Biografia Elsa Hammar nacque da Erika Charlotta Öhman e Otto Reinhold Hammar, ingegnere. Crebbe a Stoccolma, nel quartiere di Östermalm, trascorrendo le estati nell’arcipelago di Stoccolma, dove fin da giovane sviluppò la passione per il disegno. Studiò arte presso la Tekniska skolan di Stoccolma (oggi Konstfack) e successivamente all'Académie Colarossi di Parigi, dove fu allieva del pittore Christian Krogh. Durante quegli anni viaggiò anche in Italia, nei Paesi Bassi e in Bretagna, esperienze che contribuirono a dare al suo stile un’impronta europea aperta alle influenze avanguardiste. Nel 1907 si stabilì a Leksand, dove allestì un piccolo atelier. Infine, nel 1914 si trasferì a Brissago con la famiglia, dove visse fino alla sua morte nel 1950.
Produzione artistica
Hammar lavorò inizialmente come illustratrice pubblicitaria, per poi dedicarsi all’attività artistica indipendente, affermandosi anche come autrice e illustratrice di libri per l’infanzia. Operò in diversi campi artistici, spaziando dalla pittura al disegno, fino all’illustrazione e alla scrittura. Come pittrice realizzò opere a olio, acquerello e grafica, spesso dedicate ai contadini e ai paesaggi rurali della Svezia e della Svizzera. Tra i suoi libri illustrati più noti figurano Blom-Kari (1911), Kalle Rasks äpplen (1924) e Das rote Pferd (1927), caratterizzati da uno stile stilizzato con influenze espressioniste. Nel 1937 pubblicò l’autobiografia Hjärtat och paletten, dedicata alla sua esperienza artistica a Leksand e alla vita quotidiana nel paesaggio rurale. Le sue opere sono conservate in musei e collezioni in Svezia, Svizzera e Argentina.
Tra il 1915 e gli anni Trenta Hammar-Moeschlin fu una delle poche donne attive nella realizzazione di manifesti pubblicitari per la località turistica svizzera di Arosa. In quanto moglie di Felix Moeschlin, membro del parlamento svizzero e direttore del turismo della città dal 1915 al 1920, ricevette alcuni incarichi ufficiali per la promozione della località. I suoi manifesti si distinguono per colori vivaci, composizioni stilizzate e soggetti che evocano sia i piaceri invernali sia le attività estive, come nei lavori XIII. Grosses Skirennen der Schweiz (1918), Sommerlust (ca. 1917) e Blumen-Juni (1917).
La sua produzione per Arosa si colloca accanto a quella di artisti contemporanei come Karl Bickel, Hugo Laubi, Eduard Stiefel, Alex Walter Diggelmann e Alois Carigiet, tutti noti per i loro manifesti turistici caratterizzati da paesaggi alpini e scene stilizzate. Il contributo di Hammar-Moeschlin si distinse per il ruolo pionieristico esercitato da una donna nella grafica pubblicitaria turistica del primo Novecento.
Nel 1927 Hammar-Moeschlin pubblicò Das rote Pferd (tradotto anche come The Red Horse), un libro illustrato per l’infanzia che si inserisce nel filone delle narrazioni di emigranti. In queste opere, gli indigeni nordamericani compaiono come parte delle esperienze dei pionieri, un tema condiviso con altre autrici svedesi dell’epoca come Anna Olsson e Ina Stockenstrand.
Nel 1937 pubblicò l’autobiografia Hjärtat och paletten, incentrata sul contrasto tra la vita rurale di Leksand e le sue esperienze artistiche internazionali.
Stile e influenza La produzione di Hammar-Moeschlin unisce elementi avanguardisti e tradizionali, con particolare attenzione alla relazione tra immagine e testo nei libri illustrati. La sua attività nell’illustrazione infantile la rende una figura significativa nella storia dell’illustrazione svedese del primo Novecento.
Mostre e collezioni Hammar-Moeschlin espose individualmente a Stoccolma nel 1912, 1925 e 1949, partecipò a mostre collettive in varie città svedesi, tra cui Lund, Leksand e Helsingborg. A livello internazionale prese parte a esposizioni a Berlino, Parigi, Monaco di Baviera e Zurigo. Alcune sue opere pittoriche sono state vendute in aste europee nel corso del XX secolo.
Vita privata A Berlino Elsa Hammar conobbe il futuro marito Felix Moeschlin, politico, giornalista e scrittore. Ebbero due figli: Sven (1910-2005) tossicologo ed ematologo e Walter Johannes (1902-1961), artista e in seguito presidente del Gruppe 33, collettivo artistico antifascista attivo a Basilea. Nel 1914 Elsa Hammar si trasferì con la famiglia a Brissago, in Svizzera, dove visse e lavorò fino al proprio decesso.
Opere
Note
Altri progetti
Collegamenti esterni
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