L'Ospedale dei Pazzerelli o dei mentecatti, ora Palazzo Augustinianumhttps://www.instagram.com/p/DCHNBDcO2cR/, è un edificio storico di Torino costruito nella prima metà del Settecento, in via Santa Chiara 19 nell'isola di Sant'Isidoro.

Vincolato dalla Soprintendenza, è stato sede del primo ospedale per malati di mente in Italia.

Storia

Nella prima metà del Settecento, il duca Vittorio Amedeo II, volendo dare impulso alle attività di volontariato, stabilì che le confraternite presenti in città formalizzassero il loro impegno nel campo filantropico-sociale. Il conte Marc'Antonio Ceveris conte di Burolo, incaricato di provvedere alla realizzazione del volere reale, era a conoscenza del desiderio da parte della Confraternita del Santissimo Sudario, istituita nel 1598 dietro autorizzazione dell'arcivescovo Carlo Broglia e del duca Carlo Emanuele I di Savoia, di erigere un oratorio e propose loro uno scambio: le casse reali avrebbero messo soldi e terreno nell'Isolato di Sant’Isidoro (donerà 10000 lire per i lavori, ai quali si aggiungeranno 10000 lire da parte della Compagnia di San Paolo e altre donazioni minori) mentre i confratelli si sarebbero fatti carico della gestione della strutturahttps://www.torinoxl.com/pazzerelli-vittorio-amedeo-ii-ospedale/. La confraternita scelse una attività legata alla propria tradizione: l'impegno verso i malati di mente, che costituiva un grave problema sociale, in quanto all’epoca non esistevano strutture per la loro cura e riabilitazione. Nel 1728 Vittorio Amedeo II approvò il progettohttps://www.accaddeoggi.it/?p=85708 presentato per la costruzione di un ospedale, conosciuto poi come Spedale dei Pazzerellihttps://www.museotorino.it/view/s/14a6e02e4d874ef9900b9c8bc09123cc.

In un memoriale trasmesso dalla Confraternita al sovrano si ritrova anche il primo cenno di regolamentazione tecnica: si chiede che la Confraternita non debba “dar ricovero ad alcun mentecatto senza previa dichiarazione di un medico, che lo riconosca come tale”. Nel 1760 con Regio Biglietto del 24 giugno il re Vittorio Amedeo II riserva a sé la nomina dei componenti del Consiglio della Confraternita, per tutelare l'ospedalehttps://www.aslto3.piemonte.it/wp-content/uploads/2021/01/Ospedali_Psichiatrici_Torino.pdf.

Il progetto dell'ospedale fu affidato al confratello ingegner Ignazio Mazzone. La destinazione, prima del genere per malati di mente dello Stato sabaudo (e quindi in Italia), è facilmente individuabile dalle decorazioni delle incorniciature delle finestre, al piano rialzato, su entrambe le facciate, laddove i campanelli costituiscono un preciso riferimento al segno distintivo che designava, appunto, la follia. Ogni paziente ne aveva uno, e poteva allontanarsi dalla struttura perché la gente, riconoscendo la sua infermità grazie ad esso, avrebbe potuto riaccompagnarlo nell'edificio. Dieci anni dopo la sua nascita l'ospedale ricoverava già sessantuno alienati mentali, mentre nel 1781 il complesso ospitava cinquantacinque uomini e 5 ragazzihttps://www.facebook.com/groups/820428728043648/posts/3842359292517228/.

Nel 1734 fu edificata una cappella interna, adibita alle funzioni religiose dell'ospedale, che costituirà la struttura base dell'attuale Chiesa del Santo Sudario. Inizialmente raggiungibile solo dall'ospedale, verrà dotata di entrata autonoma sulla adiacente via San Domenico nel 1764.

Soppressa in epoca napoleonica e poi ripristinata da Vittorio Emanuele I di Savoia la confraternita, entrata in collisione con il governo in seguito alla riforma delle opere pie, separò il proprio patrimonio da quello del manicomio restituendo il palazzo all'amministrazione cittadina.

Quando, nel 1836, entrò in funzione il Regio Manicomio poco distante, la struttura venne dismessa, i degenti trasferiti e l'edificio venne riconvertito in educatorio maschile, poi nel 1919 divenne un pensionato universitario e prese il nome di Augustinianum in onore dell’allora arcivescovo di Torino Agostino Richelmy, fin verso gli anni Settanta del Novecento. Dopo un periodo di abbandono, nel 1994, il complesso venne restaurato, divenendo sede del gruppo turistico torinese Francorosso-Alpitour, cui fece seguito una delle principali società finanziarie europee, la Société générale, per tornare, dopo breve tempo, allo stato di abbandono.

È stato messo all'asta nel 2025 con un prezzo base di 7,3 milioni di eurohttps://asteflorio.com/blog/9b3c34ed-49b6-4bbe-8eff-361f9f5c4938.

Descrizione

Il palazzo si sviluppa su quattro piani fuori terra, con un piano interrato, un piano sottotetto e un ampio cortile interno adibito a parcheggio, per complessivi 4.812mq. L'imponente edificio presenta un impianto quadrangolare a quattro maniche che formano un’ampia corte interna dotata di portico e loggiato su due lati, è caratterizzato da un percorso distributivo rivolto verso la strada e da ambienti affacciati, invece, verso l'interno cortile a "C", guarnito di ininterrotti ballatoi ad ogni piano.

Note

Bibliografia

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Categoria:Storia di Torino Ospedale dei Pazzerelli