Il Martirio dei Santi Faustino e Giovita è un dipinto su tela (220x330 cm) di Filippo Comerio, databile al 1796 e conservato come pala d'altare sul coro del presbiterio della chiesa dei Santi Faustino e Giovita a Villa d'Almè,. e raffiguranti il martirio dei santi Faustino e Giovita.
Storia Il dipinto è stato posto come pala d'altare dopo la riedificazione dell'antica parrocchiale. La chiesa dedicata ai santi Faustino e Giovita, risalente al Quattrocento, era stata oggetto di ricostruzione e, come indicato nella delibera del 26 ottobre 1766, anche di rinnovamento della zona absidale. I lavori alla chiesa iniziarono solo nel 1771 e la consacrazione dal vescovo di Bergamo Giovanni Paolo Dolfin l'11 settembre 1796 data in cui si considera sia stata ultimata e posta l'opera.
Descrizione e stile L'artista che si era trasferito a Bergamo negli anni ottanta del Settecento, non era solito compiere opere di grandi dimensioni, era piuttosto portato alla decorazione di ceramica. La tela ha una preparazione di fondo di colore scuro e presenta scene poste su luoghi differenti in un perfetto assemblaggio. Il dipinto verrà descritto su Pittori bergamaschi, il Settecento, IV n. 36 pagina 556 come reinterpretazione del Sacrificio di Ifigenia di Pietro Testa: La scena si sviluppa su più livelli: in basso si presenta l'imponente figura del soldato che si erge sulla figura di un anziano, cieco, che si appoggia su di un bastone che dovrebbe rappresentare il vescovo Apollonio presenta nella “legenda maior” come colui che ha cristianizzato i due santi.. Un gruppo di bambini e donne che guardano la scena sono raffigurati sul lato opposto. Al centro la grande scena del martirio di san Faustino inginocchiato e il boia che regge la scure, mentre un giovane san Giovita è presente a sinistra. La statua di una dea è presenta dietro di loro che regge una spada, mentre un sacerdote sta ufficiando un sacrificio sull'ara dove brucia un fuoco. Sono presenti l'immagine di un cavaliere su di un cavallo bianco, che dovrebbe essere sant'Alessandro patrono di Bergamo, che regge il classico drappo con la croce rossa su fondo bianco che lo identifica. Sulla parte superiore è presente il governatore della Renzia che si rivolge all'imperatore Adriano seduto su di un trono. Sulla parte superiore sinistra è raffigurata una città che sarebbe identificata nella città di Brescia, con la chiesa dove sarebbero stati martirizzati i due santi titolari. Due angeli in volo completano il grande dipinto reggenti la palma del martirio..
Note
Bibliografia
Voci correlate Chiesa dei Santi Faustino e Giovita (Villa d'Almè)
Categoria:Dipinti a Bergamo Categoria:Dipinti sui santi Faustino e Giovita