Palazzo Coardi di Carpeneto (o Carpenetto) è un palazzo storico di Torino costruito nel 1680 in piazza Carlo Emanuele II all'angolo con via Maria Vittoria, nel Borgo Nuovo al confine col resto del Centro storico; su progetto dell'architetto Amedeo di Castellamonte https://catalogo.beniculturali.it/detail/ArchitecturalOrLandscapeHeritage/0100442780.
L'edificio, vincolato ai sensi del D.Lgs 42/2004 (ex Legge 1089/39) https://sigecweb.beniculturali.it/sigec/item/print/ICCD14696885, è attualmente sede dello IUSE (Istituto Universitario di Studi Europei), di una galleria internazionale https://atpdiary.com/nuova-sede-dama-intervista-galotti-to/, di abitazioni private e uffici.
Storia
Il palazzo, originariamente di proprietà dei conti Biandrate di San Giorgio, fu eretto su progetto di Amedeo di Castellamonte, in occasione di un programma di ampliamento urbanistico della città voluto da Carlo Emanuele II https://mole24.it/2025/08/11/palazzo-coardi-di-carpeneto-torino/.
Nella seconda metà del Settecento divenne di proprietà del generale Paolo Coardi di Carpeneto (1720-1803), cavaliere dell'Ordine supremo della Santissima Annunziata https://www.blasonariosubalpino.it/Appendice07.html e discendente da una famiglia di ricchi commercianti d’origine astigiana, dopo il matrimonio con Anna Vittoria Biandrate Aldobrandini di San Giorgio https://archiviodistatotorino.beniculturali.it/SalaStudio/soggetto_produttore.php?id=270118.
Alla fine del '700 il lato est fu soggetto a modifiche dagli interventi di due architetti, Bernardo Vittone e Pietro Bonvicini https://www.mepiemont.net/torino_pala7.html#coardi.
Il nipote Luigi Coardi Bagnasco di Carpeneto fu cavaliere dell'Ordine Mauriziano nel 1792 e sindaco di Torino nel 1821.
Descrizione Il progetto del palazzo fu basato sul modello delle places royales francesi. Presenta un atrio ricco di raffinati stucchi settecenteschi, mentre nel cortile sono esposte grandi finestre sovrastate da aperture circolari, dove si possono vedere busti di diversi personaggi, oltre una serie di balconi, corniciature e modiglioni lavorati a stucco Elena Vigiano, https://archivio.politicamentecorretto.com/2010/12/14/palazzo-coardi-di-carpeneto/.
All’interno, lo scalone d’onore conduce alle grandi sale del piano nobile dove una volta è stata dipinta da Domenico Guidobono, replicando parzialmente la "Primavera" affrescata dallo stesso pittore a Palazzo Madama nel 1714 https://atlas.landscapefor.eu/category/luoghi-urbani/poi/15524-piazza-carlina-carlo-emanuele-ii/15099-palazzo-coardi-di-carpeneto/.
Il palazzo fu danneggiato durante le incursioni aeree della notte tra il 7 e l'8 agosto 1943. In particolare un incendio al piano superiore causò danni a un grande affresco in un salone del piano nobile https://www.museotorino.it/view/s/474a4ef05f864447a9db12a3cc440422.
Note
Bibliografia Paolo Cornaglia, Palazzo Coardi di Carpeneto in 50 luoghi del Barocco a Torino, Associazione Torino Città Capitale Europea, Torino 1999 Clelia Arnaldi di Balme, I Guidobono pittori del Barocco: favole e magie, Silvana editoriale, Cinisello Balsamo 2012
Altri progetti
Voci correlate
Ville e palazzi di Torino Luoghi d'interesse a Torino
Categoria:Storia di Torino Coardi di Carpeneto