Palazzo Sclopis di Salerano è un palazzo storico di Torino costruito a metà del Settecento in via Garibaldi 12 nella contrada del Conte Verde, su manufatti secenteschi preesistenti, nell'isola (o isolato) di Santa Geltrude, in conformità con le norme dettate dall'editto promulgato nel 1736 da Carlo Emanuele III per la sistemazione della contrada https://www.for-arch.com/portfolio_page/tgar/.

Progettato dall'architetto Benedetto Alfieri Ville e Palazzi/Palazzi stile Rinascimentale - Guida Torino Wiki, poggia su tre archi, nel linguaggio locale chiamati «portièt» (piccoli portici) Le vie perdute, ma non dimenticate - EF -, che permettono di passare dalla piazza Palazzo di città alla via Garibaldi.

Una lapide posta sui portici, nel lato di via Milano, posta dalla Municipalità nel 1881, ricorda che in quello stabile nacque, visse e morì Federigo Sclopis di Salerano https://www.museotorino.it/view/s/b7ba834b091546048dfd13e8da9224d2.

Storia

Il palazzo risulta già alla fine del Seicento della famiglia Sclopis, originaria di Giaveno fin dal XIV secolo SALERANO. Federico Paolo Sclopis - Giornale La Voce, che trasferì la residenza nel capoluogo nel 1690. Carlo Antonio e Giovanni Battista, figli di Giovanni Giorgio cfr. Heraldrys Institute of Rome, aprirono un negozio di seterie con l'insegna del Guanto Grosso su quella che si chiamava via Doragrossa (ora via Garibaldi), nell’isola Santa Geltrude, nel giugno 1689. Carlo Antonio, rimasto poi unico proprietario, destinò alla sua morte nel 1711 al Regio Istituto di Riposo per la Vecchiaia la somma di sedicimila lire per doti annuali a sei giovinette povere, e per questo una lapide fatta erigere tre anni dopo dai nipoti Giovanni, Gregorio e Alessandro lo ricorda insieme ad un busto ad opera dello scultore Arturo Rossi ritratto di Carlo Antonio Sclopis busto post 1714 - ante 1714.

L'avvocato Carlo Antonio Sclopis, sindaco di Torino nel 1782, fu il primo ad essere investito del titolo di conte di Salerano nel 1787 https://www.museotorino.it/resources/pdf/books/146/files/assets/common/downloads/page0686.pdf. In quel tempo l'immobile era solo in parte occupato dai proprietari, che abitavano un appartamento al primo piano composto di una decina di locali, mentre riservavano alcune soffitte ai loro sette domestici. Il resto dell’edificio era dato in affitto ed ospitava una trentina di famiglie, procurando agli Sclopis un reddito di poco meno di 10 000 lire nel tardo Settecento https://www.museotorino.it/resources/pdf/books/146/files/assets/common/downloads/page0687.pdf.

L'immobile passò poi al figlio, conte Alessandro Sclopis di Salerano, sindaco di Torino nel 1796. Appassionato letterato, il 17 maggio 1831 dettò le epigrafi in suffragio di Re Carlo Felice nella basilica del Corpus Domini a Torino MuseoTorino. Dal matrimonio con Gabriella Pejretti di Condove nacque nel palazzo Federigo Sclopis di Salerano, presidente dell'Accademia delle Scienze, presidente della Deputazione subalpina di storia patria, ministro e Presidente del Senato italiano.

Colpito da bombe incendiarie e dirompenti nelle notti del 30 novembre 1942 e 13 luglio 1943, fu ricostruito negli anni successivi alla Seconda Guerra Mondiale Edificio di civile abitazione ex casa Sclopis - MuseoTorino. Attualmente è proprietà del Comune di Torino Le vie perdute, ma non dimenticate - E - F -.

Note

Bibliografia Menietti, Piergiuseppe - Menietti, Emanuele, Il Risorgimento nelle vie di Torino, Il Punto, Torino 2010 ISBN 978-8888552712 Giuseppe Ricuperati, Storia di Torino V. Dalla città razionale alla crisi dello Stato d’Antico Regime (1730-1798), Giulio Einaudi editore, Torino 2002

Altri progetti

Voci correlate

Ville e palazzi di Torino Luoghi d'interesse a Torino

Categoria:Storia di Torino Categoria:Architetture di Torino Sclopis di Salerano