Appartenente alla potente famiglia aristocratica degli Aldobrandeschi, era conte di Sovana e Pitigliano, controllando buona parte della Toscana meridionale e risultando quindi uno dei signori più potenti dell'Italia centrale nella seconda metà del XIII secolo.

Biografia Era il figlio secondogenito di Guglielmo Aldobrandeschi, conte di Sovana e Pitigliano. Il padre morì nel 1254, e in un primo momento fu succeduto dal figlio maggiore Omberto Aldobrandeschi. Omberto venne tuttavia ucciso nel 1259, e non avendo figli il suo patrimonio passò proprio a Ildebrandino.. Per distinguerlo dal cugino omonimo, Ildebrandino X Aldobrandeschi, venne detto "il Rosso" o "il Conte Rosso".

Alla sua salita al potere, la situazione degli Aldobrandeschi era disastrosa: numerosi vassalli erano in rivolta e anche il Comune di Siena, storico nemico della famiglia, era passato all'offensiva. Per meglio difendersi, abbandonò la disastrata Sovana e si fortificò a Pitigliano, facendone ricostruire il castello e lanciando razzie contro i senesi e i rivali Aldobrandeschi conti di Santa Fiora.

Capendo di non poter sconfiggere da solo i propri nemici, si affiliò al partito guelfo e quindi a Firenze, per contrastare gli Aldobrandeschi di Santa Fiora e i rettori di Siena, entrambi ghibellini, e ottenne delle truppe fiorentine per proteggere i propri castelli.. Rimase dalla parte guelfa anche dopo la disastrosa battaglia di Montaperti del 1260, e anzi in chiave anti-senese rafforzò i propri legami col Comune di Orvieto e soprattutto col papa, e nel 1264 espugnò la ribelle Bisenzio per conto del pontefice.. Si occupò poi di scortare Carlo I d'Angiò verso sud durante la sua venuta in Italia, culminata con la conquista del regno di Sicilia. L'Angiò sarebbe rimasto grato al conte di Pitigliano, e lo appoggiò durante gli anni successivi..

Dopo la battaglia di Benevento e la morte di Manfredi di Svevia nel 1266, il Conte Rosso passò nuovamente all'attacco, conquistando Grosseto dopo aver unificato i guelfi toscani. La vittoria fu breve, e mentre i guelfi cercavano di far arrendere l'ultima guarnigione ghibellina asserragliata nel cassero, furono sorpresi dall'esercito di Siena, che li cacciò da Grosseto.. Ildebrandino cercò allora fortuna da Carlo d'Angiò, e condusse un contingente di truppe pontificie alla battaglia di Tagliacozzo, che vide la morte dell'imperatore Corradino di Svevia e il trionfo dell'Angiò, così come il rafforzamento del guelfismo..

Grazie al favore del re angioino, il Rosso poté godere di un periodo di relativa tranquillità nei suoi feudi toscani, agevolato dal matrimonio dell'unica figlia Margherita con Guido di Montfort, capace condottiero inglese al servizio dell'Angiò, avvenuto nel 1270.. L'idillio tuttavia durò poco, perché nel marzo 1271 Guido e il fratello Simone VI di Montfort decisero di vendicarsi contro il cugino Enrico d'Alemannia, che passava allora dalla vicina Viterbo; convinto Ildebrandino ad assisterli, il 13 marzo 1271 i Montfort giunsero a Viterbo e irruppero nella chiesa dove si trovava Enrico, trucidandolo brutalmente. Il Conte Rosso non pare prendesse parte al crimine, limitandosi a rimanere fuori dalla chiesa per impedire interferenze. Una volta ucciso Enrico, i Montfort e Ildebrandino fuggirono da Viterbo e si rifugiarono a Pitigliano, dove contavano di restare impuniti.. Per non compromettere il suocero, Guido di Montfort presto abbandonò la protezione di Pitigliano nascondendosi altrove, mentre Simone di Montfort morì poco dopo. Nonostante l'enorme eco del crimine e la minaccia di scomunica per i responsabili, Ildebrandino non subì alcuna conseguenza..

Negli anni successivi la fuga di Montfort, il conte tornò a far prosperare il proprio feudo, avendo anche facoltà di battere moneta propria grazie a un antico privilegio concesso agli Aldobrandeschi da Federico Barbarossa, tornando inoltre ad occupare Grosseto.. Morì il 18 marzo 1284, lasciando in eredità il proprio patrimonio a Margherita e Guido di Montfort; dopo la definitiva caduta di Montfort alla fine degli anni 1280, i feudi del Conte Rosso sarebbero stati un ambito patrimonio della Toscana, per il quale numerosi signori si sarebbero combattuti.

Discendenza Dal primo matrimonio con una tale Tommasia ebbe l'unica figlia Margherita, mentre dal secondo matrimonio con Francesca de' Signori non nacquero figli..

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Note

Bibliografia

Categoria:Aldobrandeschi