-viola e turchese. Il soffitto della sala di ricevimento era dominato da una struttura scultorea, dietro cui si apriva la stanza con un arco a tutto sesto su una scala a chiocciola di 180 gradi con una ringhiera curva e una lampada da terra con motivi floreali. La scala era illuminata da un tetto spiovente in vetro. Questo verde edificio col drago in bella mostra, situato proprio di fronte al Englischer Garten (Giardino inglese), suscitò uno scandalo non solo a Monaco ma nella stessa Germania di inizio secolo.
L'avventura delle due donne non durò a lungo. Anita Augspurg dal 1893 era già andata a studiare legge nell'Università di Zurigo, dove sarà la prima donna donna avvocata nel 1897 e si dedicherà a quella carriera, in particolare per i diritti delle donne e contro ogni forma di discriminazione. Lo studio fu gestito principalmente dalla Goudstikker che nel 1894 venne nominata fotografa della corte reale bavarese. Nel 1907 Augspurg vendette la sua quota alla socia che a sua volta l'anno successivo affittò lo studio alla fotografa ventottenne Emma Uibeleisen per poter dedicare più tempo al movimento femminista. Dopo la prima guerra mondiale l'atelier non ebbe più i clienti di prima e con la morte della Uibeleisen nel 1928 non trovò successori.
Nel 1891 avevano aperto una succursale ad Augusta, gestito dalla sorella minore Mathilde Nora Goudstikker. Anche lei aveva frequentato i corsi di Amalie Augspurg a Dresda. Lo studio di Augusta ebbe un discreto successo, ma, dopo la vendita, la ragazza contribuì anche alla gestione dell'Atelier Elvira di Monaco.
Oltre a diventare un centro della vita sociale e culturale gay e lesbica della Monaco di inizio secolo, dall'atelier passarono personaggi quali Isadora Duncan, Maria Adelaide di Lussemburgo, Rainer Maria Rilke (di cui si innamorò non corrisposta la sorella Mathilde Nora), Ricarda Huch, Helene Lange, Heinrich e Thomas Mann.
Nel 2022 si è tenuta una mostra al "Kunstsammlungen und Museen Augsburg" per ricostruire l'attività e la storia dell'Atelier Elvira ed anche per esporre l'edificio stesso quale opera d'arte. Il curatore della mostra, Christoph Sauter, ha cercato nei documenti sopravvissuti di individuare i colori che più potessero avvicinarsi a quelli originali per mostrarli in foto a colori. I fregi esterni furono rimossi dai nazisti nel 1937 e l'edificio fu bombardato e distrutto dagli alleati nel 1944. Successivamente, in quel luogo, venne costruito un nuovo edificio concesso in rappresentanza al Consolato degli Stati Uniti.
L'Atelier Elvira, nell'immaginario, è divenuto un mito.
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Note
Bibliografia Ingvild Richardsen (a cura di), Die modernen Frauen des Atelier Elvira in München und Augsburg 1887–1908, Volk Verlag, Monaco di Baviera, 2022 - ISBN 978-3862224173
Voci correlate Storia delle donne fotografe
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