Stephanolepis hispida () è un pesce osseo marino appartenente alla famiglia Monacanthidae.

Distribuzione e habitat L'areale della specie comprende l'oceano Atlantico tropicale e subtropicale. Nella parte occidentale dell'Atlantico è presente dalla Nuova Scozia fino all'Uruguay, compresi il mar dei Caraibi e il Golfo del Messico; nell'Atlantico orientale si trova dall'Angola al Marocco e alle isole Canarie, compresa Madera. Non risulta segnalato nel Mediterraneo.

Vive su fondi mobili di fango o sabbia ed è frequentemente associato alla presenza di sargassi. I giovanili sono legati agli ammassi di alghe galleggianti alla deriva. È stato catturato fino a 293 metri di profondità, ma normalmente vive in acque poco profonde.

Descrizione S. hispida ha corpo alto e compresso lateralmente; l'aspetto generale è simile a quello dei pesci balestra. Le pinne dorsali sono due, di cui la prima costituita da un raggio spinoso ingrossato situato appena dietro l'occhio. I raggi molli della pinna dorsale vanno da 29 a 35, mentre quelli della pinna anale vanno da 30 a 35. Nei maschi il secondo raggio molle della seconda dorsale è allungato e filiforme.

La colorazione è mimetica: su un fondo chiaro sono presenti brevi linee e macchie più scure, assenti su muso e petto, mentre sulla pinna caudale compaiono due barre scure verticali. Negli individui di grandi dimensioni i segni scuri sul corpo tendono a essere meno contrastati e più indistinti, mentre la testa e la regione pettorale si scuriscono pur rimanendo prive di macchie.

La taglia massima nota è di 36,9 cm per un peso di 364,20 g; la taglia media degli individui è di circa 15 cm.

Biologia Alimentazione Si nutre di invertebrati bentonici, tra cui crostacei (anfipodi, isopodi, decapodi, tanaidacei, ostracodi e copepodi), policheti e molluschi bivalvi e gasteropodi, oltre che di plancton e materiale vegetale.

Predatori Tra i predatori noti vi sono la lampuga, il pesce serra, il tonno pinna gialla, il tonno rosso, Lutjanus analis e lo squalo Rhizoprionodon terranovae.

Pesca Viene talvolta catturato con nasse o reti, ma non viene consumato o commercializzato, nonostante sia commestibile. Può comparire raramente nel mercato dei pesci d'acquario.

Conservazione La specie appare comune nell'areale e non è soggetta a pesca specifica; anche la cattura come bycatch appare modesta. La IUCN classifica S. hispida come "a rischio minimo".

Note

Bibliografia

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Categoria:Taxa descritti nel 1758 Categoria:Tetraodontiformes