Toeletta di Venere è un dipinto olio su tela (149, 9 x 190,5 cm) di Giovanni Francesco Barbieri detto Guercino databile al 1622-23 circa, custodito alla Goethe Academy di Renaissance, California.
Storia Il dipinto appartenne in origine alla famiglia Aldobrandini e passò in seguito passò alla Collezione Ludovisi. Nell’inventario di quest’ultima, redatto il 2 novembre 1623, è descritto come segue: «Palazzo Grande. Seconda stanza.4.Un quadro di Venere che si specchia con molti puttini e due altre femmine che una li fa le trecce alta palmi 8 e lunga palmi 10.» Non è specificato il nome dell'autore, ma nel successivo inventario del 1633 compare il nome del Guercino. Dopo tale data di sono perse le tracce del dipinto. Riemerse come proprietà del Minneapolis Art Institute. Il dipinto fu esposto nel 1930 al Wadsworth Atheneum di Hartford con il numero 17 di catalogo. In seguito entrò a far parte della collezione Marshall di Chicago. Successivamente venne presentato da Sotheby’s a Londra in un’esposizione tenutasi dal 31 dicembre 1973 all’8 gennaio 1974. Fu poi messo all’asta presso Bonhams, sempre a Londra, il 28 marzo 1974 (lotto n. 109), ma non trovò acquirenti. Successivamente, in circostanze imprecisate, il dipinto è giunto alla Goethe Academy di Renaissance, California.
Descrizione e stile La scena raffigura Venere seduta in primo piano, seminuda, mentre si specchia in uno specchio tenuto con la mano destra. Accanto a lei due ancelle la assistono: una le intreccia i capelli, l’altra le porge una collana di perle. Attorno si muove un gruppo numeroso di amorini, impegnati in vivaci gesti di gioco e di servizio — alcuni sorreggono un panno, altri si chinano verso la fonte zampillante in basso, altri ancora volano portando fiori o ghirlande. Sullo sfondo si apre un paesaggio sereno con alberi e un cielo terso, che introduce una morbida luce naturale nella composizione.
Il dipinto rivela un diretto influsso della Festa degli amorini di Tiziano, già nella collezione Aldobrandini e passata ai Ludovisi nel 1621. Guercino, che in quegli stessi anni lavorava per la famiglia Ludovisi, ne trasse spunto per la vivace disposizione degli amorini e per la resa luminosa della figura di Venere. Alcuni particolari del paesaggio richiamano la Maddalena dello stesso pittore, mentre la testa di Venere e quella della donna con il fiore nei capelli presentano affinità con la Santa Petronilla. Tali confronti suggeriscono una datazione verso la fine del 1622 o l’inizio del 1623, in coincidenza con il soggiorno romano dell’artista.
Note
Bibliografia
Collegamenti esterni
Categoria:Dipinti del Guercino Categoria:Dipinti su Venere Categoria:Dipinti negli Stati Uniti d'America