Critica della democrazia occidentale (There never was a West) è un saggio dell'antropologo statunitense David Graeber, pubblicato nel 2007 dalla casa editrice AK Press all'interno di un più ampio volume intitolato Possibilities, che aveva l'obiettivo di riprendere alcune questioni sollevate in un altro suo libro, Frammenti di antropologia anarchica (pubblicato in italiano nel 2006 da Elèuthera e in inglese nel 2004).
Il saggio è stato tradotto e pubblicato in italiano nel 2012 dalla casa editrice Elèuthera, mentre il testo integrale in inglese è stato reso disponibile liberamente sul portale The Anarchist Library.
Il testo è di impostazione anarchica, e contiene una critica radicale alla pretesa di democraticità degli Stati occidentali organizzati secondo i principi della democrazia rappresentativa.
Contenuto L'introduzione contiene una nota di metodo e una schematizzazione del contenuto del testo, che è suddiviso in cinque parti. Per prima cosa Graeber afferma che il testo è il risultato di alcune riflessioni scaturite dalla sua esperienza in prima persona all'interno del Movimento no-global, e in particolare della sua articolazione statunitense Occupy Wall Street. La domanda fondamentale che il testo si propone di indagare è infatti direttamente derivante dalle esperienze assembleari e decisionali interne al movimento politico, e riguarda il tema della democrazia: Graeber nota infatti una differenza di significato della parola democrazia fra quello assegnatogli dai moderni Stati democratici e quello che invece è utilizzato dagli attivisti e le attiviste dei movimenti politici che fanno quotidianamente uso di strumenti decisionali democratici. Secondo Graeber infatti, il primo significato di democrazia si riferisce ad un sistema costituzionale maggioritario in cui un certo numero di individui (i cittadini) eleggono dei rappresentanti in modo che essi esercitino il potere statale in loro nome. Il secondo invece fa riferimento ad una serie di pratiche e di modalità decisionali con cui una comunità può "risolvere i propri affari in maniera collettiva", attraverso discussioni pubbliche e autogovernandosi.
Partendo da questa distinzione, Graeber presenta una serie di ipotesi che corrispondono ciascuna ad uno dei cinque capitoli del testo, ossia: L'incoerenza del concetto di "tradizione occidentale" La democrazia non è stata inventata Sull'emergere dell’ideale democratico Il processo di recupero democratico La crisi dello Stato
In breve, Graeber registra come ipotesi iniziale il fatto che molti di coloro che scrivono sul tema della democrazia (utilizzando il suo significato legato alle democrazie rappresentative statali) partono dal presupposto che essa sia qualcosa di intrinsecamente occidentale, e che faccia parte della sua natura dall'Atene classica fino alla contemporaneità. Quello che l'autore vuole al contrario dimostrare è che i concetti di occidente e di tradizione occidentale sono sostanzialmente incoerenti, e perfino ostili a quei valori che l'Occidente si rivendica come propri, e che nel caso della democrazia (o quella che oggi identifichiamo come tale a livello statale), essa non è altro che ciò che fino a qualche secolo fa era chiamata "repubblica". Attraverso l'analisi del concetto di democrazia intesa come prodotto della civiltà occidentale, Graeber passa ad analizzare criticamente il concetto di civiltà occidentale stessa: attraverso una sorta di genealogia delle pratiche democratiche, Graeber conclude che l'Occidente in quanto tale è qualcosa di assolutamente inorganico, e che l'idea che esso sia il creatore della democrazia non è altro che un mito, tanto che secondo Graber il termine "democrazia" ha avuto per lungo tempo una accezione negativa per le elites europee.
Secondo Graeber infatti la democrazia non è nata in una o in un'altra civiltà, ma piuttosto è in grado di sorgere in dei luoghi in cui il potere coercitivo dello Stato è assente e in cui persone di diverse culture sono portate a vivere collettivamente e ad autogovernarsi: come esempi di ciò Graeber cita "le comunità di frontiera in Madagascar o nell’Islanda medievale, le navi pirata, le comunità mercantili dell’Oceano Indiano, le confederazioni dei nativi americani ai margini dell’espansione europea".
Note
Collegamenti esterni
Critica della democrazia occidentale su Goodreads There never was a West (testo integrale in inglese) su theanarchistlibrary.org
Categoria:Saggi di antropologia