Le Guerre dei picchiatori dei sindacati furono una serie di conflitti tra bande di New York durati circa quindici anni, dal 1911 al 1927, per il controllo delle attività criminali legate al mondo del lavoro.
Il primo scontro esplose nel 1911, quando Benjamin “Dopey Benny" Fein e Joseph "Joe The Greaser” Rosenzweig mossero guerra a una coalizione di gruppi minori. Le ostilità proseguirono, con fasi alterne, per oltre un decennio, fino a culminare nel 1927 con l’omicidio di Jacob “Little Augie” Orgen, assassinato da Louis “Lepke” Buchalter e Jacob "Gurrah" Shapiro, evento che segnò la fine di quel lungo periodo di violenze.
Storia Con l’industrializzazione degli Stati Uniti e l’ascesa dei sindacati tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, le bande di strada iniziarono a essere ingaggiate dalle aziende come crumiri armati, incaricati di spezzare gli scioperi e scoraggiare ogni forma di organizzazione sindacale. Anche i sindacati, a loro volta, arruolavano picchiatori per proteggersi da questi gruppi, colpire i crumiri (scabs) e, se necessario con la forza, reclutare nuovi iscritti.
Gran parte dei lavoratori coinvolti era composta da immigrati di recente arrivo, soprattutto ebrei e italiani dell’East Side di New York. Le gang formate da membri con la stessa origine tendevano a schierarsi con i sindacati dei loro connazionali; tuttavia, non esitavano a sfruttare le ricchissime opportunità offerte dal racket nel settore del lavoro.
Prima guerra dei picchiatori dei sindacati: 1913-1917 Nel 1912 due grandi gruppi criminali dominavano il mercato dei picchiatori nei conflitti sindacali di New York: uno guidato da Benjamin “Dopey Benny" Fein, l’altro da Joseph "Joe The Greaser” Rosenzweig. Le bande minori superstiti, ormai indebolite dalla brutalità dei metodi dei due capi, si unirono in un’alleanza informale per tentare di spezzare il loro monopolio.
La situazione degenerò rapidamente in una vera e propria guerra. Alla fine del 1913, su Grand Street e Forsyth Street, si combatté una sparatoria di grande intensità tra le forze di Fein e Rosenzweig da una parte e un gruppo di gang rivali dall’altra, tra cui quelle di William "Billy" Lustig, Philip Paul, Little Rhody, Peter "Punk" Madden e Moe Jewbach. Sebbene in quel conflitto non ci fossero vittime immediate, il boss Philip Paul fu successivamente assassinato dal sicario di Rosenzweig, Benjamin "Benny" Snyder.
Arrestato poco dopo, Snyder confessò l’omicidio e accettò di testimoniare contro Rosenzweig, che a sua volta finì per collaborare contro la propria stessa rete criminale. Sebbene Fein e Rosenzweig fossero riusciti a prevalere militarmente sulle bande rivali, la condanna di Rosenzweig nel 1915 e l’arresto di Fein per un altro omicidio portarono entrambi a testimoniare contro le rispettive organizzazioni. L’inchiesta che ne seguì portò all’arresto di undici gangster e ventitré funzionari sindacali.
Seconda guerra dei picchiatori dei sindacati: 1918-1919 Le indagini e le condanne inflitte a Fein e Rosenzweig sembravano aver posto fine al fenomeno dei picchiatori e ad altre forme di racket sindacale, almeno fino al rilascio nel 1917 di Nathan “Kid Dropper” Kaplan e Johnny Spanish. Ex rivali, i due formarono una nuova banda composta in gran parte da ex membri della Five Points Gang, riuscendo in breve tempo a imporre un dominio quasi incontrastato nel settore.
Le tensioni interne, però, riemersero presto. Tra Kaplan e Spanish si riaccese l’antica rivalità e Spanish lasciò il gruppo alla fine del 1918. I due schieramenti combatterono per diversi mesi, fino a quando Johnny Spanish fu assassinato il 29 luglio 1919, presumibilmente su ordine di Kaplan.
Terza guerra dei picchiatori dei sindacati - 1923 Dopo l’uccisione di Johnny Spanish, Nathan “Kid Dropper” Kaplan mantenne per oltre quattro anni il controllo assoluto del racket dei picchiatori nei conflitti sindacali. All’inizio degli anni '20, tuttavia, emerse una nuova minaccia: la banda dei “Little Augies” di Jacob Orgen, che annoverava tra le proprie fila figure destinate a diventare centrali nel crimine organizzato, come Jack Diamond, Louis Buchalter e Jacob "Gurrah" Shapiro.
Nel 1923 scoppiò una guerra aperta tra Kaplan e Orgen, originata da uno sciopero dei lavoratori delle lavanderie “wet wash”. La città fu teatro di numerosi scontri a fuoco violenti, finché, nell’agosto 1923, Kaplan venne assassinato da Louis Cohen, un sicario di Orgen, mentre si trovava in custodia della polizia per porto abusivo d’armi.
Quarta guerra dei picchiatori dei sindacati - 1927 Eliminato Kaplan, Jacob Orgen rimase l’indiscusso dominatore del racket sindacale e iniziò a espandersi anche nel contrabbando di alcolici. Ma le autorità municipali avviarono nuove indagini sul racket del lavoro. Meyer Lansky consigliò a Orgen di cambiare strategia e infiltrarsi nei sindacati, ma Orgen rifiutò, insistendo sulle vecchie pratiche di intimidazione.
La situazione precipitò nell’ottobre 1927, quando Orgen venne eliminato dai suoi ex associati Louis “Lepke” Buchalter e Jacob "Gurrah" Shapiro in un agguato in auto, durante il quale fu ferito anche il suo guardaspalle, Jack Diamond. Con la morte di Orgen, Buchalter assunse il controllo del racket sindacale di New York, orientando le attività verso l’infiltrazione dei sindacati e l’estorsione, e mettendo le proprie competenze al servizio di altri gruppi criminali.
Negli anni successivi, Buchalter divenne una figura chiave del crimine organizzato nazionale, fino a guidare la Murder, Inc., mentre il racket del lavoro veniva ripartito tra vari membri del nascente Sindacato nazionale del crimine negli anni Trenta.
Note
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