La rivolta di Bulavin (in russo: Булавинское восстание, Восстание Булавина) è stata una rivolta dei cosacchi del Don, guidati dall'atamano Kondratij Afanas'evič Bulavin, contro il regno russo. Ebbe luogo negli anni 1707 e 1708 e fu innescata dalle tensioni tra il governo di Pietro I di Russia, i cosacchi e i contadini russi, che per sottrarsi alla servitù della gleba fuggivano nell'area autonoma del Don. La ribellione ebbe inizio con l'assassinio del principe Jurij Vladimirovič Dolgorukov, capo di una spedizione punitiva dell'esercito russo, ed ebbe fine con la morte di Bulavin.
Contesto Negli anni che precedettero la ribellione di Bulavin, la popolazione contadina della Russia fu protagonista di una serie di proteste contro le riforme di Pietro I, volte a occidentalizzare il regno russo. Queste riforme furono accolte da un diffuso malcontento: le masse contadine, profondamente conservatrici e devote, le videro come un affronto al loro stile di vita tradizionale e alla loro fede ortodossa.
Il nuovo stato di Pietro I si stava espandendo territorialmente e cominciava ad occupare i siti di estrazione di sale, ambiti dai cosacchi che utilizzavano il sale per la conservazione del cibo. I cosacchi ritenevano inoltre che l'espansione russa fosse un'intrusione nel loro territorio semi-autonomo.
Cause della rivolta In risposta alle costrizioni e ai timori che caratterizzavano la loro vita nello stato di polizia di Pietro I, un gran numero di servi della gleba fuggì in Polonia o nei territori della monarchia asburgica; altri scelsero invece di rifugiarsi nella periferia rurale e nelle regioni abitate dai cosacchi. La politica dello zar era dare la caccia ai fuggitivi per poi restituirli ai loro signori: a questo scopo fu organizzato un gruppo di cacciatori di taglie, guidato dal principe Jurij Vladimirovič Dolgorukov, che aveva il compito di perlustrare i territori cosacchi alla ricerca di contadini fuggitivi. I cosacchi, pur nutrendo un certo risentimento nei confronti dei contadini fuggiaschi, ritenevano inaccettabile l'idea di agenti zaristi che si spostavano liberamente nei loro territori e quindi rifiutarono di consegnarli. L' una piccola banda di atamani locali, guidata da Bulavin, tese un'imboscata nel villaggio di Šul'ginka sull'Ajdar e uccise Dolgorukov e i suoi uomini. Questo episodio diede inizio alla rivolta di Bulavin.
Bulavin
Di Bulavin non si sa molto: era nato in una famiglia cosacca ed era abbastanza grande da ricordare Sten'ka Razin e la sua rivolta alla fine del XVII secolo. In gioventù maturò una certa esperienza di combattimento negli scontri contro i tatari del Kuban' e di Crimea, ma non fu mai un grande comandante militare né, durante la ribellione, un leader indiscusso. Nel 1704 ottenne il rango di atamano di Bachmut, carica che mantenne fino al 1706. Fu durante questo periodo che partecipò alla distruzione delle saline sul Severskij Donec, un atto di ritorsione contro il governo, dal quale era stato sfrattato come abusivo. Bulavin era molto probabilmente analfabeta, ma possedeva il talento di fare appello al popolo e di incitarlo all'azione.
La rivolta L'obiettivo della rivolta era muovere su Mosca e distruggere le influenze maligne sullo zar. Alcuni ritenevano che Pietro I fosse l'anticristo, altri che non fosse il vero zar, altri infine che fosse effettivamente lo zar legittimo, ma che fosse sotto il controllo di consiglieri malvagI e che, se gli fosse stata data la libertà di agire, avrebbe rinnegato tutte le riforme.
La ribellione era caratterizzata da contraddizioni e incertezze. Innanzitutto Bulavin non suggerì mai il nome di uno “zar giusto” che sostituisse Pietro I, creando incertezza sugli gli obiettivi finali della ribellione e impedendo l'accrescersi del consenso a suo favore. In secondo luogo Bulavin non coordinò i suoi sforzi con altri avversari delle riforme, per cui l'apparato militare zarista, al tempo impegnato nella grande guerra del Nord, ritenne la ribellione più una seccatura che un conflitto importante. Alla fine, irritate dai rovesci e dalle stanche rivendicazioni di Bulavin, alcune fazioni dei suoi stessi seguaci cosacchi gli si rivoltarono contro. Bulavin fu trovato morto il 7 luglio 1708, colpito da un proiettile alla testa: è ignoto se si sia trattato di un suicidio o di un tradimento. Dopo la morte di Bulavin la ribellione di fatto giunse al termine, anche se vi furono sacche di resistenza fino al 1709.
Conseguenze politiche e sociali La rivolta di Bulavin presentava notevoli analogie con la rivolta di Sten'ka Razin. Entrambe erano in parte ribellioni cosacche, in parte ribellioni contro le istituzioni governative causate dalla misera condizione di vita dei contadini. Entrambe posero le basi per la rivolta di Pugačëv sotto Caterina II di Russia.
In risposta alla rivolta, Pietro I strinse la morsa sugli stati cosacchi, spingendo circa 2000 cosacchi, guidati da Ignat Fëdorovič Nekrasov, a rifugiarsi nel khanato di Crimea. I discendenti di questi cosacchi di Nekrasov si sarebbero trasferiti in Anatolia durante la rivolta di Pugačëv e si sarebbero insediati nei pressi di Costantinopoli.
Bibliografia
Collegamenti esterni
Categoria:Rivolte dell'era moderna Categoria:Guerre che coinvolgono l'Impero russo