Biografia James Joseph McGinnes, nacque il 27 ottobre 1919 a Majorca Street, nella zona ovest di Belfast, Irlanda del Nord, figlio maggiore di William, imballatore in un mulino locale, e di Mary Murphy.. Proveniva da una famiglia operaia cattolica, ed i suoi primi anni di vita furono di estrema difficoltà: suo padre abbandonò la famiglia quando era ancora un bambino e, in un'occasione, fu affidato temporaneamente a Nazareth House, in Ormeau Road. Studiò presso la scuola elementare St Finian's, in Falls Road, e il 3 giugno 1935 si arruolò nella Royal Navy come marinaio adottando il cognome Magennis.L'ortografia del suo nome sembra derivare da un errore di trascrizione della Marina reale, poiché originariamente la famiglia scriveva il proprio cognome McGinnes.

Dopo l'addestramento reclute presso la HMS Ganges, la base costiera della Marina sita a Shotley, nel Suffolk, il 6 marzo 1936 si imbarcò sulla nave da battaglia Royal Sovereign. Il 30 marzo si trasferì sull'incrociatore leggero Dauntless , che scortava trasporti truppe verso est. Successivamente prestò servizio a bordo della Enterprise e fu promosso sottocapo di seconda classe nell'ottobre del 1937. Nel maggio del 1938 passò a bordo della portaerei Hermes, fu promosso sottocapo di prima classe nell'ottobre del 1938 e in seguito fu promosso comune scelto. Tra l'agosto e l'ottobre 1939 frequentò un corso sulla HMS Defiance (la scuola siluri di Devonport) e, dopo lo scoppio della seconda guerra mondiale, si trasferì su un cacciatorpediniere di nuova costruzione, il Kandahar. Terminato l'allestimento la nave prestò servizio a nell'Atlantico e nel Mare del Nord e vide il suo primo combattimento nel maggio del 1940, quando il suo gruppo di cacciatorpediniere si scontrò con le motovedette tedesche. Il 23 giugno 1940 il Kandahar fu impegnato in un'azione contro il sottomarino italiano Evangelista Torricelli nel Mar Rosso e lui si immerse in acque infestate dagli squali per aiutare a salvare i sommergibilisti italiani. Trasferito alla Mediterranean Fleet il Kandahar, e il 22 maggio 1941 durante la battaglia di Creta lui e i suoi compagni di equipaggio si tuffarono ripetutamente in acqua per salvare i sopravvissuti di altre navi minacciati dai bombardieri in picchiata tedeschi Junkers Ju 87 Stuka.

Il 20 dicembre del 1941 fu uno dei sopravvissuti quando il Kandahar affondò per urto contro una mina al largo di Tripoli, Libia. Nell'aprile del 1942 fu trasferito al servizio sommergibili e nel marzo del 1943 si offrì volontario per "servizi speciali e pericolosi", ovvero i sottomarini tascabili, o X-craft, addestrandosi come sommozzatore. Nel settembre del 1943 prestò servizio come membro dell'equipaggio di trasferimento sullo X7, impiegato nell'Operazione Source, cioè l'attacco alla nave da battaglia tedesca Tirpitz, ormeggiata a Kaafjord, in Norvegia, e fu menzionato nei dispacci. Nell'aprile del 1945 arrivò in Australia con la 14ª Flottiglia sottomarini, che impiegava il sottomarino tascabile migliorato tipo XE. Inizialmente, la flottiglia fu incaricata di tagliare i cavi telegrafici sottomarini giapponesi.

A bordo dello XE3 prese poi parte all'Operazione Struggle, l'attacco all'incrociatore pesante Takao avvenuto nello stretto di Johor, al largo dei cantieri navali di Singapore, poco prima della fine della guerra. Il Takao era rimasto gravemente danneggiato nel corso della battaglia del Golfo di Leyte e una volta arrivato a Singapore il 12 novembre 1944 era stato giudicato irreparabile, e li si trovava insieme al Myōkō, gravemente danneggiato nel corso della battaglia del Mar di Sibuyan. I due incrociatori fungevano da navi antiaeree schierate a protezione della base navale di Selatar. Preoccupata che entrambi gli incrociatori potessero interferire con le forze alleate in avvicinamento a Singapore, la Royal Navy lanciò l'Operazione Struggle il 31 luglio 1945 con i sottomarini tascabili XE3 (tenente di vascello Ian Edward Fraser) assegnato all'attacco del Takao e XE1 (tenente di vascello John Elliot Smart) destinato all'attacco del Myōkō.Lo XE3 salpò da Labuan, al largo del Borneo, il 26 luglio 1945 a rimorchio dello Stygian. Il suo equipaggio era composto da Fraser, dal sottotenente di vascello William James Lanyon Smith (RNZNVR), dall'artificiere Charles Reed e dal sommozzatore capo James Joseph "Mick" Magennis fu trasferito dallo Stygian allo XE3 il 30 luglio, al fine di dare il cambio all'equipaggio di trasferimento. Dopo aver penetrato le difese del porto, Fraser manovrò lo XE3 sotto al Takao, dove lui uscì dal sottomarino. I magneti delle mine a patella non si attaccavano allo scafo dell'incrociatore, coperto da uno spesso strato di alghe, e quindi attaccò sei mine a patella allo scafo usando un pezzo di corda improvvisato. Sganciate, non senza problemi, le due cariche laterali,Quando le cariche principali furono dispiegate, quella di dritta non si sganciò, e sebbene esausto, Magennis lasciò nuovamente il sommergibile e liberò la carica inceppata. ciascuna composta da due tonnellate di esplosivo Amatol, lo XE3 tornò allo Stygian e fu nuovamente rimorchiato, raggiungendo Labuan il 4 agosto.

Quando le mine a patella esplosero, aprirono sullo scafo del Takao una falla di 20x10 metri. Diversi compartimenti sotto il ponte inferiore furono allagati, tra cui due depositi di munizioni, la principale centrale di tiro dei cannoni e la sala comunicazioni inferiore. Per la brillante azione sia lui che Fraser furono insigniti della Victoria Cross. L'onorificenza gli fu consegnata l'11 dicembre 1945 da re Giorgio VI durante un'apposita cerimonia a Buckingham Palace.

Al suo ritorno a Belfast nel dicembre 1945, fu accolto come un eroe. Un ricevimento ufficiale si tenne al Municipio di Belfast e il sindaco, Sir Crawford McCullagh, annunciò che era stato istituito un "fondo in scellini" per Magennis, al quale in seguito vennero donate 3.066 sterline raccolte dagli abitanti della città. La sua vita successiva, tuttavia, fu problematica. Nel 1947 venne accusato di ubriachezza e dovette scontare ventuno giorni di detenzione. Al suo rilascio fu richiamato in servizio militare e congedato dalla Royal Navy nel novembre 1949. Ritornò a Belfast, ma nel 1952 si trovò in gravi difficoltà finanziarie, in quanto il denaro ricevuto nel 1945 era sparito e vendette la sua Victoria Cross a un commerciante per 75 sterline. Sebbene la medaglia gli fosse poi restituita dopo una campagna di stampa e grazie alla generosità di un benefattore, affrontò il disonore pubblico e lasciò Belfast definitivamente nel febbraio del 1955. In seguito lavorò come elettricista nelle miniere di Rossington, a Doncaster. Alla fine degli anni cinquanta si trasferì a Bradford e lavorò come elettricista, ma fu licenziato in due occasioni (1969, 1982). Partecipò alle celebrazioni del centenario della istituzione della Victoria Cross nel giugno del 1956 e a una festa della VC nei giardino di Buckingham Palace nel 1962. Sempre più afflitto da problemi di salute, morì a causa di una bronchite il 12 febbraio 1986 ad Halifax. Sposato dal 1946 con Edna Skidmore di Barnsley, la coppia ebbe quattro figli, di cui uno. David, perì tragicamente in un incidente stradale. Il suo corpo fu cremato al cimitero di Nab Wood, Shipley, nel West Yorkshire, e le sue ceneri furono disperse. Più tardi, in quello stesso anno, a un'asta di Sotheby's a Londra, le sue medaglie furono vendute a Michael Ashcroft, che acquistò la sua prima medaglia della sua collezione di VC per 29.000 sterline. Nell'ottobre del 1986 gli fu svelata una targa commemorativa nella cattedrale di Bradford. Non erano presenti rappresentanti ufficiali del consiglio comunale di Belfast.

Magennis fu oggetto di un francobollo commemorativo nel 1986. Una strada a Gosport, nell'Hampshire, così come un deposito sottomarini nella base navale di Rosyth, in Scozia. Nel 1995 fu lanciata una campagna pubblica a Belfast per chiedere la costruzione di un monumento commemorativo in suo onore, che fu eretto ed inaugurato nell'ottobre 1999 all'esterno del Municipio di Belfast.

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Note Annotazioni

Fonti

Bibliografia

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