Il termine cristalluria indica la presenza di cristalli nelle urine, di dimensioni microscopiche, rilevabili mediante apposite analisi. Si tratta generalmente di una condizione benigna ed è un comune effetto collaterale dell'assunzione di sulfamidici o di penicillina. Cristalli che presentino forme e composizioni chimiche particolari, tuttavia, possono essere indicativi di patologia.

Significato clinico

Può verificarsi cristalluria in caso di urolitiasi; può inoltre essere importante rilevare la presenza di cristalli derivanti dalla trasformazione fisica di determinati composti organici fisiologicamente presenti nell'organismo, quali la cistina, il colesterolo e vari amminoacidi, tra cui la leucina e la tirosina; in tali casi, la cristalluria può essere segno di disturbi del metabolismo oppure prettamente epatici, ad esempio la cistinuria.

La microcristallizzazione, quando persistente, può irritare l'uroepitelio; ciò può generare un quadro clinico costituito da disuria, pollachiuria, incontinenza urinaria, stranguria ed ematuria, ovvero un insieme di segni clinici spesso presenti anche nelle infezioni delle vie urinarie.

Note

Voci correlate Esame delle urine Urolitiasi

Categoria:Reperti di laboratorio