Il Palazzo sede RAI di Torino, già Palazzo dell'energia https://costruzionigiemme.wordpress.com/2017/07/13/via-arsenale-torino/, è un edificio storico di Torino costruito nel 1895 in stile eclettico in via Arsenale 21 dall'architetto Luigi Beria.
Vincolato dalla Soprintendenza, è stato la prima sede della RAI, dal 1954 al 1956, ed oggi è sede della Avvocatura dello Stato.
Storia Alla fine del 1800 la Società Elettricità Alta Italia, che gestisce parte della Rete tranviaria di Torino da poco elettrificata, decide di stabilire la sua sede in un palazzo di nuova costruzione in via Arsenale https://www.museotorino.it/view/s/c1e73a52c2d048b5ae3a2f6fab1a753c, che in quel periodo conosce un notevole sviluppo grazie allo stabilirsi di diversi istituti bancari, dalla Banca d'Italia (al numero 8) alla Banca Commerciale (all'angolo con via Santa Teresa) https://www.noicomit.it/altervista/culturatorino_files/viaarsenale.pdf.
Nella prima metà degli anni '20 l'azienda viene acquisita dalla Società Idroelettrica Piemonte, che in quel periodo è all'avanguardia nelle telecomunicazioni e nelle prime trasmissioni radiofoniche, e dal 1929 il palazzo, insieme a quello del civico 19, diventa sede del Centro ricerche e innovazione tecnologica. Nel 1930 l’EIAR, che per conto della SIP si occupa di comunicazioni radiofoniche, può già contare sulla presenza a Torino di un laboratorio forte di una cinquantina di persone scelte tra i migliori tecnici dell’azienda. In particolare i tecnici avevano condotto uno dei primi esperimenti italiani di televisione o, come si sarebbe detto allora, di teletrasmissione; l’attività, iniziata in un primo tempo negli studi radiofonici di Milano, era proseguita, sul finire di quello stesso anno, a Torino con la realizzazione del primo impianto italiano di ripresa, trasmissione e ricezione televisiva. In pratica venivano effettuati gli stessi esperimenti di trasmissione dell’immagine compiuti in quegli anni dall’inglese John Logie Baird cfr. Elettronica e Telecomunicazioni N° 3, pag. 6.
Negli anni ’30, sotto la spinta della politica autarchica del regime, il Laboratorio sviluppa e costruisce nel palazzo i trasmettitori radiofonici in Onda Media, mentre durante la Seconda guerra mondiale produce trasmettitori di alta potenza aventi la funzione di disturbare la ricezione delle trasmissioni di Radio Londra. nel 1949 vengono messi sperimentalmente in funzione una apparecchiatura di ripresa televisiva ed un impianto trasmittente acquistati dalla General Electric cfr. Elettronica e Telecomunicazioni N° 3, pag. 9. Nel 1956 il Centro importa dalla Svizzera la tecnologia della Filodiffusione, che viene sviluppata fino al 1960 e quindi affidata all’industria nazionale per la produzione degli apparati cfr. Elettronica e Telecomunicazioni N° 11, pag. 6.
Con la nascita della RAI nell'aprile 1954, il palazzo ne diviene sede legale e nei suoi piani trovano spazio gli uffici del primo amministratore delegato, l'ex Ministro del Lavoro Filiberto Guala fino al 1956, quando la sede viene trasferita a Roma.
Nel 1955 nasce la Lotteria Italia https://www.lotteria-italia.it/lotteria-italia/storia-biglietti, trasmissione televisiva di Rai 1 che a Capodanno distribuisce ricchi premi ai partecipanti, e dalla sede vengono spediti i biglietti che porteranno poi ai vincitori http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,2/articleid,1560_02_1963_0002_0002_21839865/; la popolazione ribattezza l'edificio Palazzo della Fortuna https://www.lambello.org/via-arsenale-21-il-palazzo-della-fortuna/https://www.gitefuoriportainpiemonte.it/torino-esoterica-simboli-portafortuna/.
Nel 1960 il centro ricerche si sposta nella nuova sede di Corso Eusebio Giambone, quartiere Lingotto (si sposterà poi in Via Giovanni Carlo Cavalli, a ridosso del Palazzo della Provincia, quartiere Cit Turin) e nel 1966 la sede centrale si trasferisce nel nuovo grattacielo costruito all'angolo di Via Cernaia e Piazza XVIII Dicembre, in zona Porta Susa, lato Centro storico. Il palazzo viene posto in vendita.
I civici 19 e 21, assieme al civico 23 sede di un istituto bancario, sono acquistati dal fondo Ream SGR e oggetto nel 2014 di una profonda ristrutturazione e successivamente locati in parte alla Avvocatura dello Stato https://prelios.com/it/track-records/torino-dellarsenale-1923.
Descrizione La facciata presenta medaglioni in ceramica con scienziati rappresentanti Alessandro Volta, Luigi Pacinotti, Ernst Werner von Siemens e Galileo Ferraris, opera di Cristoforo Vicary https://www.sothebys.com/en/auctions/ecatalogue/2018/19th-20th-century-sculpture-l18232/lot.9.html di Zurigo https://www.museotorino.it/view/s/4f90752b47284cc99d11631dc2ceb998.
Sono poi presenti due portalampade fantastici ai lati del portone, spesso scambiati per draghi o demoni, che sorreggono le lampade del palazzo in stile Liberty. Una delle tante chiavi di lettura per la loro presenza afferma che furono messi lì per fronteggiare, in modo irriverente, i due edifici ecclesiastici posti di fronte, l'Arcivescovado e la Chiesa dell’Immacolata Concezione, in un’epoca in cui l’ingerenza ecclesiastica nella vita comune era ingombrante e pesantemente avvertita dalla comunità laica https://otticheparallelemagazine.com/2022/05/23/torino-i-diavoli-di-via-arsenale-il-principe-delle-tenebre-posto-a-reggere-la-luce/.
Note
Bibliografia M. Condolo, Torino in tram dalla Società Anonima Elettricità Alta Italia al Gruppo Torinese Trasporti, Fondazione Negri, Brescia, 2003. ISBN 88-89108-00-2 G.F. Barbieri e A. Morello, Il Centro Ricerche - Ottanta anni di innovazione tecnologica, Elettronica e Telecomunicazioni N° 3 - Dicembre 2009 http://www.crit.rai.it/eletel/2009-3/93-02.pdf
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