Biografia Nato a Nanticoke, in Pennsylvania, da Sam e Anna Tannenbaum (nata Schwartz), si trasferì con la famiglia nel Lower East Side di Manhattan all’età di tre anni, per poi stabilirsi definitivamente a Brooklyn. Abbandonò gli studi a 17 anni per lavorare come magazziniere nel distretto dell’abbigliamento; successivamente svolse un breve periodo come venditore prima di impiegarsi al Loch Sheldrake Country Club, di proprietà del padre. A 25 anni conobbe un ospite del club, Jacob “Gurrah” Shapiro, stretto collaboratore del gangster ebreo Lepke Buchalter. Shapiro intuì in lui il potenziale per diventare un killer della malavita e lo introdusse negli ambienti criminali.
Carriera criminale Tannenbaum fece rapidamente carriera nel mondo della criminalità organizzata. Iniziò come picchiatore e crumiro, con una paga di 50 dollari a settimana, poi aumentata a 75 e infine a 100. Una volta entrato stabilmente come sicario della Murder, Inc., percepiva 125 dollari settimanali.
Il delitto più noto a lui attribuito come membro della Murder, Inc. è l’uccisione di Harry Greenberg, detto “Big Greenie”, avvenuta a Los Angeles il 22 novembre 1939. L’ordine gli era stato impartito da Buchalter, allora latitante e impegnato a eliminare potenziali testimoni che il procuratore distrettuale di New York, Thomas E. Dewey, avrebbe potuto utilizzare contro di lui. Tannenbaum pedinò Greenberg fino a Montreal e poi a Detroit, riuscendo infine a rintracciarlo a Los Angeles, dove lo assassinò sotto la supervisione - e con l’aiuto - del rappresentante del Sindacato sulla West Coast, Bugsy Siegel. L’omicidio di Greenberg è generalmente considerato il primo assassinio mafioso mai compiuto nel Sud della California.
Collaboratore di giustizia Nel 1940, tuttavia, sotto la crescente pressione delle autorità di Brooklyn, Tannenbaum decise a sua volta di collaborare con la giustizia, diventando un informatore e testimoniando nel processo contro Buchalter sul coinvolgimento di Lepke e Charles Workman nell’omicidio di Dutch Schultz e in altri delitti.
Nel 1950 rese testimonianza anche nel processo per omicidio contro Jack Parisi. Negli ultimi anni della sua vita risiedette ad Atlanta.
Note