La Casa Verga è un edificio storico di Crema. Storia Nello Stato d’anime del 1685 apparteneva ad Antonio Maria Tensini, discendente del cavalier Francesco Tensini., ma non è escluso che vi avesse abitato l'illustre avo di cui si sa che risiedeva genericamente nella parrocchia di San Benedetto.
Francesco Tensini (1580. o 1581. - 1638); bandito dalla Repubblica all'età di 17 anni (per aver falsificato biglietti oppure per tresche amorose con alcune monache), si arruolò nell’armata spagnola in Fiandra fino a diventare ufficiale ingegnere. Annullato il bando nel 1617 rientrò in patria ove si distinse per una prolifica carriera di tecnico delle fortificazioni portata avanti per circa un ventennio. Morì assassinato con tre colpi di stilo alla schiena, forse per una vendetta da parte di alcuni servitori..
Manca la documentazione per stabilire i passaggi di proprietà fino al 1814 quando subentrò il giureconsulto Giovan Battista Goldaniga.; nel 1838, invece, lo stabile apparteneva al nobile Eugenio Bernardi; la famiglia risiedette nell’edificio fino al 1914.
Giovan Battista Goldaniga, avvocato, membro del Gran Consiglio della città in epoca veneta, testò nel 1818 una rendita, la cui gestione venne affidata alla Congregazione della Carità, affinché ogni anno fossero assegnate quattro doti ad altrettante fanciulle che si fossero maritate entro l'anno (o al massimo entro due) con preferenza alle più meritevoli per costumi, per le qualità delle circostanze ed anche per la condizione.. L’amministrazione comunale, con delibera del 31 marzo 1889 gli dedicò una via, l’antico Canton de' Tordi..
Durante la prima guerra mondiale lo stabile fu adibito a sede di un asilo infantile, indi un pensionato per studentesse.
Per alcuni anni, fino al secondo conflitto mondiale, il ciabattino Tobia Ricci allestì nel vano a sinistra del'androne l teatre dei bagatèi, serie di spettacolini con i burattini da lui stessi intagliati e di cui egli stesso era autore delle sceneggiature.
Caratteristiche Edificio molto sobrio, senza particolari decorazioni; sopra il portale, circondato da una cornice in pietra di andamento lineare, si colloca una portafinestra con affaccio su un balconcino appena aggettante dotato di ringhiera in ferro battuto. Note
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