Giuditta con Ercole bambino () è un dipinto a olio su tavola dipinto nel 1530 circa da un artista olandese noto come "Maestro della Maddalena Mansi". L'opera è conservata alla National Gallery di Londra.
Descrizione L'opera ritrae Giuditta, un personaggio della Bibbia, ed Ercole, una figura della mitologia romana. Entrambi sono nudi e sono raffigurati in piedi davanti a uno sfondo scuro. Giuditta impugna una spada con la mano destra, mentre con la sinistra tiene per i capelli la testa di Oloferne, il generale che ha decapitato per salvare la sua città, Betulia, assediata dalle truppe del militare assiro. Ercole è raffigurato come un bambino che stritola con le sue mani i due serpenti che la dea Giunone (gelosa di lui in quanto figlio di un'unione adulterina di Giove) aveva mandato per ucciderlo.Willis 2019, p. 132.
Questo accostamento, unico nel suo genere,Taylor 1984, p. 101. si spiega se si considera che queste due figure sono ritenute degli esempi di fortezza.Taylor 1984, p. 113. Le teste delle serpi presentano delle creste di pavone, un uccello associato a Giunone, e simboleggiano l'orgoglio, vinto dalla virtù del giovane Ercole. La nudità di Giuditta non è intesa come un elemento erotico, bensì come un modo per simboleggiarne la virtù: infatti, l'eroina biblica viene accostata agli eroi della Grecia classica, il che giustifica il suo nudo eroico. Inoltre, la testa di Oloferne tenuta per i capelli da parte della salvatrice di Betulia richiama la testa di Medusa, una figura della mitologia greca, decapitata da Perseo.Taylor 1984, p. 110.
La figura di Giuditta potrebbe ispirarsi ad alcune figure dipinte da Lucas Cranach il Vecchio, che dipinse spesso delle figure in piedi davanti a uno sfondo nero. Del resto, Cranach aveva dipinto un quadro ritraente una Giuditta nuda che faceva coppia con una tavola ritraente Lucrezia nell'atto di suicidarsi (queste opere sono andate perdute nel 1945, a causa dei bombardamenti alleati su Dresda), poiché entrambe sono viste come esempi di eroismo e di virtù femminili. La tavola londinese è stata attribuita al maestro della Maddalena Mansi (un quadro conservato ai musei statali di Berlino) per le somiglianze stilistiche con quest'ultima opera. Questo artista attivo nei Paesi Bassi era un seguace di Quentin Massys, un artista fiammingo, ma trasse ispirazione anche delle incisioni dureriane.
Note
Bibliografia Graeme J. Taylor, "Judith and the Infant Hercules: Its Iconography", in American Imago, Vol. 41, n. 2, 1984, pp. 101-115.
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