Biografia Era la figlia di Niccolò Filippo Brancaleoni della linea di Casteldurante.
Il 22 gennaio 1404 sposò in seconde nozze e con grandi feste il nobile Giovanni Cima, signore di Cingoli, figlio di Benuttino.
Venne descritta dagli storici come una donna spietata, che probabilmente si macchiò delle morti del marito, forse avvelenato, e dei figli maschi. Rimasta vedova nel giugno del 1422 e reggente del feudo di Cingoli, venne richiesta in moglie da Antonio Smeducci († 1430), signore di Sanseverino, per uno dei suoi figli. Per avergli negato le nozze, Rengarda divenne nemica dello Smeducci, tanto da chiedere protezione da parte del capitano di ventura Braccio da Montone.
Si unì invece in matrimonio con Anselmo Montemelini di Perugia, cugino del condottiero.. Dopo aver soppresso i due figli maschi nel 1423, aiutata dal nuovo marito, prese possesso di Cingoli con la forza, grazie alle truppe di Braccio introdotte segretamente in paese. Quando questi nel 1424 spostò i suoi militi, Rengarda si asserragliò nel castello, assediato dagli abitanti di Cingoli. Nel settembre dello stesso anno, la nobildonna trattò la sua resa, chiedendo di potersi trasferire a Perugia. Durante la sua fuga, occupò il castello di Castreccioni, tra le proprietà dei Cima, dal quale venne cacciata poco dopo con uno stratagemma.
Discendenza Dal suo secondo matrimonio con Giovanni Cima, Rengarda Brancaleoni ebbe due figli e due figlie.: Benuttino († 1423), morto probabilmente soppresso dalla madre; Ludovico († 1423), morto probabilmente soppresso dalla madre; Anfelisia, la quale sposò Francesco Montemelini di Perugia; Ambrosina, andata in sposa a Cherubino Montemelini di Perugia.
Note
Bibliografia
Voci correlate Brancaleoni (famiglia)