Robin Hood and the Potter (it. “Robin Hood e il vasaio”) è una ballata in lingua inglese medievale del XV secolo avente come protagonista l’eroe popolare Robin Hood. È uno dei pezzi più antichi della leggenda di Robin Hood giunti fino a noi, superato forse solo dalla ballata Robin Hood and the Monk.

Trama Come in Robin Hood and the Monk, la ballata non precisa il periodo in cui è ambientata (probabilmente il XIII o il XIV secolo) e si apre con una celebrazione poetica dell’estate. Un vasaio attraversa sul suo carro la foresta in cui si trova il covo dell’allegra brigata. Little John racconta di essere ancora indolenzito dall’ultimo incontro avuto con lui di recente, a Wentbridge. Robin Hood scommette di riuscire invece a rapinarlo.

Quando il vasaio si appresta ad attraversare un ponte, si trova la via sbarrata da Robin Hood, che gli intima di pagargli un pedaggio. I due uomini vengono alle armi e sebbene il fuorilegge brandisca una spada e un brocchiero, mentre il suo avversario solo un bastone, viene battuto. Rimproverato dal vasaio di essersela presa con uno yeoman come lui, Robin Hood lo invita a banchettare con il resto dell’allegra brigata. Indi i due si scambiano gli abiti ed il fuorilegge sale sul carro del vasaio e si reca al posto suo a Nottingham.

Al mercato, Robin Hood camuffato vende la mercanzia del vasaio a prezzi stracciati e regala gli ultimi pezzi alla moglie dello sceriffo di Nottingham. Questa, lusingata, lo invita a casa del marito. Durante la cena, il finto vasaio vince facilmente una gara di tiro con l’arco con gli armigeri dello sceriffo, vantandosi che sia stato Robin Hood in persona ad insegnargli. Lo sceriffo allora gli chiede di farsi condurre al nascondiglio del famigerato fuorilegge per arrestarlo.

L’indomani il finto vasaio accompagna lo sceriffo di Nottingham nella foresta, ma ad un certo punto suona il corno e fa accorrere i suoi allegri compari. I fuorilegge circondano lo sceriffo e lo spogliano di abiti e denaro, ma, per gratitudine verso l’ospitalità mostrata da sua moglie a Robin Hood, lo rispediscono a Nottingham sano e salvo in groppa ad un palafreno bianco. La moglie dello sceriffo, saputa la storia, reagisce ridendo fragorosamente (cit. “lowde lawhyng”) e commenta civettuola, che Robin Hood sia stato ripagato per i regali che le aveva fatto.

Robin Hood ricompensa il vasaio con dieci sterline (una somma di molto superiore al valore della sua merce) e gli assicura che sarà sempre il benvenuto nella foresta.

Storia della ballata La copia più antica di Robin Hood and the Potter ad oggi conservata è un manoscritto della biblioteca dell’Università di Cambridge, risalente al 1500 circa, ma è probabile che la ballata sia stata composta ancora prima. Non appare nelle raccolte di ballate popolari su Robin Hood del XVI e XVII secolo (cd. “garlands”), al contrario di Robin Hood and the Butcher. Tuttavia quest’ultima ha una trama pressoché uguale a quella di Robin Hood and the Potter, sostituisce solo la figura del vasaio con quella di un macellaio, tanto che in alcune parti essa è considerata un riadattamento e non solo un’opera ispirata alla più antica Robin Hood and the Potter. Esiste inoltre un breve spettacolo teatrale del 1560, adattamento di William Copeland della più ampia ballata A Gest of Robyn Hode, pensato per essere messo in scena in occasione della festa di calendimaggio, in cui viene riproposta la vicenda dello scontro tra Robin Hood ed il vasaio, che qui indossa una ghirlanda di rose.

Nel 1795 Robin Hood and the Potter fu pubblicata dall’antiquario Joseph Ritson. Nel tardo ‘800 Francis James Child (1825 – 1896) la inserì nella sua raccolta di ballate popolari (“Child Ballads”) come ballata n. 121.

Analisi Sebbene solitamente classificata insieme alle altre ballate su Robin Hood, sembra che Robin Hood and the Potter in origine non fosse destinata ad essere cantata, bensì recitata. La versione più antica, infatti, prevede che il menestrello rompa ripetutamente la quarta parete, rivolgendosi direttamente al pubblico. L’opera è quindi più simile ad una poesia che ad una ballata vera e propria. L’interpretazione però non è sempre agevole, in quanto il testo cinquecentesco con la versione più antica presenta numerosi errori, ripetizioni inutili ed espressioni del dialetto delle Midlands orientali. Anche lo schema metrico è irregolare: a volte quartine in cui il secondo verso rima col quarto (ABCB, ovvero lo schema standard delle ballate), altre volte sono invece il primo e il terzo verso a rimare, infine vi sono strofe in cui le rime mancano del tutto.

Cionondimeno, gli accademici Stephen Thomas Knight e Thomas H. Ohlgren hanno elogiato l’opera per la sua trama scorrevole e la comicità. Hanno anche rimarcato come essa presenti Robin Hood come capo di una banda di fuorilegge strutturata in modo egualitario, che si batte con astuzia e coraggio contro il nuovo ordine classista che si va formando nelle città. La semplicità della ballata ne ha facilitato la diffusione e quindi la sopravvivenza fino al presente.

Contrariamente a versioni successive della leggenda, che presentano Robin Hood come un nobile privato di titolo e terre dal dispotico principe Giovanni, Robin Hood and the Potter lo raffigura invece esplicitamente come uno “yeoman”, una classe sociale che all’epoca si trovava a metà tra la “gentry” (la piccola nobiltà) e i contadini più poveri.

La ballata include diversi temi, che vengono ripresi nelle storie successive su Robin Hood, ad esempio, quello dello scontro tra il fuorilegge con un personaggio che riesce a sopraffarlo, ma finisce col diventare suo amico e/o membro dell’allegra brigata (accade lo stesso in Robin Hood and the Tanner, Robin Hood and the Ranger, Robin Hood and the Tinker e Robin Hood and Little John). Altresì ricorrenti sono i temi della gara di tiro con l’arco e le vittime dei fuorilegge costrette a condividere con loro un pasto e poi a “pagarlo” con gli averi che hanno con sé (temi presenti, ad esempio, in A Gest of Robyn Hode). L’espediente del travestimento per ingannare i nemici è presente altresì in leggende più antiche su Hereward il Fuorilegge, Eustachio il Monaco e William Wallace.

Al contrario, il tono generale di Robin Hood and the Potter è più leggero rispetto alle ballate coeve, come Robin Hood and the Monk e Robin Hood and Guy of Gisborne, in cui vi sono diverse scene truculente. Altra particolarità è l’importanza data alla moglie dello sceriffo di Nottingham: le uniche altre figure femminili menzionate nelle ballate più antiche sono la Vergine Maria e la priora di Kirklees (in Robin Hood’s Death). Lady Marian fu introdotta nella leggenda solo più tardi.

Note

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