Biografia Nata in una famiglia di umili origini nel piccolo villaggio ticinese di Corticiasca, nel Canton Ticino, era figlia della contadina Maria-Maddalena Minuzzi e del calderaio Eugenio Petrall. Dopo aver frequentato la scuola professionale di Lugano, dove si formò come sarta, volse diverse attività professionali: lavorò dapprima presso la Tavaro SA, azienda specializzata in meccanica di precisione, e successivamente come impiegata della Posta Svizzera.
Carriera politica Amélia Christinat iniziò il suo impegno come sindacalista e come suffragista. Dopo l’introduzione del suffragio femminile nel Canton Ginevra, nel marzo 1960, si unì al Partito Socialdemocratico di Ginevra. Collaborò alla fondazione della Fédération romande des consommatrices (Federazione romanda dei consumatori), insieme all’ex sindaca di sindaca di Losanna Yvette Jaggi, con l’obiettivo di promuovere il ruolo sociale ed economico delle casalinghe. Nel 1978 divenne la prima donna del Canton Ginevra eletta al Consiglio nazionale, in rappresentanza del Partito Socialdemocratico.
Nel 1983, durante le elezioni al Consiglio federale, Lilian Uchtenhagen fu esclusa a favore di Otto Stich, nonostante fosse la prima donna candidata ufficiale del Partito Socialdemocratico. L’episodio, noto come "la notte dei lunghi coltelli" suscitò scalpore: è nota la reazione indignata di Christinat, che considerò l’esito un’ingiustizia verso le donne.
Durante la sua carriera parlamentare si batté per l’introduzione dell’indennità di maternità e per una maggiore rappresentanza femminile nell’Assemblea federale. Per la sua determinazione fu soprannominata “la pasionaria”.
Vita privata Nel 1949 sposò l'amministratore postale Emile Christinat (morto nel 1994), con cui nel 1955 ebbe una figlia, Nadia.
Morte Morì in seguito a un ictus, appena un giorno dopo la scomparsa della sua collega e socialista e suffragista Lilian Uchtenhagen.
Note
Voci correlate Suffragio femminile in Svizzera
Collegamenti esterni
Categoria:Politici del Partito Socialista Svizzero