Biografia Nata a Nižyn, sua madre è un'ex militare dell'esercito ucraino, è stata quindi cresciuta dai nonni materni, che erano soliti cantare canzoni popolari ucraine.
L'infanzia di Kateryna è stata difficile: all'età di sei anni, dopo la morte del nonno, lei e sua madre hanno perso la casa a causa di una disputa patrimoniale. A causa delle difficoltà finanziarie degli anni '90 dovuti alla caduta dell'Unione Sovietica, sono state costrette a vivere con conoscenti, in appartamenti in affitto e, successivamente, in un edificio in costruzione. Quando aveva circa dieci anni, a causa del freddo, si è ammalata gravemente con complicazioni ai polmoni, che hanno richiesto un intervento chirurgico complesso e un lungo trattamento a Kiev. Ha studiato alla scuola di musica di Nižyn nel dipartimento di canto, cantando anche nel coro di bambini Sjajvo, oltre ad studiare pianoforte e chitarra.
Nel 2005 si è diplomata al Liceo delle Arti e Cultura Marija Zan'kovec'ka di Nižyn, specializzandosi nella direzione di cori di musica popolare. Durante il periodo di studi, ha fatto parte anche di vari complessi musicali locali come i Kontury Tinej e i My Spirit. Dal 2009 al 2013 ha studiato all'Università Nazionale di Cultura e Arti di Kiev presso la facoltà delle Arti Musicali, specializzandosi in folklore. Durante gli anni dell'università ha diretto l'ensemble Vytynanka, e ha fatto parte del gruppo Kralycja.
Nel 2012 la Pavlenko è entrata a far parte del gruppo folktronica Go_A, subentrando inizialmente come corista, prima di diventare la frontwoman della formazione. Con i Go_A, la Pavlenko ha pubblicato l'album in studio #Idynazvuk e diversi singoli, tra cui Solovej e Šum, con cui il gruppo ha rappresentato l'Ucraina all'Eurovision Song Contest 2020 e 2021. Parallelamente, dal 2017 dirige il coro dei veterani nella città di Berezan', nella regione di Kiev, che sotto la sua guida ha ottenuto il titolo di miglior coro popolare.
Il 17 maggio 2021, poco dopo la partecipazione alla manifestazione europea, ha partecipato a un ricevimento per celebrare il compleanno della regina Elisabetta II del Regno Unito, dove ha parlato, tra gli altri, il primate della Chiesa ortodossa dell'Ucraina, il metropolita Epifanio I. Nell'estate dello stesso anno è stata inserita nella lista delle 100 delle donne più influenti in Ucraina secondo la rivista Focus, classificandosi al 10° posto.
Nel 2023 ha debuttato come attrice, interpretando il ruolo di un fabbro nel pellicola Dovbuš di Oles Sanin, di cui ha curato anche la colonna sonora assieme ai Go_A. Il 23 dicembre 2024 è stata selezionata come giurata per la nona edizione di Vidbir, la selezione ucraina per l'Eurovision Song Contest.
Il 21 luglio 2025, dopo che i Go_A hanno confermato la propria intenzione di ritirarsi dalle scene fino a data da destinarsi, la Pavlenko ha iniziato ad esibirsi come solista attraverso lo pseudonimo Monokate, debuttando ufficialmente all'Atlas Festival di Kiev. Il successivo 17 ottobre ha presentato il singolo di debutto Pachneš, che ha anticipato l'uscita dell'EP di debutto Polovyna mene. Nel mese di novembre è riuscita a rientrare tra i finalisti della decima edizione di Vidbir, il processo di selezione del rappresentante ucraino all'Eurovision Song Contest 2026.
Discografia Da solista EP 2025 – Polovyna mene
Singoli 2019 – Svit Song (con Dan Alien e Blueberry) 2020 – Play/Rec (con Dan Alien e Blueberry) 2023 – Vorožyla (con i Go_A) 2025 – Pachneš 2025 – Puta (con gli Shepit e i Muv do nas)
Come featuring 2024 – Vorožyla (Korolova, Rokston, Go_A feat. Monokate)
Con i Go_A
Album in studio 2016 – #Idynazvuk
Note
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