Il Reggimento "Cavalleggeri di Palermo" (30º) fu un reggimento di cavalleggeri dell'Arma di cavalleria del Regio Esercito. Il reggimento fu creato nel 1915 e partecipò prima guerra mondiale ed alla seconda guerra mondiale, venendo sciolto nel luglio del 1943.
Storia
Prima guerra mondiale
Formazione Il reggimento venne costituito il 29 aprile 1915 da elementi provenienti dai reggimenti "Nizza", "Savoia", "Genova", "Novara", "Guide" e "Catania", che si trovavano presso il deposito speciale di cavalleria a Palermo, composto da tre squadroni, al quale si aggiunsero due squadroni del reggimento «Cavalleggeri di Lucca», che dopo la guerra di Libia aveva dell'organico in eccedenza nella base di Saluzzo, dopo aver assorbito elementi dei «Cavalleggeri di Lodi».
Fronte italiano e albanese
Allo scoppio della prima guerra mondiale il reggimento era diviso in due gruppi. Subito dopo la formazione dell'unità il II gruppo (composto da 2 squadroni) fu mandato in Libia a combattere contro i ribelli, mentre dopo l'inizio della battaglia di Asiago il I gruppo fu inviato sull'altopiano di Asiago per rinforzare il fronte italiano. Dopo la battaglia di Asiago, il I gruppo fu inviato nel Principato d'Albania, dove il XVI Corpo d'Armata aveva stabilito un fronte lungo la Voiussa, nell'Albania meridionale, per proteggere il porto di Valona dagli austro-ungarici, che avevano occupato il resto dell'Albania. Il fronte nell'Albania meridionale rimase statico fino al luglio 1918, quando le truppe italiane intrapresero un'offensiva per respingere gli austro-ungarici oltre il Seman. Il 7 luglio 1918 il I gruppo del reggimento insieme ad altri 3 reggimenti ed uno squadrone, attraversarono la Voiussa e attaccarono verso Mallakastër e Fier. Le truppe austro-ungariche si ritirarono e il 9 luglio le forze italiane raggiunsero il Seman, per poi ritirarsi sulle colline a sud del fiume, dove respinsero i pesanti contrattacchi austro-ungarici il 22 e il 25 agosto 1918. Dopo la resa bulgara, la posizione austro-ungarica in Albania divenne insostenibile e di conseguenza, all'inizio di ottobre 1918, le pattuglie italiane in ricognizione, riferirono che le forze austro-ungariche avevano bruciato i loro rifornimenti ed erano fuggite dall'Albania. Le unità di cavalleria italiane furono inviate all'inseguimento degli austro-ungarici in fuga e il I gruppo del reggimento avanzò verso Durazzo e Scutari. Per la sua condotta durante l'offensiva italiana sul Seman, durante la quale il I gruppo si era distinto a Kuç, il reggimento fu insignito della Medaglia di Bronzo al Valor Militare, che fu apposta sul suo stendardo.
Periodo interbellico Il reggimento venne sciolto 21 novembre 1919 ed il 1º luglio 1920 i ricordi storici del reggimento, con lo Stendardo, vennero custoditi dal reggimento «cavalleggeri di Firenze». Lo Stendardo è ora custodito nel Sacrario del Vittoriano a Roma. Nel 1935 a Caltanissetta venne costituito a giugno un gruppo squadroni «Cavalleggeri di Palermo», per l'Africa Orientale. Nel 1936 a Palermo, venne costituito lo squadrone «Cavalleggeri di Sicilia», in gran parte con elementi dei «Cavalleggeri di Sardegna», che assunse le tradizioni ed i colori dei «Cavalleggeri di Palermo»: lo squadrone, nel 1938, verrà incorporato nelreggimento «Lancieri di Milano». Nel 1938 venne costituito il XV gruppo squadroni autonomo «Cavalleggeri di Palermo»: in seguito trasferito a Caltanissetta e adibito alla difesa dell'isola.
Seconda guerra mondiale Con l'entrata dell'Italia nella seconda guerra mondiale fu mobilitato come I gruppo squadroni "Cavalleggeri di Palermo", che fu assegnato al XVI Corpo d'Armata, che era responsabile della difesa della Sicilia da Cefalù a Gela. Il XV Gruppo Cavalleggeri di Palermo fu inviato nella Calabria meridionale, dove fu assegnato al 143º Reggimento di Fanteria Costiera della 211ª Divisione Costiera, che si arrese alle forze britanniche dopo l'annuncio dell'Armistizio di Cassibile. Il LX Gruppo Cavalleggeri di Palermo fu inviato nell'ottobre 1941 in Friuli, dove il gruppo sorvegliava obiettivi militari intorno a Chiusaforte, che fu sciolto dalle forze d'invasione tedesche dopo l'Armistizio. Il XXII Gruppo Cavalleggeri di Palermo fu inviato nella Puglia meridionale e assegnato alla Base Militare Marittima di Taranto, che si arrese alle forze britanniche dopo l'annuncio dell'armistizio.
Sbarco in Sicilia
Il I Gruppo Squadroni "Cavalleggeri di Palermo", il XXIII Gruppo Appiattito "Cavalleggeri di Palermo" e il XXX Gruppo Costiero "Cavalleggeri di Palermo" rimasero in Sicilia. Il 10 luglio 1943, giorno dello sbarco alleato in Sicilia, il I Gruppo Squadroni "Cavalleggeri di Palermo" fu assegnato al Gruppo Tattico "Campobello-Ravanusa", aggregato alla 207ª Divisione Costiera e schierato tra Campobello di Licata e Ravanusa, mentre il XXIII Gruppo Appiattito "Cavalleggeri di Palermo" fu assegnato alla Base Militare Marittima di Messina - Reggio Calabria, e il XXX Gruppo Costiero "Cavalleggeri di Palermo" fu assegnato alla XXIX Brigata Costiera, incaricata della difesa di Palermo. La mattina del 10 luglio, il Gruppo Tattico "Campobello-Ravanusa" ricevette l'ordine di avanzare verso Licata, dove era sbarcata la 3rd Infantry Division. Dopo aver incontrato le forze corazzate americane, il Gruppo Tattico, privo di armi anticarro, si ritirò verso Caltanissetta, con il I Gruppo Squadroni "Cavalleggeri di Palermo" a formare la retroguardia. Le forze italiane si ritirarono lentamente verso Messina , da dove i resti delle forze italiane e tedesche furono traghettati a Reggio Calabria. Alla fine di luglio i tre gruppi dei "Cavalleggeri di Palermo" furono sciolti e il personale rimanente trasferito ad altre unità.
Ordine di battaglia
XV Gr. cost. Cavalleggeri di Palermo LX Gr. cost. Cavalleggeri di Palermo XXII Gr. app. Cavalleggeri di Palermo XXIII Gr. app. Cavalleggeri di Palermo XXX Gr. app. Cavalleggeri di Palermo
Comandanti 1939-1943
Tenente colonnello Ugo De Luca Maggiore Giovanni Grasso
Onorificenze
Note
Collegamenti esterni
Categoria:Reggimenti di cavalleria del Regio Esercito