È stato primo ministro del Württemberg, signore ereditario e giudice di Bodenstein.
Biografia I primi anni Wintzingerode era figlio di Achaz Philipp von Wintzingerode-Bodenstein (1722–1758), un ufficiale dell'Hannover caduto in servizio nel 1758. Sua madre, Marie Eleonore, nata von Wintzingerode-Adelsborn (1733–1780), fu dama presso la corte d'Assia-Kassel, dove entrò al servizio del langravio Federico II nel 1768.
Alla morte del padre, nel 1785, Georg Ernst divenne capitano di cavalleria e l'anno successivo la langravia vedova Filippina d'Assia-Kassel (1745–1800, nata principessa di Brandeburgo-Schwedt) lo nominò suo ciambellano. Nel 1794, su richiesta di quest'ultima, venne elevato al rango di conte imperiale e i due si sposarono in quello stesso anno. In realtà i due erano da tempo amanti ed avevano già avuto un figlio, Georg Philippson (1º marzo 1777-8 ottobre 1834).
Al servizio del Württemberg Nel 1801, il suo amico, il duca Federico di Württemberg, nipote della sua seconda moglie, lo nominò suo primo ministro e ministro degli esteri. In seguito all'ultima sessione della Dieta imperiale nel 1803, il Württemberg ricevette, in virtù del Reichsdeputationshauptschluss, ampi territori come compensazione per i possedimenti perduti sulla riva sinistra del Reno durante il processo di secolarizzazione e mediatizzazione del Sacro Romano Impero. Nel 1805, fu proprio Georg Ernst a consigliare Federico (ora divenuto principe elettore) su come evitare che il Württemberg venisse occupato dai francesi, negoziando un'alleanza direttamente con Napoleone. Nel 1806, Federico di Württemberg ottenne come ricompensa la corona regale ed affidò al ministro Wintzingerode la carica di primo ministro, con il compito di riscrivere completamente la vecchia costituzione basandola su un nuovo stato con amministrazione centralizzata, ma suddiviso al suo interno in "vecchio" e "nuovo Württemberg" con differenze specifiche. Nel 1806 e nuovamente nel 1807, Wintzingerode intraprese diverse missioni diplomatiche a Parigi e presso i vari quartieri generali militari di Napoleone in Europa, guadagnandosi la fiducia e l'alta considerazione dell'imperatore. In quegli stessi anni, Talleyrand lo definì "un géant dans un entresol" (lett.: "un gigante nel mezzanino", a significare la sproporzione tra le sue grandi capacità e la relativamente scarsa rilevanza dello Stato che serviva). Wintzingerode negoziò anche il matrimonio tra la principessa Caterina di Württemberg e Girolamo Bonaparte, che divenne re di Vestfalia nel 1807.
Al servizio di Girolamo Bonaparte Alla fine del 1807 Wintzingerode ruppe definitivamente col re di Württemberg e decise di ritirarsi dalla politica, risiedendo inizialmente nel suo castello di famiglia a Bodenstein, nella regione di Eichsfeld, ma successivamente fu Napoleone in persona a convocarlo al Congresso di Erfurt del 1808. Pur rifiutando l'incarico di ministro dell'interno della Vestfalia, accettò di ambasciatore particolare di Girolamo Bonaparte a Parigi, in parte anche per via dell'altissimo stipendio di 100.000 franchi annui assegnatigli.
Il ritorno nel Württemberg Nel 1814, tornò nel Württemberg, si riconciliò con re Federico grazie alla mediazione del figlio di questi e venne nuovamente nominato primo ministro. Rappresentò quindi il regno al Congresso di Vienna e, nel 1815 e nel 1816, guidò i negoziati con l'assemblea degli stati generali del regno in merito alla nuova costituzione del Württemberg che re Federico intendeva concedere al paese. Alla morte del re, si dimise e divenne maestro di corte della nuova regina Caterina Pavlovna. Dopo la morte di quest'ultima, fu ambasciatore del Württemberg alle corti di Berlino, Hannover, Kassel e Dresda, rimanendo in carica sino al 1825 e successivamente ricoprendo la carica di gran cancelliere degli ordini cavallereschi del Württemberg sino alla sua morte. Visse gli ultimi anni della sua vita tra la sua tenuta al castello di Bodenstein, occasionalmente a Gotha e si spense infine a Stoccarda dove aveva preso a risiedere stabilmente dal 1832.
Onorificenze Onorificenze del Württemberg
Onorificenze straniere
Note
Bibliografia Paul Sauer, Napoleons Adler über Württemberg, Baden und Hohenzollern – Südwestdeutschland in der Rheinbundzeit. Kohlhammer, Stoccarda 1987, ISBN 3-17-009595-1. Eberhard von Wintzingerode, Stammbaum der Familie von Wintzingerode. Mit biographischen Erläuterungen aufgestellt. Dieterich, Gottinga 1848. Heinrich Jobst von Wintzingerode, Recht tun behält sein Preis allzeit. Die Geschichte der Familie Wintzingerode und der Burg Bodenstein. Galerie in der Burg, Großbodungen 2004, ISBN 3-00-013996-6. Heinrich Jobst von Wintzingerode, Würtembergs Weg zum Königreich und die beiden Minister Wintzingerode. In: Zeitschrift für Württembergische Landesgeschichte. 66, 2007, , p. 239–248.
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