Marianismo è un termine ispanico che descrive un ideale di femminilità con caratteristiche derivate dal culto devozionale di Santa Maria di Guadalupe, una figura centrale del cattolicesimo romano in Messico. Definisce gli standard per il ruolo di genere femminile nelle culture popolari ispano-americane ed è strettamente intrecciato con il machismo e il cattolicesimo romano.

Il marianismo ruota attorno alla venerazione per quelle che considera virtù femminili che le donne ispano-latine (secondo questo ideale) dovrebbero seguire, come l'armonia interpersonale, la forza interiore, il sacrificio di sé, la famiglia, la castità e la moralità, ma anche la passività, la purezza sessuale e l'auto-censura.

Origine del termine "Marianismo" originariamente si riferiva alla devozione verso la Vergine Maria (in spagnolo: María). Il termine fu usato per la prima volta dalla politologa dell'Università della California - Berkeley Evelyn Stevens nel suo saggio del 1973 "Marianismo: The Other Face of Machismo". Fu coniato come controparte femminile del machismo, l'ideale ispanico di mascolinità. Il marianismo è il presunto ideale di femminilità a cui le donne dovrebbero attenersi – cioè essere modeste, virtuose e sessualmente astinenti fino al matrimonio – e poi essere fedeli e subordinate ai loro mariti. Sebbene Stevens sia stata la prima a usare il termine, il concetto probabilmente ebbe origine contemporaneamente al machismo, durante il periodo della colonizzazione spagnola delle Americhe.

Nel loro libro Il paradosso di Maria: come le latine possono fondere le tradizioni del Vecchio Mondo con l'autostima del Nuovo Mondo (1996), Rosa Maria Gil (fondatrice, presidente e CEO della società no­profit Comunilife che opera a New York per la comunità ispanica, offrendo servizi sanitari, sociali e abitativi) e Carmen Inoa Vazquez (psicologa, professoressa e scrittrice latina) attribuiscono a Stevens l'introduzione del concetto di marianismo. Trattano anche l'uso del termine da parte di accademici come Sally E. Romero, Julia M. Ramos-McKay, Lillian Comas-Díaz e Luis Romero. Nel loro libro, Gil e Vazquez lo usano come applicabile a una varietà di culture ispaniche.

Origine del marianismo Quando i coloni spagnoli introdussero il cattolicesimo nel territorio che oggi è il Messico, la tradizione vuole che un nativo americano, che prese il nome di Juan Diego, abbia avuto una visione della "Santissima Madre di Dio" su una collina a Tepeyac, a nord di quella che oggi è Città del Messico. Prima che il cristianesimo fosse introdotto nel continente, i nativi americani della regione credevano che la collina fosse sacra alla dea azteca Tonantzin, o "Nostra Madre". La visione di Diego fu infine chiamata "Nostra Signora di Guadalupe" e nominata patrona del Messico da Papa Benedetto XIV nel 1756. Essa acquisì rapidamente prestigio nell'America ispanica. Padre Hidalgo guidò i ribelli con il famoso Grito de Dolores nel 1810: "¡Viva Nuestra Señora de Guadalupe, muera el mal gobierno, mueran los gachupines!" ("Viva la Madonna di Guadalupe, abbasso il malgoverno, abbasso [coloro che hanno] gli speroni" (o messicani spagnoli)).

Identità nazionale messicana

Durante il Porfiriato, il marianismo fu promosso dalle donne per incoraggiare il valore dei ruoli sociali tradizionali relegati al genere femminile. Scrittrici come Laureana Wright de Kleinhans pubblicarono articoli che sostenevano che le donne erano figure importanti per l'integrità della nazione, occupandosi dei doveri domestici con particolare attenzione all'educazione dei figli. Ne La Reforma (un insieme di leggi, tra cui una nuova Costituzione, che furono promulgate nella Seconda Repubblica Federale del Messico durante gli anni '50 dell'Ottocento), il marianismo fu la principale retorica utilizzata per promuovere l'educazione delle donne allo scopo di insegnare ai bambini a coltivare le giuste virtù e, soprattutto, a essere membri contribuenti della società.

I contributi di Evelyn Stevens Nel suo saggio, Stevens definisce il marianismo come "il culto della superiorità spirituale femminile, che insegna che le donne sono semidivine, moralmente superiori e spiritualmente più forti degli uomini" e spiega le caratteristiche del machismo: "aggressività eccessiva e intransigenza nelle relazioni interpersonali tra uomini e arroganza e aggressività sessuale nelle relazioni tra uomini e donne". Stevens sostiene che marianismo e machismo sono complementari e che l'uno non può esistere senza l'altroEvelyn P. Stevens, "Marianismo: la otra cara del machismo en Latino-América"; in: Ann Pescatelo, Hembra y macho en Latino-América: Ensayos., Edición Diana, Mexico 1977, p. 123..

Effetti sulle donne Nel marianismo, sostiene Stevens, la "cattiva donna" è quella che ha rapporti sessuali prematrimoniali, mentre la donna buona lo sperimenta solo all'interno del matrimonio. Il marianismo prevede anche che le donne dovrebbero sacrificarsi profondamente per la famiglia, incoraggiandole a non mostrare alcuna felicità e a non partecipare a nessuna attività che possa portare loro gioia.

Critica a Stevens I suoi critici sostengono che Stevens ignori i fattori socio-economici, affermando che "la sua descrizione delle donne come altruiste, generose, passive e moralmente pure" sia inadeguata. Ci sono state alcune risposte in letteratura al concetto di marianismo le quali affermano che il suo modello di comportamento femminile è fortemente basato sulla classe sociale. Gil e Vazquez, affermano che "la maggior parte dei suoi dati [di Stevens] provenivano da donne messicane della classe media".

Cinque pilastri Alcuni ricercatori identificano i "cinque pilastri" del marianismo, ovvero credenze specifiche a cui le "buone donne" devono attenersi.

Familismo Il familismo è la forte identificazione e l'attaccamento di un individuo alla famiglia, sia nucleare che estesa. Per perseguire questo obiettivo, secondo il marianismo il compito delle donne è quello di garantire alla propria famiglia la felicità, la salute e l'unità generale. Per mantenere la reputazione delle loro famiglie, le donne ispaniche sono scoraggiate dal condividere ciò che è considerato "problemi familiari" con gli altri. Questa convinzione fa sì che molte donne che subiscono abusi dai loro partner non denuncino le loro esperienze alle forze dell'ordine. Possono tuttavia parlare degli abusi subiti con familiari e amici, ma ciò provoca un aumento del rischio di future aggressioni nei loro confronti. Pertanto, l'adesione ai valori tradizionali che consistono nel mantenere le questioni riguardanti gli abusi all'interno della propria famiglia scoraggia la denuncia e può avere gravi implicazioni per la salute delle donne abusate.

Il concetto di famiglia è considerato così importante per le donne marianiste che sono incoraggiate a considerare l'autonomia e l'indipendenza come concetti molto occidentalizzati e viene detto loro di concentrarsi invece sull'ascolto e sull'aiuto al marito per cercare di evitare altri episodi di violenza anziché denunciarlo e/o lasciarlo. Anche a coloro che vorrebbero aiutarle (come amici e conoscenti) viene detto di convincerle a scegliere l'ascolto e il dialogo anziché la denuncia o l'abbandono, al fine di evitare di alienarlePerilla, J. L.; Lavizzo (2007). "Towards a community psychology of liberation". Advancing social Justice through clinical practice. Lawrence Erlbaumm. pp. 291–312.. Molti degli obiettivi dichiarati dalle intervistate erano infatti, piuttosto che lasciare una relazione con un marito violento, cercare di fermare la violenza con ascolto e dialogo, migliorare i rapporti con i loro partner, aiutarli a imparare a essere mariti e padri più solidali.

Il marianismo prevede che uomini e donne nelle culture ispaniche diano valore alle loro famiglie, sebbene i modi per esprimere questo valore varino in base ai ruoli di genere. Questo ideale implica che gli uomini forniscano risorse finanziarie, protezione e leadership, mentre le donne si occupino del sostegno emotivo e, in parte, materiale della famiglia crescendo i figli e svolgendo lavori domestici.

Castità La verginità è considerata una caratteristica importante e, astenendosi dal sesso prematrimoniale, le donne impediscono che la vergogna ricada su se stesse e sulle loro famiglie. Spesso, il sesso è associato a sentimenti di colpa e tristezza nelle ragazze e nelle donne che seguono il marianismo. Questo perché il sesso è spesso inquadrato in una dicotomia tra procreazione ed erotismo.

Il marianismo prevede che le donne siano asessuate e verginalmente pure. Ciò significa che dovrebbero impegnarsi per la monogamia, provare desiderio sessuale solo in relazioni a lungo termine e stabili (idealmente sposate) e limitare l'esplorazione della propria identità sessuale solo nelle relazioni eterosessuali. Questo porta spesso a un'interpretazione secondo cui le donne dovrebbero rimanere con il proprio partner per il resto della loro vita, anche se subiscono abusi.

Questo ideale implica anche che le donne siano passive nei rapporti sessuali, il che è collegato a un minore utilizzo del preservativo e quindi a un rischio più elevato di malattie sessualmente trasmissibili, in particolare HIV/AIDS. Il marianismo prevede che imparino le modalità del sesso solo dai loro mariti e se una donna mostra troppo interesse sessuale o assertività, a volte viene trattata come "sospetta".

Respeto Respeto (letteralmente "rispetto") consiste nell'obbedienza, nel dovere e nella deferenza che un individuo osserva in base alla propria posizione. Ciò mantiene la comune struttura familiare ispanica e fornisce agli individui un modello di comportamento nelle situazioni interpersonali. Esiste una regola d'oro, no falarle el respeto, che dice agli individui di non contraddire coloro che sono più in alto nella gerarchia; nel caso della famiglia, la moglie non deve criticare il marito.

Auto-censura Secondo il marianismo, le donne ispaniche dovrebbero trattenere pensieri e bisogni personali per evitare disaccordi(Self-silencinghttps://www.alfemminile.com/salute-e-benessere/self-silencing-salute-mentale-donne/). L'adesione a questa convinzione è collegata a tassi significativamente più elevati di disagio psicologico, depressione e ansia nelle donne ispaniche, che sono indotte a rimanere in relazioni interpersonali violente. Molte percepiscono che "tenere le cose dentro" causa la loro depressione.

Simpatia La simpatía (letteralmente "simpatia") è un valore associato al mantenimento della pace e di "gentilezza" che richiede alle donne di evitare disaccordi e di essere assertive per mantenere relazioni armoniose.

Spiritual Questo pilastro si concentra sulla capacità percepita delle donne e, di conseguenza, sulla responsabilità loro attribuita di guidare le loro famiglie nella crescita spirituale e nella pratica religiosa. Questo pilastro è considerato molto importante per le madri considerate "buone". Una maggiore attribuzione alle donne di una responsabilità spirituale (e nello specifico delle madri) è associata a livelli più elevati di rabbia.

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