La battaglia del Rindaco fu uno scontro combattuto il 15 ottobre 1211 tra le forze dell'impero latino e quelle dell'Impero di Nicea, lo Stato greco-bizantino sorto in seguito alla frammentazione dell'impero bizantino conseguente alla quarta crociata.

Contesto storico Il sovrano latino Enrico di Fiandra desiderava estendere i propri domini in Asia Minore a spese dei niceni, ma pur avendo già conseguito una vittoria nel 1205 ad Adramittio, dovette proseguire le guerre con i bulgari in Europa. Ciò lo aveva costretto a concludere una tregua e a ritirarsi, con il risultato che, nel 1211, solo una piccola enclave attorno a Pegea restava sotto controllo latino. Approfittando delle perdite subite dall'esercito niceno contro i Selgiuchidi nella battaglia della valle del Meandro, Enrico sbarcò con il suo esercito a Pegai e marciò verso est fino al fiume Rindaco.

La battaglia Enrico disponeva probabilmente di circa 260 cavalieri franchi, mentre il suo rivale Teodoro I Lascaris aveva in totale forze più numerose, sia pur gravemente provate e decimate per mano dei Selgiuchidi. Lascaris preparò un'imboscata lungo il Rindaco, ma Enrico attaccò le sue posizioni e disperse le truppe nicene dopo una battaglia trascinatasi per tutta la giornata del 15 ottobre.

La vittoria latina, secondo le fonti ottenuta senza perdite rilevanti, fu schiacciante: dopo lo scontro, Enrico marciò indisturbato attraverso i territori niceni, ritagliandosi una striscia costiera tra Nicomedia e Adramittio.. Secondo un altro filone, non si assistette a mutamenti sostanziali, poiché il conflitto non aveva coinvolto un vasto numero di uomini e non poteva portare ad un esito decisivo.. Ad ogni modo, si può immaginare che le continue lotte avessero stremato entrambi gli schieramenti, portando alla fine del 1214 alla firma di un trattato di pace a Ninfeo che definì le frontiere bizantine e latine: questi ultimi conservavano la parte nord-occidentale dell'Anatolia fino ad Adramittio verso sud, mentre il resto del territorio fino al confine con i Selgiuchidi restò in mano all'impero di Nicea.. Il trattato fu fondamentale perché, per la prima volta, ognuno dei due Stati riconobbe l'esistenza della controparte, in tal modo stabilizzando gradualmente i rapporti bilaterali. Interessante fu il caso dell'insediamento di Kalamos (l'odierna Gelenbe), destinato a rimanere disabitato e a segnare il confine tra i due Stati.

Note

Bibliografia

Categoria:Battaglie che coinvolgono l'Impero di Nicea Categoria:Battaglie che coinvolgono l'Impero latino di Costantinopoli Categoria:Guerra nel 1211