Biografia Nato il 19 gennaio 1950, nel 1969 intraprende i corsi di pittura della Scuola d’Arte di Castello Sforzesco di Milano, per poi frequentare l'atelier di Arti Incisorie.
Nel 1972 frequenta i corsi della Scuola libera di Anatomia a Brera e contemporaneamente comincia la sua carriera, avendo modo di esporre le sue opere personali. Nello stesso anno, infatti, esordisce alla Galleria Schettini di Milano presentando un ciclo di opere chiamate "Le Metamorfosi" e direttamente ispirate allo scrittore cecoslovacco Franz Kafka.
Questa tappa fa sì che le sue opere inizino ad essere conosciute, per poi circolare in Europa e America, toccando varie città, fra cui Praga e New York, oltre a tappe in Francia e Gran Bretagna. Vive e lavora tra Italia e in Francia.
Stile Lo stile pittorico e scultoreo di Sauvage si ispira a quello tipico dei maggiori esponenti del surrealismo, quali Salvador Dalì, Giorgio De Chirico e Magritte, rivisitandolo però in chiave cartoonesca. In particolare, la sua opera pare innestarsi dentro il più specifico genere del surrealismo-pop italiano.
Fra i concetti più frequenti vi sono l'idea di ignoto metafisico, l'onirico ed il simbolo, quali strumenti a disposizione dell'uomo per riuscire a ricongiungersi con una tipologia più autentica di esistenza; altri temi ricorrenti sono il corpo femminile e l'erotismo, oltre a numerose metafore visionarie volte a denunciare, a detta dell'autore stesso, la "cronaca quotidiana dell’attuale società industrializzata in preda alla catastrofe e al turbine di una nevrosi collettiva”.
Il critico e ricercatore Maurizio Nocera ha scritto di lui: "il mondo visionario di Sauvage [...] si nutre dello studio dei filosofi, da Nietzsche a Schopenhauer e Kant, da cui prende spunto una natura animata da forze misteriose".
Saggistica Sauvage ha pubblicato, nel corso degli anni, una serie di saggi attraverso i quali ha portato numerose riflessioni che uniscono il mondo dell'arte con quello della filosofia esistenzialista.
Note