La rivolta dei Nian (). fu una rivolta armata che ebbe luogo dal 1851 al 1868 nel nord della Cina, contemporanea alla grande rivolta dei Taiping (1850-1864) nel sud del Paese. La rivolta non riuscì a rovesciare la dinastia Qing, ma causò enormi perdite umane ed economiche che, a lungo termine, contribuirono al crollo della dinastia nel 1912.

Cause Niǎn è una parola cinese presa in prestito dal dialetto di Huaibei, una forma di mandarino delle pianure centrali, che significa approssimativamente "prendere bastoncini d'incenso per onorare il Cielo". In origine, questo termine era usato per indicare bande, gruppi di affiliati o “banditi”.. Il movimento Nian fu fondato alla fine degli anni 1840 da Zhang Lexing () e nel 1851 contava circa 40.000 appartenenti. A differenza dei Taiping, i Nian inizialmente non avevano obiettivi chiari, se non le critiche nei confronti de regime Qing. Il loro slogan era "uccidere i ricchi e aiutare i poveri".. A seguito di una serie di catastrofi naturali i Nian presero le armi contro il regime imperiale.

Nel 1851 l'esondazione del Fiume Giallo sommerse centinaia di migliaia di chilometri quadrati di territorio, causando innumerevoli vittime. Il governo Qing iniziò a occuparsi dei danni causati dal disastro, ma non fu in grado di fornire un aiuto efficace, poiché le finanze dello Stato erano in cattive condizioni a causa sia dello sforzo bellico sostenuto nella prima guerra dell'oppio sia della rivolta dei Taiping che era appena iniziata. I danni causati dall'alluvione non erano ancora stati riparati quando, nel 1855, il fiume esondò nuovamente, causando la morte di migliaia di persone e devastando la fertile provincia di Jiangsu. A seguito di questa nuova catastrofe scoppiò una carestia. In quel periodo il governo Qing era impegnato a negoziare un accordo con le potenze europee e, con le casse dello Stato quasi vuote, il regime non fu in grado di aiutare la popolazione. Ciò provocò l'ira del movimento Nian, che accusava gli europei di aggravare la situazione e considerava sempre più la dinastia Qing come un regime incompetente e debole nei confronti delle potenze occidentali.

Le politologhe Valerie Hudson e Andrea den Boer suggeriscono che la rivolta potrebbe essere stata alimentata, almeno in parte, da decenni di infanticidi femminili (causati dalle inondazioni e dalla miseria economica), che portarono al formarsi di una consistente popolazione di giovani uomini frustrati dall'impossibilità di trovare una moglie. Secondo le due studiose, forse fino a un quarto dei giovani uomini della regione rientravano in questa categoria di "alberi senza frutti"...

La rivolta Composizione e organizzazione militare dei Nian I ribelli Nian erano in gran parte contadini poveri e disperati, che si riunirono in bande di briganti semplicemente per sopravvivere. Con l'aggravarsi delle catastrofi naturali, questi gruppi di banditi diventarono però sempre più importanti e finirono per formare veri e propri eserciti in grado di sfidare direttamente il governo. Gli obiettivi principali della maggior parte dei Nian rimanevano comunque il saccheggio delle comunità più ricche e il rifiuto di pagare le tasse..I Nian sembrano aver subito l'influenza dalla precedente ribellione del Loto Bianco del 1794. Infatti reclutarono membri da società segrete e da sette come la setta del Loto Bianco, prendendone in prestito la terminologia e i simboli, ad esempio la pratica dei giuramenti di fratellanza, i cinque colori degli stendardi, le bandiere con otto trigrammi e l'uso generalizzato di unità di donne guerriere. Lo stesso Zhang Lexing, capo della rivolta, utilizzò il titolo di "re splendente del grande Han", che ricorda quelli utilizzati dai capi del Loto Bianco.. Tuttavia, nonostante questa influenza, i motivi religiosi ebbero poca importanza per i ribelli Nian, a differenza di quanto avvenne per i Taiping. Anche se i ribelli del Loto Bianco a volte combatterono al fianco dei gruppi Nian, questi ultimi a volte li attaccarono nella speranza di compiere saccheggi. In generale, nel loro modo di agire, i gruppi Nian dello Henan rimasero più vicini ai semplici banditi rispetto ai Nian dell'Anhui.. Secondo la storica Elizabeth J. Perry, nel complesso il movimento Nian "è rimasto principalmente l'espressione di banali strategie di sopravvivenza".. I Nian non sono mai stati dei rivoluzionari. e, a parte gli slogan che invocavano la morte dei funzionari pubblici e dei ricchi. e auspicavano una società più giusta, non ebbero obiettivi chiari e definiti. Se alcune armate Nian diventarono veri e propri movimenti ribelli, ciò è dovuto soprattutto alle ambizioni di alcuni leader Nian desiderosi di prendere il potere..

I Nian utilizzarono parte della loro la cavalleria per facilitare i saccheggi, mirati a sostenere sia i soldati sia le loro comunità di origine.. Dal punto di vista militare le tattiche difensive dei Nian si basavano su cosiddette “comunità dei terrapieni” (comunità fortificate), da loro controllate.. Il sostegno dei contadini si rivelò fondamentale e costituì la vera base del potere dei Nian.. I ribelli Nian erano equipaggiati con pistole e fucili, tra cui modelli occidentali moderni, moschetti e un numero significativo di cannoni, del peso fino a oltre 2000 kg..

I primi successi dei Nian Nel 1851 i Nian iniziaorno a saccheggiare i granai e i nascondigli di denaro dei villaggi. Durante la presa di Nanchino da parte dei Taiping, alcuni leader Nian cercarono di allearsi con questi ultimi. Anche se Hong Xiuquan concesse titoli ai capi Nian e anche se vi fu occasionale cooperazione tra Nian e Taiping, in realtà non ci fu mai un vero coordinamento tra le due rivolte. I casi in cui gli eserciti Nian si sottomisero o addirittura si unirono alle file dei Taiping rimasero rari, poiché la maggior parte dei Nian continuarono a costituire bande di briganti interessate solo al profitto e alla sopravvivenza a breve termine.

Nel 1855 Zhang Lexing lanciò attacchi contro le truppe governative nella Cina centrale. Già dall'estate la cavalleria Nian, ben addestrata e dotata di armi da fuoco moderne, interruppe le linee di comunicazione tra Pechino, capitale dei Qing, e gli eserciti Qing che combattono contro i Taiping nel sud. Gli eserciti Qing erano allora dispersi su un territorio molto vasto, poiché dovevano affrontare diverse rivolte in luoghi lontani: ciò permise agli eserciti Nian di prendere il controllo di vasti territori e di importanti zone economiche. I Nian fortificarono le città conquistate, utilizzandole come basi da cui lanciare attacchi di cavalleria contro gli eserciti Qing. Ciò causò continui scontri, che devastarono le ricche regioni dello Jiangsu e dello Hunan.

Nel 1856 diverse bande Nian formarono un'alleanza guidata da Zhang Lexing e si organizzarono in una confederazione informale di cinque eserciti. Ogni esercito fu identificato da uno stendardo di diverso colore, operò in modo largamente autonomo e reclutò principalmente persone appartenenti a un unico clan.... Di conseguenza, ogni "esercito di bandiera" fu organizzato attorno a un'area centrale costituita da un certo numero di villaggi, i cui abitanti erano imparentati tra loro. A causa della grande diversità dei clan coinvolti, questi cinque eserciti avevano dimensioni differenti

Esercito della bandiera gialla di Zhang Lexing: 18 villaggi. Esercito della bandiera bianca di Kung Teh: 13 villaggi Esercito della bandiera rossa di Hou Shih-wei: 12 villaggi Esercito della bandiera blu di Han Lao-wan: 6 villaggi Esercito della bandiera nera di Su T'ien-fu: 100 villaggi

Nonostante i suoi tentativi di imporre maggiore ordine e coordinamento all'alleanza, Zhang Lexing ottenne un successo limitato. e le divergenze interne portarono rapidamente alla rottura dell'alleanza, che nel 1858 venne di fatto sciolta..

La controffensiva del governo Qing All'inizio del 1856 il governo Qing inviò contro i Nian il generale Sengge Rinchen, che aveva appena sconfitto un grande esercito inviato dai Taiping a Pechino. L'esercito di Sengge Rinchen riconquistò numerose città fortificate, distrusse gran parte della fanteria Nian e riuscì persino a uccidere Zhang Luoxing in un'imboscata.

Nuovi successi dei Nian La rivolta dei Nian trovò nuovo slancio alla fine del 1864, quando i capi Taiping Lai Wenguang () e Fan Ruzeng () assunsero il comando delle forze Nian, tanto più che il grosso della cavalleria era rimasto intatto. L'esercito di Sengge Rinchen, composto essenzialmente da fanti, non poté impedire alla cavalleria Nian di devastare le campagne e di lanciare attacchi a sorpresa contro le forze Qing.

Alla fine dell'anno 1865 Sengge Rinchen e le sue guardie del corpo, vittime di un'imboscata tesa dai Nian, furono uccisi nella battaglia di Gaolouzhai, privando il governo Qing del suo miglior generale.

I Qing riprendono il sopravvento Il regime Qing chiamò allora il generale Zeng Guofan (曾国藩) ad assumere rapidamente (in soli due giorni) il comando delle forze armate che proteggevano Pechino. A Zeng Guofan furono fornite artiglieria e armi moderne, acquistate dagli europei a prezzi esorbitanti. L'esercito di Zeng Guofan si mise all'opera per scavare trincee e canali, al fine di ostacolare la mobilità della cavalleria Nian, un metodo efficace ma lento e costoso. Poiché la fanteria Nian riuscì a sfondare le sue linee di difesa, il generale Zeng Guofan fu sostituito al comando dell'esercito Qing dai generali Li Hongzhang e Zuo Zongtang.

Alla fine del 1866 le forze Nian rimanenti si divisero in due: l'Esercito dell'Est, sotto il comando di Lai Wenguang, rimase schierato nella Cina centrale, mentre l'Esercito dell'Ovest avanzò su Pechino. L'esercito occidentale, sotto il comando di Zhang Zongyu, figlio del fratello di Zhang Lexing, fu sconfitto a sud-ovest di Pechino dalle truppe Qing, aprendo così vaste porzioni dei territori controllati dai Nian al contrattacco dei Qing.

Alla fine del 1867 le truppe di Li Hongzhang e Zuo Zongtang riconquistarono gran parte del territorio controllato dai Nian.

All'inizio del 1868 i resti dell'esercito Nian furono schiacciati da una forza combinata che riuniva le truppe governative e l'Esercito sempre vittorioso.

Note

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Categoria:Guerre che coinvolgono la dinastia Qing Nian