Fu autore di operette, opere liriche, poemi sinfonici e musica sacra, distinguendosi per una produzione ampia e diversificata che spazia dal teatro musicale alla musica per banda.
Biografia
Nato a Biancavilla nel 1891, Bellarmino visse e studiò a Catania, città che influenzò profondamente la sua formazione musicale. Avviò la carriera nell’ambito dell’operetta, genere che all’epoca offriva ampi spazi creativi e di diffusione.
Nel 1918 compose La pianella, operetta in tre atti presentata a Albonese (provincia di Pavia) e replicata per dieci serate consecutive, segno di un successo importante. A questo risultato seguirono altri lavori nel medesimo genere: Cinesina (tre atti), Suzy (tre atti, rappresentata a Trieste), Renato da Prignol (tre atti, Pisino in Croazia) e Ventaglio rosa (tre atti, ancora ad Albonese), nonché Cip cip (atto unico, Trieste). Questi titoli testimoniavano la diffusione della sua attività fra Lombardia, Istria e zone dell’ex-Jugoslavia.
Con il passare degli anni, Bellarmino orientò la sua produzione verso la musica operistica e sacra. Nel 1924, a Parenzo (Istria), presentò Eufrasia (tre atti), un’opera salutata dalla critica come uno dei suoi capolavori. Successivamente vennero La notte di Suleica (libretto di Ettore Romagnoli) e il poema sinfonico Cristhus (tre tempi), rappresentato nel 1926 a Parenzo, che aprì la strada a una serie di composizioni sacre dedicate alle sante Agata, Venera, Lucia e Cecilia. In particolare, Lucia fu eseguita nel 1926 nel Monumentale Tempio di San Nicolò l’Arena a Catania e riproposta nel 1960 nella chiesa dei Minoriti con l’orchestra del Teatro Massimo diretta dallo stesso autore. Cecilia fu rappresentata per la prima volta nel 1946 al Teatro Sangiorgi a Catania e nel 1948 al Teatro Massimo Bellini.
La composizione Cristhus fu replicata in varie località siciliane — fra cui Piazza Armerina, Gela e Catania — e secondo le cronache attirò più di ottomila spettatori presso la monumentale chiesa di San Nicolò l’Arena.
Negli anni quaranta e cinquanta compose due sinfonie: Il Trionfo di Cesare e Sinfonia dell’Ottocento, eseguite al Giardino Bellini dal Corpo Musicale Civico di Catania. Nel marzo 1951 fu nominato direttore del Corpo Bandistico Municipale di Catania; tuttavia, per «motivi di salute» e in un clima di incomprensioni, lasciò tale incarico tre anni dopo, nel 1954, segnando l’inizio della fase di declino dell’istituzione. Bellarmino non ebbe un’unica esperienza alla direzione bandistica: per un periodo non precisato, diresse anche la Banda Musicale di Trecastagni, località in cui risiedeva.
Negli ultimi anni della sua vita si dedicò all’insegnamento musicale: ottenuta la cattedra di musica e canto nelle scuole medie, rifiutò la direzione della Filarmonica «La Valletta» di Malta, preferendo restare a Catania dove insegnò all’Istituto "Turrisi Colonna" per molti anni, lasciando un ricordo di rigore e signorilità. Morì a Catania nel maggio del 1969. In una cerimonia commemorativa presso l’Istituto Turrisi Colonna, gli allievi lo ricordarono come «un uomo di grande signorilità, dalla bonaria austerità».
È sepolto nel cimitero comunale di Trecastagni, dove la lapide riporta l’iscrizione: «Grande Ufficiale Conte M° Alfio Bellarmino – 3 febbraio 1891 – 28 maggio 1969».
Opere principali Operette
La pianella (Albonese, 1918) Cinesina (Albonese) Suzy (Trieste) Renato da Prignol (Pisino) Ventaglio rosa (Albonese)
Cip cip (Trieste) Altre opere lirico-sinfoniche e composizioni di musica sacra
Eufrasia (Parenzo, 1924) La notte di Suleica Cristhus (Parenzo, 1926) Agata Venera Lucia (Catania, Chiesa San Nicolò l'Arena, 1926) Cecilia (Catania, Teatro Sangiorgi, 1926)
Il Trionfo di Cesare Sinfonia dell’Ottocento
Bibliografia
Carmelo Galizia, Alfio Bellarmino, il Maestro di musica dimenticato: brillò in Italia e all’estero, articolo su BiancavillaOggi 21/10/2025 Santo Privitera, Musica e musicisti "minori" catanesi tra Ottocento e Novecento, Boemi ed. 2011 D. Danzuso\G. Idonea, Musica musicisti e teatri a Catania (dal mito alla cronaca), Publisicula ed. 1985