Pensieri è una raccolta di scritti di Montesquieu in cui egli annotò liberamente appunti e riflessioni tratti dalle sue letture, incontri, esperienze e conversazioni.

Sebbene sia presente nella raccolta un gusto per l'aforisma e la forma massimale, essa funge più da spazio di lavoro e preparazione per le sue opere successive che da genere formalmente definito, riprendendo le modalità di opere similari di Marco Aurelio e Pascal. Questi quaderni hanno accompagnato la scrittura dell'autore de Lo spirito delle leggi per quasi trent'anni. Costituiscono quindi un documento insostituibile per ricostruire la cronologia della ricerca di Montesquieu e lo sviluppo delle sue opere.

Il manoscritto Conservato nella Biblioteca comunale di Bordeaux, è composto da tre volumi rilegati contenenti frammenti e note marginali scritte dallo stesso Montesquieu o dai suoi segretari su un'ampia varietà di argomenti. La ricerca pionieristica di Robert Shackleton, proseguita da altri studiosi, ha confrontato la corrispondenza datata dell'autore con gli scritti presenti in queste raccolteRobert Shackleton, « Les secrétaires de Montesquieu », dans Montesquieu, Œuvres complètes, Paris, Nagel, 1950, Masson (éd.), t. II, p. xxxv-xliii ; Cahiers Montesquieu, Naples – Oxford – Paris, Liguori – Voltaire Foundation – Universitas, n° 8, 2004, Les Manuscrits de Montesquieu. Secrétaires, écritures, datations, Georges Benrekassa (éd.) ; Rolando Minuti, « Introduction », dans Spicilège, Œuvres complètes, Oxford – Naples,Voltaire Foundation – Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, 2002, t. 13, p. 37-77 ; Catherine Volpilhac-Auger, « De la main à la plume. Montesquieu et ses secrétaires : une mise au point », dans Montesquieu en 2005, C. Volpilhac-Auger (éd.), Oxford, Voltaire Foundation (Studies on Voltaire and the eighteenth century ; 2005, 05), p. 103-151...

Questa raccolta fu probabilmente iniziata nel periodo 1726-1727, dopo le Lettere persiane (1721) e Il tempio di Cnido (1725), e in seguito a un progetto per un Trattato sui Doveri. Montesquieu continuò a utilizzare questa raccolta fino al 1754, poco prima della sua morte, avvenuta all'inizio del 1755.

Trasmissione e pubblicazione Pensieri non era destinato alla pubblicazione e, nonostante edizioni parziali clandestine comparse già alla fine del XVIII secolo, gli eredi si rifiutarono per tutto il XIX secolo di renderli disponibili agli editori che desideravano pubblicarli. Infine, parteciparono essi stessi a questa pubblicazione attraverso la Société des bibliophiles de Guyenne, che, a partire dal 1899, pubblicò la prima edizione quasi completa dei Pensieri, curata da Henri Barckhausen. Solo circa cinquant'anni dopo, con l'edizione di Louis Desgraves, i frammenti poterono essere letti nell'ordine del manoscritto

Pensieri, una collezione unica Per preparare le sue opere, Montesquieu accumulò un'ampia documentazione in diversi campi: giuridico, politico, storico, geografico e altro ancora. Registrò, o fece registrare da segretari, appunti tratti dalle sue letture in raccolte, praticando un'arte di estrazione esistente fin dall'antichità, che consiste nel copiare citazioni o informazioni tratte da libri o periodici. Questi appunti furono compilati da Montesquieu in quaderni specializzati, come uno dei volumi superstiti della Geographica, che conteneva appunti compilati da resoconti di viaggioMontesquieu, Extraits et notes de lectures I, Geographica, C. Volpilhac-Auger dir., Œuvres complètes, Oxford – Naples, Voltaire Foundation – Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, t. 16, 2007..

Pensieri, come lo Spicilegio si differenziano tuttavia da raccolte simili nel coprire campi molto diversi. Inoltre, sebbene i Pensieri contengano appunti, citazioni e informazioni, sono orientati alla riflessione personale e al lavoro di elaborazione del testo, mentre il commento dell'autore rimane marginale nello Spicilegio. Le osservazioni orali fatte da lui stesso o da altri durante le conversazioni sono registrate nei Pensieri, con l'indicazione del nome dell'oratore. Questa è anche una delle caratteristiche che contraddistinguono questa raccolta, insieme alla ricorrenza di formule come: "dicevo", "Fontenelle diceva", ecc...

La funzione di conservazione e archiviazione Montesquieu annuncia il suo progetto all'inizio del primo volume: "Si tratta di idee che non ho ancora esplorato in profondità e su cui rimango a riflettere quando se ne presenterà l'occasione" (n. 2). L'autore si riferisce alla sua raccolta a volte come "I miei pensieri" (nn. 690, 1003, 1816), e a volte come "Riflessioni" (nn. 1620, 1631bis)http://www.unicaen.fr/services/puc/sources/Montesquieu, onglet texte, consultation par numéro.: si tratta in effetti di una distinzione importante, poiché l'opera di raccolta è designata da "Riflessioni", mentre la raccolta (nel senso fisico del termine) è designata dal titolo "I miei pensieri".

La funzione è duplice: si tratta di accantonare le riflessioni per rielaborarle e utilizzarle in opere destinate alla pubblicazione e, quando non sono state utilizzate, di archiviarle. Uno dei tratti distintivi del manoscritto è la ricorrente nota marginale, aggiunta in seguito, che indica la destinazione finale di alcuni frammenti: "Inclusi nelle Leggi" (per "Inclusi ne Lo Spirito delle Leggi"); "Inclusi nei Romani" (per "Inclusi nelle Considerazioni sulla grandezza dei Romani"). La ripetizione di alcune affermazioni modificate nel corso della raccolta testimonia anche il lavoro stilistico, ma soprattutto intellettuale, intrapreso da Montesquieu. Nell'ultimo volume dei Pensieri, quando l'autore, ormai anziano, aveva completato il suo capolavoro, Lo Spirito delle Leggi, la funzione di archiviazione predomina. Montesquieu indica poi questi "Pezzi che non hanno potuto essere inclusi" in una o nell'altra delle sue opere pubblicate.

Questa archiviazione permette di vedere, attraverso i titoli delle opere menzionate, progetti abbandonati e opere fantasma, come questo progetto sui doveri dei Principi, che fu trasformato più volte e il cui titolo variava, come testimonia la raccolta (n. 140).

Note

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