Tropical Forests Forever Facility (Fondo per le foreste tropicali per sempre, TFFF) è un'iniziativa finanziaria multinazionale volta alla conservazione e al ripristino delle foreste tropicali nei paesi in via di sviluppo
Presentato alla XXVIII Conferenza delle Parti dell'UNFCCC (COP28) nel novembre 2023, il suo obiettivo è quello di offrire pagamenti continui ai paesi per ogni ettaro di foresta tropicale preservata o ripristinata, integrando i meccanismi esistenti, come REDD+ (Riduzione delle emissioni derivanti dalla deforestazione e dal degrado forestale) e i mercati del carbonio, istituendo un fondo da 125 miliardi di dollari in grado di distribuire sino a 4 miliardi di dollari all'anno in pagamenti continuativi per ettaro di foresta preservata o ripristinata. La struttura del fondo mira a generare rendimenti trattando le foreste come risorse che forniscono servizi ecosistemici, come lo stoccaggio del carbonio e la regolazione del clima, incoraggiando la protezione anziché attività economiche che promuovono la deforestazione.
Guidato dal Brasile, che ospita circa un terzo delle foreste tropicali del mondo, il fondo ha progredito attraverso collaborazioni internazionali che coinvolgono Stati e organizzazioni, come la Banca Mondiale che funge da amministratore ad interim. Il suo modello di finanziamento misto privilegia i contributi privati (100 miliardi di dollari) e pubblici (25 miliardi di dollari), con una governance condivisa in un consiglio di amministrazione paritario e un'assegnazione minima del 20% delle risorse alle popolazioni indigene e alle comunità locali. Il Tropical Forests Forever Facility è stato lanciato ufficialmente alla Pre-COP30 il 6 novembre 2025.
Storia
La proposta di un fondo per le foeste tropicali è nata in Brasile, dove si trova circa un terzo delle foreste tropicali del mondo, ed è stata presentata alla COP28 della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) di Dubai nel novembre 2023 per l'importo di 250 miliardi di dollari. Il fondo è stato ispirato da una proposta per un meccanismo di protezione delle foreste tropicali formulata da Tasso Azevedo, Pedro Moura Costa e Beto Verissimo nel 2022. Garo Batmanian, direttore del Servizio forestale brasiliano, è stato una delle figure chiave nella realizzazione del concetto.
Durante la XVI Conferenza delle Nazioni Unite sulla biodiversità, che si è tenuta nel novembre 2024 a Cali, in Colombia, la dimensione prevista del fondo era stata dimezzata rispetto alla proposta iniziale del Brasile alla COP28. I capi di Stato e di governo riuniti nel G20 del 2024 hanno riconosciuto il TFFF come «strumento innovativo per la conservazione delle foreste». Alla COP29 di Baku una coalizione di Paesi con foreste tropicali ha promosso la creazione di un quadro condiviso per il fondo. A metà marzo 2025 rappresentanti di Brasile, Colombia, Francia, Germania, Ghana, Indonesia, Malaysia, Norvegia, Regno Unito, organizzazioni non governative e Banca Mondiale si sono incontrati a Londra, con il sostegno delle Nazioni Unite, per perfezionare la governance, i criteri ambientali e i meccanismi finanziari del fondo.
Un momento significativo si è verificato il 23 settembre 2025, quando il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva nel corso della New York Climate Week ha annunciato un impegno di 1 miliardo di dollari, divenendo il primo Paese a sottoscriverlo, e ha incoraggiato altri Paesi ed enti privati a contribuire per raggiungere l'obiettivo di 125 miliardi di dollari, a beneficio di oltre 70 Paesi in via di sviluppo con foreste tropicali. Il 6 novembre 2025, primo giorno del Belém Climate Summit (Vertice sul clima di Belém) si è tenuta la sessione Launch Declaration of the TFFF (Dichiarazione di presentazione del TFFF), presentata dal presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva, che ha osservato: «Per la prima volta nella storia, i paesi del Sud del mondo assumeranno un ruolo guida in un programma dedicato alle foreste. [...] Il Tropical Forest Forever Facility sarà uno dei principali risultati tangibili nello spirito dell'attuazione della COP30». Al termine della COP30 di Belém il TFFF aveva raccolto 6,738 miliardi di dollari, circa un quarto di quanto previsto; i Paesi sviluppati hanno esitato a impegnare fondi, spesso adducendo vincoli di bilancio interni. Il Regno Unito ha avuto un ripensamento segnalando che l'iniziativa è ancora «in una fase troppo precoce» per impegnare finanziamenti sostanziali.
L'iniziativa mira a creare un fondo di dotazione da 125 miliardi di dollari, potenzialmente il più grande fondo dedicato al clima e alla biodiversità al mondo, in grado di distribuire sino a 4 miliardi di dollari all'anno per la protezione delle foreste. Tale importo supererebbe i fondi esistenti, come il Fondo verde per il clima, in termini di capitali destinati a specifici sforzi forestali.
Contesto climatico Le foreste tropicali svolgono un ruolo cruciale nella regolazione climatica globale, immagazzinando grandi quantità di anidride carbonica e influenzando i modelli di precipitazione, essenziali per mitigare il cambiamento climatico e preservare la biodiversità. Tuttavia, tra il 2002 e il 2023, la perdita media annua di foreste tropicali primarie ha raggiunto circa 3-4 milioni di ettari a causa della deforestazione, aggravando le emissioni di CO₂ e contribuendo alla crisi climatica. La proposta del TFFF affronta questo problema offrendo incentivi finanziari per la conservazione, cercando di invertire le cause economiche della deforestazione e sostenendo obiettivi di deforestazione zero in linea con gli impegni internazionali sul clima.
Nel contesto brasiliano, in particolare in Amazzonia, l'efficacia del fondo è legata all'interruzione delle attività di esplorazione in corso. I dati dell'Istituto nazionale di ricerche spaziali del Brasile (INPE) e dell'Istituto per l'uomo e l'ambiente dell'Amazzonia (IMAZON) mostrano un aumento dell'85,2% della deforestazione lungo la rodovia Manaus-Porto Velho (BR-319) tra settembre e dicembre 2024 rispetto all'anno precedente, oltre a un aumento degli incendi boschivi e a emissioni record di CO₂ nel 2024.
Governance e assetto istituzionale
Il Tropical Forests Forever Fund è un'iniziativa programmata dal Brasile, che si posiziona come principale promotore e primo paese ad annunciare un impegno finanziario significativo, con un contributo iniziale di 1 miliardo di dollari dal Fondo nazionale per il cambiamento climatico. Il fondo è stato sviluppato in dialogo con altri dieci Paesi, tra cui cinque forestali (Colombia, Indonesia, Malaysia, Ghana e Repubblica Democratica del Congo) e cinque potenziali sostenitori (Regno Unito, Germania, Norvegia, Francia, Emirati Arabi Uniti). Inoltre, nove paesi amazzonici (Bolivia, Brasile, Colombia, Ecuador, Guyana, Guyana francese, Perù, Suriname, Venezuela) hanno formalmente approvato il fondo nell'agosto 2025, firmando una dichiarazione congiunta che lo definisce come uno strumento per pagamenti basati sulle prestazioni nella riduzione della deforestazione.
La Dichiarazione, avvenuta il 6 novembre 2025 a Belém, ha già ricevuto l'adesione di 53 Paesi, tra cui 19 potenziali investitori sovrani. Principali caratteristiche del Tropical Forests Forever Fund saranno: sostenere potenzialmente la protezione di oltre 1 miliardo di ettari di foreste tropicali in oltre 70 paesi in via di sviluppo; i pagamenti ai paesi beneficiari si baseranno su dati di telerilevamento satellitare che monitorano annualmente la copertura forestale in modo trasparente e a basso costo; sarà finanziato da stanziamenti provenienti da governi sovrani tradizionali e non tradizionali, filantropia, patrimoni familiari e investitori del settore privato; assegnazione obbligatoria di almeno il 20% dei pagamenti alle popolazioni indigene e comunità locali; l'assegnazione delle risorse escluderà gli investimenti che hanno un impatto ambientale significativo, come quelli che causano deforestazione ed emissioni di gas serra; il TFFF non investirà in attività legate a carbone, torba, petrolio o gas. l'assegnazione delle risorse deve ssostenere, o quantomeno non danneggiare in modo significativo, gli obiettivi generali del TFFF; il TFFF ha il potenziale per aumentare di molte volte i bilanci dei ministeri dell'ambiente nei Paesi con foreste tropicali.
Il ministro brasiliano degli affari esteri Mauro Vieira ha dichiarato che la governance del Fondo sarà esercitata da un consiglio esecutivo, composto da 18 Paesi, con pari rappresentanza tra Paesi delle foreste tropicali e Paesi investitori, oltre a un consiglio consultivo per le popolazioni indigene e le comunità locali, che riceveranno almeno il 20% delle risorse. La Banca Mondiale è stata confermata come amministratore e ospitante ad interim della segreteria del Tropical Forest Forever Facility.
In generale, il TFFF dovrebbe operare sulla base di un finanziamento misto, nel quale circa il 20% viene presa in prestito dai paesi sviluppati che la riceveranno in restituzione con gli interessi, e il restante 80% circa proviene da investitori privati. Gli investitori privati potrebbero anche trarre profitto ricevendo un tasso di rendimento fisso, simile ai titoli del Tesoro. Il profitto eccedente verrebbe destinato ai paesi in base alle loro aree di foresta tropicale protetta, con penali di 400 dollari per ogni ettaro disboscato in un anno.
Il monitoraggio dei Paesi partecipanti sarà effettuato via satellite, a condizione che il tasso annuo di deforestazione non superi il livello registrato al momento dell'adesione al fondo. In caso di inosservanza, le sanzioni previste, per ogni ettaro disboscato, la perdita di un pagamento equivalente a una superficie compresa tra 100 e 200 ettari, per ogni ettaro degradato dal fuoco, lo sconto sarà pari al pagamento per 25 ettari.
Fonti di finanziamento Il TFFF opererà come un fondo di investimento, non basato su donazioni una tantum ma con un obiettivo di capitalizzazione di 125 miliardi di dollari per generare rendimenti annuali sino a 4 miliardi di dollari, destinati alla conservazione e alla remunerazione per ettaro preservato (circa 4 dollari per ettaro). Di questo totale, si prevede che 25 miliardi di dollari proverranno da contributi pubblici da parte di governi sovrani, mentre 100 miliardi di dollari sono previsti dal settore privato, tra cui enti filantropici, fondi pensione e compagnie assicurative. Il capitale sarà investito in un portafoglio diversificato di attività a reddito fisso a lungo termine, con criteri di sostenibilità che escludono settori come carbone, petrolio o gas, generando rendimenti per gli investitori e surplus per i beneficiari.
Nell'ottobre 2025 la Banca Mondiale ha annunciato che agirà in qualità di amministratore e ospitante ad interim della segreteria, responsabile della gestione, della trasparenza, della rendicontazione pubblica e degli audit indipendenti. Nel settore privato, sono coinvolte organizzazioni come il Consiglio imprenditoriale brasiliano per lo sviluppo sostenibile e il Consiglio imprenditoriale mondiale per lo sviluppo sostenibile, nonché aziende come Philip Morris International, che sostiene il fondo e sviluppa progetti correlati, come «Perfect Forest» per la cattura e sequestro del carbonio nella foresta atlantica. Anche l'ONG brasiliana Imaflora ha partecipato alle discussioni con il governo sul meccanismo.
Nel novembre 2025 la Norvegia è diventata uno dei principali finanziatori del meccanismo annunciando un impegno di 3 miliardi di dollari sino al 2035, confermandosi come il più grande donatore sino ad oggi.