Biografia

Il conte RenatoFrancesizzato in René. Avogli Trotti, nato il 1º ottobre 1875 e appartenente al ramo ferrarese di una antica famiglia nobile di Alessandria, quella dei Trotti, si trasferì a Nizza nel 1895. e, tre anni più tardi, si stabilì a Parigi. Il 17 settembre 1900 contrasse matrimonio a Londra con Évangeline Martelli-Notman. Collezionista e intenditore d’arte, nel 1902 avviò un’attività espositiva con Marcel Nicolle (*1871 †1934), già conservatore aggiunto del Palais des Beaux-Arts de Lille e, in quel periodo, attaché presso il dipartimento dei Dipinti del museo del Louvre..

La società in nome collettivo così costituita, denominata "Trotti & Cie", inizialmente con sede in rue Royale,. si trasferì nel 1906 in place Vendôme. La clientela era principalmente straniera, con una presenza rilevante di acquirenti britannici e statunitensi. Negli Stati Uniti d'America il gallerista contribuì alla formazione di raccolte di primo piano, tra cui quelle di Henry Clay Frick e Henry Huntington. Nell’aprile 1932, in seguito alla crisi economica internazionale, i due soci decisero la liquidazione della società..

Dopo la chiusura dell’impresa, Avogli Trotti, mantenendo un tenore di vita elevato, si sostenne con le proprie disponibilità patrimoniali. Per l’attività svolta in Francia nel settore del commercio d’arte venne insignito nel 1924 dell’onorificenza di cavaliere della Legion d'onore.. Promosse inoltre la diffusione della lingua e della cultura italiane nel contesto francese: dal 1913 presiedette il comitato parigino della Società Dante Alighieri. e partecipò ai lavori dell'"Union intellectuelle franco-italienne"..

I rapporti con Adolf Wüster Renato Avogli Trotti instaurò un rapporto di stretta amicizia con Adolf Wüster., conosciuto nel 1929, quando quest’ultimo risiedeva a Parigi come artista. I contatti si interruppero nel 1939 e ripresero nel 1941,. per poi intensificarsi dal 1942. All’inizio del 1944 Wüster, nominato console nel giugno 1942, si trasferì con la moglie Nadine nelle immediate vicinanze dell’amico italiano. La coppia risiedette sino alla Liberazione nell'Hôtel de Bauffremont, un hôtel particulier occupato da Avogli Trotti dal 1923, situato in rue de Grenelle, nel VII arrondissement di Parigi.

I due collaborarono attivamente alla ricerca di opere d’arte destinate ai musei tedeschi e all’ambasciata di Germania. Avogli Trotti agiva da intermediario, segnalando a Wüster le opere disponibili sul mercato parigino. Nell’aprile 1942, in occasione di una lunga assenza di Wüster, questi gli affidò il pagamento di acquisti effettuati a Parigi; le transazioni, condotte tramite l’Office des changes, ammontavano a 11 milioni di franchi..

Durante l’Occupazione, Avogli Trotti alienò una decina di opere della propria collezione personale. Pur avendo dichiarato undici vendite, le indagini del Comité de confiscation des profits illicites accertarono che le transazioni furono in realtà sedici. Tra le opere cedute figurano due bozzetti di Tiepolo e "Le Joueur de musette" di Philippe Mercier, venduto per 150.000 franchi,. oltre a "Les Petits Dénicheurs d’oiseaux", attribuito al Maître des cortèges..

Le vendite furono effettuate a vari musei tedeschi. Per mezzo di Wüster, Avogli Trotti era stato messo in relazione con Friedrich Muthmann, direttore del "Kunstmuseen" di Krefeld; Hans Wilhelm Hupp, direttore del "Museum Kunstpalast" di Düsseldorf; Kurt Martin, direttore della "Staatliche Kunsthalle Karlsruhe" di Karlsruhe; e il direttore del "Museum Folkwang" di Essen... Agli stessi interlocutori trasmetteva informazioni sulle vendite in corso nella capitale occupata. I servizi di resistenza delle PTT francesi intercettarono una serie di telegrammi, spediti da diversi uffici parigini verso la Germania e firmati "Trotti", il cui contenuto — nomi di artisti, termini tecnici — aveva destato sospetti.. I direttori tedeschi consideravano il conte italiano come rappresentante di vari galleristi e collezionisti privati..

Il 15 giugno 1941 l’ex gallerista ebbe un ruolo decisivo nell’acquisto, da parte del museo di Bonn, del dipinto "Solitude, ruines près d’une mare" di Jan van Kessel (*1641~1648 †1680), venduto a Drouot.. Avrebbe partecipato all’asta per conto del direttore del museo di Bonn; una missiva anonima, datata 22 gennaio 1945, attribuita a un resistente, conferma il fatto.Lettera anonima del 22 gennaio 1945. La lettera è datata 1944, ma si tratta con ogni probabilità di un errore. È anonima, ma l’autore si presenta come membro della Résistance. (Cfr. Archives nationales (AN), Z/6NL/549). Avogli Trotti fu inoltre in contatto con la mercante d’arte di Monaco Maria Almas-Dietrich: il 6 gennaio 1943 fece da tramite nella vendita di un quadro da parte di Eugénie Broglio, nata Capella, percependo presumibilmente una commissione di 20.000 franchi su un prezzo totale di 130.000..

La vicinanza agli ambienti fascisti Un rapporto dei Renseignements généraux della prefettura di polizia segnalò la vicinanza di Renato Avogli Trotti ad un connazionale considerato «di moralità dubbia e poco scrupoloso»:. Carlo Di Vieto, nato il 22 febbraio 1898 a Napoli, amministratore di beni sequestrati, consigliere giuridico dell’ambasciata d’Italia e figura legata ai circoli fascisti, nonché collaboratore della Gestapo e della Propagandastaffel.

Lo stesso Avogli Trotti intratteneva relazioni strette con l’ambasciata d’Italia. Il suo dossier lo definisce «molto favorevolmente conosciuto», elemento che suggerisce simpatie per gli ambienti fascisti della capitale. I rapporti della Commission VaucherNell’aprile 1944 i ministri alleati dell’Istruzione istituirono a Londra la "Commissione Vaucher", o "Commissione interalleata per la protezione e la restituzione dei beni culturali". affermano: «benché risiedesse in Francia da molti anni, manteneva giudizi molto antifrancesi e manifestava avversione per l’Italia al momento della caduta di Mussolini».

Interrogato dalla Cour de justice del dipartimento della Senna il 9 ottobre 1945 per attentato alla sicurezza esterna dello Stato, dichiarò di avere liquidato tutti i suoi capitali in Italia al momento dell’ascesa del fascismo.. Non risultano più, inoltre, rapporti con la società Dante Alighieri, da lui presieduta fino al 1913, quando essa si avvicinò agli orientamenti fascisti.>.

Le indagini alla Liberazione Il 17 febbraio 1945 una scheda del 5º ufficio di Stato maggiore segnalò Avogli Trotti come «in fuga» e nascosto a Parigi.. Era sospettato di occultare opere d’arte trafugate per conto dei tedeschi. Con ordinanza del 23 agosto 1945 i suoi beni furono posti sotto sequestro..

Nel dopoguerra il "Comité de confiscation des profits illicites"In italiano: "Comitato per la confisca dei profitti illeciti". avviò un procedimento contro di lui. Le autorità giudicarono la sua responsabilità evidente e la sua «collaborazione volontaria manifesta».. Il 12 dicembre 1946 fu decisa all’unanimità la confisca di 1.901.207 franchi, con ammenda aggiuntiva di 5.774.100 franchi,. successivamente ridotta nel gennaio 1950. Renato Avogli Trotti morì il 7 febbraio 1946. La sorella, Elisa Nagliati, unica erede, chiese la revisione della confisca nel 1950;. la richiesta fu respinta il 29 maggio 1952.

La morte del conte, coincidente con l’apertura dei grandi processi del dopoguerra, comportò l’abbandono delle azioni promosse dalla Cour de justice del dipartimento della Senna. e dalla Commission nationale interprofessionnelle d’épuration.In italiano: "Commissione nazionale interprofessionale di epurazione"..

Onorificenze

Note Esplicative

Bibliografiche

Bibliografia

Fondi e archivistica

Storica, annalistica e trattatistica

Quotidiani, periodici e riviste

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Categoria:Avogli Trotti Categoria:Mercanti d'arte italiani Categoria:Cavalieri della Legion d'onore