Palazzo Vallesa della Martiniana (talvolta indicato come Vallesa della Martirana) è un palazzo storico di Torino costruito alla fine del Settecento in via San Dalmazzo 15 nella contrada Botero, su manufatti secenteschi preesistenti, nell'isola (o isolato) di Sant'Ottaviohttps://www.atlanteditorino.it/H.html#Salmour, su progetto dell'architetto Luigi Michele Barberis.

Edificio di rappresentanza, è stato sede legale della SIP (Società Italiana per l’Esercizio Telefonico) dal 1964, e di Telecom Italia dal 1994 al 2001https://www.museotorino.it/view/s/fc14ac6d727a44de9c9b7b89c4d5b448.

Attualmente è sede della direzione generale di Banca Investis.

Storia

Nel 1643 Giulio Carlo Bergera, divenuto arcivescovo di Torino, vende a Maurizio Filippa, consigliere di Stato e delle Finanze di Madama Reale, Cristina di Francia, il proprio palazzo. Nel 1719 Carlo Baldassarre Filippa, divenuto conte di Martiniana, ingrandisce la proprietà, secondo le mutate esigenze della famiglia, con un fabbricato adiacente per avere più alloggi da affittarehttps://www.mepiemont.net/torino_pala8.html. Alla sua morte, poiché l'unico figlio maschio Carlo Giuseppe Filippa decide di prendere i voti (diventerà arcivescovo di Vercelli), diventa erede dell’ingente patrimonio di famiglia la figlia Giuliana Lucia Vallesa della Martiniana (1737/1738-1809)https://www.treccani.it/enciclopedia/vallesa-di-vallesa-alessandro-filippo-conte-di-montalto_(Dizionario-Biografico)/.

Quest'ultima, sposata al conte Carlo Emanuele Vallesa (1715-1796), paggio d'onore di Vittorio Amedeo II, cavaliere dell’Annunziata e poi grande scudiere per volere di Vittorio Amedeo III, diventa dama di palazzo di Maria Antonia di Borbone (regina dal 1773) e poi dama d’onore di Maria Clotilde di Borbone (regina dal 1796); commissiona quindi alla fine del Settecento una ulteriore ristrutturazione sfarzosa del palazzo, affidando i lavori all'architetto Luigi Michele Barberis.

A quell'epoca, Palazzo Martiniana era uno dei primi palazzi fornito di servizi igienici (detti all'inglese) nel territorio torinesehttps://www.mepiemont.net/torino_pala_vis.asp?foto=targa-vallesa_c&tit=Palazzo%20Vallesa%20di%20Martiniana.

Il figlio Alessandro Carlo Filippo di Vallesa, conte di Montalto e di Martiniana (1765-1823), ambasciatore di Carlo Emanuele IV di Savoia a Vienna tra il 1799 e il 1800 e in Russia nel 1802, fu Ministro degli Esteri nel governo creato nel 1814 da Vittorio Emanuele I di Savoia nel Regno di Sardegna dopo l'occupazione napoleonica. Era proprietario anche di Cascina Martiniana in via Baltimora, nel quartiere Santa Rita, dove in seguito sarà costruita la Centrale del latte di Torinohttps://decentramento.comune.torino.it/circ2/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/2136. Alla morte del padre scelse di non vivere più con la madre nell'edificio per trasferirsi in Palazzo Taparelli d'Azeglio sempre a Torino.

La casata si esaurisce con Alessandro a causa della prematura morte del figlio Telesforo e il palazzo, alla morte di sua moglie Costanza Salomone di Serravalle, passa alla famiglia del conte Luigi Roero di Guarene, promesso sposo della figlia Rosalia, poi a Francesco Saverio Provana di Collegno e quindi, dal 1947, alla Società Piemonte Centrale di Elettricitàhttp://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,8/articleid,1300_02_1990_0037_0008_18948279/.

Colpito dai bombardamenti aerei nell’estate del 1943, l’edificio è oggetto di un primo restauro ad opera dell’architetto Ottorino Aloisio nel 1949-50.

Nel 1964 diventa sede legale della SIP, all'atto della sua nascita, e dal 1994 di Telecom Italia (qui vennero firmati gli atti costitutivi), fino al suo trasferimento a Milano nel 2001.

Dopo anni di abbandono, nel 2020 il palazzo diventa sede della direzione generale di Banca Investis in seguito alla vendita di Banca Intermobiliare (BIM) da parte di Veneto Banca alla società Attestor Capitalhttps://www.ilsole24ore.com/art/veneto-banca-vende-bim-ad-attestor-titolo-picco-AE5aDPvChttps://www.bancainvestis.com/wp-content/uploads/2022/05/CS_20200727_CambioSede.pdf.

Descrizione

L'immobile è caratterizzato da una facciata a tre soli ordini di finestre e da interni in stile tardo-barocco, con androne e grande salone con stucchi (opera di Giovanni Battista Sanbartolomeo), sovrapposti, aggettanti sul cortile, dove si affacciano anche alloggi d'affitto, secondo modelli già introdotti da Guarino Guarini. Al piano nobile, di notevole altezza, un finestrone sormontato da una grande cornice, è in asse con l'andronehttps://atlas.landscapefor.eu/category/secxviii/poi/17453-palazzo-vallesa-della-martirana/15820-un-palazzo-di-rappresentanza/.

Due sale interne sono affrescate dal pittore Giovanni Battista Pozzihttp://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,3/articleid,0045_01_1951_0008_0003_10916630/.

Note

Bibliografia Marziano Bernardi, Il palazzo Vallesa, Società piemontese centrale di elettricità, Torino 1950 Arabella Cifani, Franco Monetti, Il Palazzo Vallesa di Martiniana. Da dimora signorile a sede sociale l'evoluzione di un palazzo in Torino, SIP, Torino 1989

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