Il Casino di Sopra è una villa cinquecentesca italiana immersa in un parco situata nel comune di Novellara (RE). Appartenuta alla famiglia Gonzaga, era una residenza di campagna al servizio della nobiltà di corte.
Storia Il complesso, composto dalla residenza e da numerosi rustici, fu costruito su committenza della moglie di Alessandro I di Gonzaga Conte di Novellara tra il 1549 e il 1550.
Seguendo la moda del vivere in villa, in voga dalla prima metà del XVI secolo, i Gonzaga di Novellara vollero creare una rete di residenze signorili suburbane, destinate in primo luogo a essere punto di riferimento degli estesi possedimenti agricoli che avevano tra Bagnolo e Novellara.
Costanza da Correggio, reggente della contea perché vedova di Alessandro I Gonzaga, Conte di Novellara e Bagnolo, decise quindi nel 1541 di farsi costruire lungo la direttrice sud tra Novellara e Reggio Emilia un « [...] Casino con il serraglio, reciintato da fosse, non grande ma bello (poca fabbrica, ma bellina […] altetta come sopra una motta, ma non a due tasselli», come risulta da una lettera da lei inviata il 22 novembre di quell’anno al cognato Giulio Cesare. Approvato il progetto nelle sue linee essenziali, nel 1546 fu individuato il luogo dove erigere il Casino di Sopra (località Bellaria) e tra il 1549 e il 1550 la costruzione venne portata a termine, salvo alcuni miglioramenti effettuati nel 1556. Ne risultò un massiccio corpo a pianta rettangolare dotato di quattro torrioni angolari. Pochi anni dopo la villa diventò proprietà di Camillo I, secondogenito del conte Alessandro I, il quale per farne la residenza di rappresentanza della giovane moglie Barbara Borromeo nel 1558 commissionò a Lelio Orsi la decorazione della grande sala centrale. Lelio Orsi realizzò un grandioso ciclo di affreschi, distaccato nel 1845 e oggi esposto presso il Museo Gonzaga di Novellara (al Casino rimangono alcune sinopie e tracce di ulteriori affreschi). Dell’assetto cinquecentesco del Casino di Sopra rimane una preziosissima testimonianza in un inventario redatto il 2 giugno 1595, su mandato di Vittoria di Capua Colonna, vedova del conte Alfonso I, che ne descrive con precisione l’articolazione delle stanze interne e degli spazi esterni. In particolare, nel grande giardino all’italiana retrostante l'edificio e ricco di alberi da frutto (prugni, meli, peschi) spiccava una fontana con grotta artificiale, con figure di grottesche e conchiglie, abbellite da statue in terracotta e marmo (diavoli, negromanti, satiri e pastori, Venere marina, moretto, delfino, Diana con il cane, putti che gettano acqua, Nettuno con il tridente) e ornate da specchi. Dietro la grotta si trovava, poi, una parete decorata a grottesche con due nicchie. La complessità della fontana e della sua decorazione possono certamente fare ipotizzare una ‘mano’ di grande capacità tecnica e geniale inventiva, come il già ricordato Lelio Orsi. I Gonzaga di Novellara furono protagonisti, nei secoli, di una fervida stagione di mecenatismo e collezionismo e le stanze del Casino di Sopra ospitarono lussuosi oggetti e opere d’arte, come risulta già nell’inventario dei beni di Camillo I redatto nel 1577 (risultano 32 quadri) e poi in quello steso dopo la sua morte nel 1595. Mezzo secolo più tardi, nel 1644 al tempo di Alfonso Carlo Gonzaga, Arcivescovo di Rodi, i quadri di varia fattura che vi si trovavano erano diventati 66. Per conoscere l’assetto seicentesco del Casino è fondamentale la mappa di Nicolò Sebregondi, redatta nel 1626. L’edificio, a pianta quadrangolare era munito di quattro torrioncini ai lati, la facciata principale orientata verso est presentava una scala a doppia rampa. Di fronte si trovava un grande viale alberato mentre dietro era presente il grande giardino all’italiana. Dopo l’estinzione della famiglia Gonzaga nel 1728 con la morte di Don Filippo Alfonso, ultimo Conte sovrano, il Casino passò in eredità alla sorella, Ricciarda Cybo Gonzaga e alla sua discendenza. In particolare, Maria Teresa Cybo-Malaspina, moglie di Ercole III d’Este, nel 1771 ne fece la villeggiatura per i novizi che si trovavano nel Collegio dei Gesuiti di Novellara al momento della soppressione dell’Ordine.
Con la caduta del regime estense, nel 1797 il Casino venne posto all’asta dal governo rivoluzionario. Dopo la dispersione delle collezioni d’arte, fu acquistato da Giuseppe Bernard che nel 1815 incaricò l’architetto reggiano Giuseppe Marchelli di operare significative trasformazioni nell’edificio, tra cui l’innalzamento del prospetto secondario (l'edificio risultava già dal 1792/1793 privo delle due torrette sul lato occidentale ). Nel 1861 la proprietà passò alla famiglia Raymond e, infine, nel 1902, a Giovanni Lombardini, i cui discendenti tutt'ora lo detengono.
Note
Bibliografia P. Bonori, E. Torreggiani, Il Casino di Sopra, Lelio Orsi e l’edificio gonzaghesco, in Reggio Storia, n. 20, aprile-giugno 1983. G. Fabbrici, Il Casino di Sopra di Novellara, Novellara 1989 U. Nobili, L’Ottocento in Villa. Residenze di Campagna nel reggiano, Reggio Emilia 2009 E. Francia, Intervento di riparazione e ripristino a seguito dell’evento sismico del maggio 2012, Reggio Emilia 2013 [relazione progettuale] S. Torresan, Il giardino del Casino di Sopra o di Bell'aria, anche di San Lorenzo, in I giardini dei Gonzaga 2018, pp. 456-459)
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