Canzoni in bikini è un film italiano di genere commedia musicale del 1963, diretto da Giuseppe Vari.
Trama Ulderico e Simone Berardelli sono due fratelli gemelli proprietari di due ditte produttrici di caroselli pubblicitari: la Televedo e la Telecanto. Entrambi sono agli antipodi in tutto: a Ulderico gli affari procedono bene, Simone si trova in dissesto finanziario. Un giorno Aristide Caro, facoltoso industriale, fa un ordinativo per girare gli sketch pubblicitari ponendo le due ditte in concorrenza tra loro e Simone, spacciandosi per Ulderico, gira di nascosto gli sketch nei quali partecipano molti nomi affermati in campo musicale. Nel frattempo Salvatore Scalise, un impiegato della ditta in dissesto, è sposato in segreto con Guendalina, segretaria utilizzata da entrambi i gemelli; entrambi sono fuggiti dalla Sicilia poiché Salvatore aveva promesso incautamente di convolare a nozze con la figlia di un capo mafioso.
Aristide cerca la donna protagonista per gli short pubblicitari – e non solo, considerato che è uno scapolo incallito – esamina centinaia di candidature mentre tra Salvatore e Guendalina le cose iniziano ad andare a rotoli in quanto il capo mafioso si accorge che la celebrazione del loro matrimonio non è valida e, armato di lupara, giunge nella ditta intenzionato ad uccidere entrambi. Ma Aristide, accortosi grazie ad un filmato girato di nascosto della bellezza di Guendalina e constatato che in realtà è libera, decide lui stesso di sposarla ed acquistare tutti i caroselli pubblicitari girati, salvando la ditta di Simone dal fallimento.
Distribuzione Il film, girato nel 1962, ebbe problemi censori a causa della scena dello spogliarello di Guendalina e rimase bloccato per quasi un anno. Dopo aver operato diversi tagli – da 2.320 metri si passa a 2.205 metri, con uno scarto di 115 metri – il film ottenne il visto di censura n. 39.843 del 6 marzo 1963 con il divieto ai minori di 14 anni.
Nella seconda edizione, per le proiezioni televisive, dopo ulteriori tagli e modifiche per 8,25 metri venne concesso il visto di censura n. 93.320 del 28 settembre 1999, dove viene dichiarata visibile per tutti.
Colonna sonora La colonna sonora del film è composta da tredici brani musicali. Domenico Modugno, che esegue due brani, è l'unico tra gli artisti che non compare nel film.
I brani sono i seguenti:
Pinne fucile ed occhiali, cantata da Edoardo Vianello; Bagno di mare a mezzanotte, cantata da Domenico Modugno; Twist Can Can, cantata da Jo Fedeli; Minuetto Twist, cantata da Cocky Mazzetti; Indovina indovina, cantata da Enrico Polito; Original Madison, eseguita da Armandino e il suo complesso; Habibi Twist, eseguita da I Latin's; Bugiarda, cantata da Gianni Meccia e Jimmy Fontana; Sole magico di luglio, cantata da Gianni Meccia; Nuda, cantata da Domenico Modugno; Cercami, cantata da Ornella Vanoni; Guarda come dondolo, cantata da Edoardo Vianello; Me ne infischio, cantata da Miranda Martino.
Note
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