Il Reggimento "Cavalleggeri di Lucca" (16º) fu un reggimento di cavalleggeri della Regia Armata Sarda e dell'Arma di cavalleria del Regio Esercito. Il reggimento fu creato nel 1859 e partecipò alla terza guerra d'indipendenza, alla guerra italo-turca ed alla prima guerra mondiale, dopo la quale fu sciolta nel 1920. Il reggimento venne ricostituito nel 1943 e partecipò alle fasi finali della campagna d'Italia della seconda guerra mondiale, venendo sciolto nel settembre del 1943.
Storia
Origini
Formazione Il reggimento venne formato come "Divisione Cavalleggeri Toscana" con decreto del 23 luglio 1859 a Pisa, dal Governo Provvisorio di Toscana ed il 14 novembre dello stesso anno venne rinominato "Cavalleggeri di Lucca". Il reggimento era basato su 2 squadroni, stato maggiore e stato minore; ogni squadrone era composto di 120 uomini, 1 capitano, 2 luogotenenti, 2 sottotenenti, 10 cavalli. Dopo che la Toscana venne annessa al Regno di Sardegna, il 25 marzo 1860 il reggimento venne integrato nella Regia Armata Sarda.
Anti-brigantaggio
Nel 1862, nella zona tra Cerignola e Stornarella, il reggimento è stato coinvolto nella repressione di alcune rivolte anti-sarde, scoppiate dopo l'annessione del Regno delle Due Sicilie al Regno di Sardegna; mentre nel 1864 operò nella zona tra San Fele e Rapolla contro i ribelli. Complessivamente, il reggimento perse 25 uomini nel sud Italia. Il 16 febbraio dello stesso anno, il reggimento cedette il suo 2° squadrone per contribuire alla formazione del Reggimento "Cavalleggeri di Caserta".
Terza guerra d'indipendenza
Nel 1866, durante la Terza Guerra d'Indipendenza italiana, il reggimento formò, insieme al Reggimento "Lancieri di Aosta" ed al Reggimento "Guide", la Brigata di Cavalleria del I Corpo dell'Armata del Mincio, che operò lungo il Mincio. Il 24 giugno 1866, il corpo combatté nella Battaglia di Custoza.
Dal 1866 al 1870 il reggimento fu impegnato in diverse attività di pattugliamento lungo i nuovi confini con l’Austria ed infine ai confini del Lazio settentrionale, in previsione dell'unione al Regno di Sardegna dei residui territori dello Stato della Chiesa e della presa di Roma.
Il 10 settembre 1871, il reggimento fu rinominato 16° Reggimento di Cavalleria (Lucca) ed il 5 novembre 1876 Reggimento di Cavalleria "Lucca" (16°). Il 1° ottobre 1883, il reggimento cedette il suo 6° squadrone per contribuire alla formazione del Reggimento di Cavalleria "Padova" (21°). Nel 1887, il reggimento fornì personale e cavalli per la formazione del 1° Squadrone di Cavalleria Africa e dello Squadrone Cacciatori a Cavallo, che combatterono nella Guerra d'Eritrea. Il 1° novembre dello stesso anno, cedette uno dei suoi squadroni per contribuire alla formazione del Reggimento di Cavalleria "Umberto I" (23°). Nel 1895-96 fornì un ufficiale e 71 uomini per la guerra di Abissinia. Il 16 dicembre 1897, il reggimento fu rinominato Reggimento "Cavalleggeri di Lucca" (16°). Nel 1903, un plotone del reggimento fu inviato a Tianjin in Cina per presidiare la concessione italiana di Tianjin, che era stata ceduta dalla Cina all'Italia dopo l'intervento dell'Alleanza delle Otto Nazioni durante la Rivolta dei Boxer. Il 1° ottobre 1909 cedette il suo 3° squadrone per contribuire alla formazione del Reggimento "Cavalleggeri di Treviso" (28°).
Guerra italo-turca
Nel gennaio 1912, il comando del reggimento, insieme al 2° e 3° squadrone furono schierati a Bengasi, in Libia, dove incorporò due squadroni del Reggimento "Cavalleggeri di Piacenza" (18°). Il 1° maggio 1912 combatté nella battaglia di Due Palme e poi nella battaglia di Al Qawarishah. Il 27 giugno 1912 vennero inviati al reggimento altri due squadroni. Nel 1914, il comando del reggimento, il 2° ed il 3° squadrone furono rimpatriati, mentre il 6° ed il 7° squadrone rimasero in Libia fino al gennaio 1915, quando furono rimpatriati a Palermo, poiché non c'era spazio nella base del reggimento a Saluzzo. A Palermo questi due squadroni formarono un gruppo che il 29 aprile 1915 si unì al neonato Reggimento "Cavalleggeri di Palermo" (30°).
Prima guerra mondiale
Fronte italiano
Allo scoppio della prima guerra mondiale, il reggimento era composto da un comando, un deposito e due gruppi di cavalleria, con il I gruppo composto da tre squadroni ed il II gruppo composto da due squadroni e una sezione mitragliatrici. Nell'aprile del 1916, il 1° squadrone del reggimento fu appiedato e aggregato al Reggimento "Cavalleggeri di Treviso" (28°), con il quale prestò servizio nelle trincee di Monfalcone. Nell'agosto del 1916, due squadroni del reggimento furono assegnati ad una brigata di cavalleria provvisoria, che combatté nella Sesta battaglia dell'Isonzo e fu la prima unità italiana ad entrare a Gorizia.
Campagna dei Balcani
Nel dicembre 1916, il I gruppo del reggimento fu assegnato alla 35ª Divisione italiana, inviata sul fronte macedone, dove giunse verso la fine dell'offensiva di Monastir. Nel febbraio 1917, il II guppo del reggimento fu inviato nel Principato d'Albania, dove il XVI Corpo d'Armata aveva stabilito un fronte lungo la Voiussa per proteggere il porto di Valona. Nel 1917 il reggimento fu rafforzato da una compagnia. Il fronte nell'Albania meridionale rimase statico fino al luglio 1918, quando le forze italiane respinsero gli austro-ungarici oltre il Seman, per poi attaccare su Mallakastër e Fier. Il 6 agosto 1918, il reggimento si distinse in combattimento a Sheq Marinas contro le forze austro-ungariche.
Il 15 settembre 1918, l'Armata Alleata d'Oriente iniziò l'offensiva del Vardar sul fronte macedone, durante la quale il I gruppo del reggimento avanzò verso Prilep e da lì verso Skopje. Dopo l'armistizio di Salonicco e la resa dell'esercito bulgaro, il I gruppo si diresse verso Kumanovo e da lì verso Kyustendil ed il 15 ottobre 1918 entrò, insieme ad altre forze alleate, a Sofia. Con la resa bulgara gli austro-ungarici in Albania si trovarono in difficoltà ed all'inizio di ottobre 1918 avevano bruciato i loro rifornimenti ed erano fuggite. Le unità di cavalleria italiane furono inviate all'inseguimento degli austro-ungarici ed il II gruppo del reggimento avanzò verso Durazzo e Alessio, finché il 4 novembre il gruppo raggiunse a Bar in Montenegro.
Scioglimento Nel dicembre 1918, il I gruppo fu aggregato al Reggimento "Cavalleggeri di Lodi" (15°) ed il 31 gennaio 1919, il comando del reggimento ed il II gruppo furono rimpatriati. Nel 1919 il Reggimento "Cavalleggeri di Padova" (21°) fu sciolto ed un gruppo fu unito al reggimento. Il 20 maggio 1920, il Regio Esercito Italiano sciolse il reggimento ed i ricordi storici ed un gruppo che riunisce l'organico rimasto, vennero trasferiti al Reggimento Cavalleggeri "Guide". Il 24 maggio 1925 lo stendardo fu trasferito al Sacrario delle Bandiere a Castel Sant'Angelo.
Seconda guerra mondiale
Ricostituzione
Il 1° marzo 1943 lo Stato Maggiore dell'Esercito ordinò la riformazione del reggimento, che venne ricostituito come Reggimento motorizzato "Cavalleggeri di Lucca", presso il deposito del Reggimento Corazzato "Vittorio Emanuele II" a Bologna. Il reggimento entrò a far parte della 135ª Divisione cavalleria corazzata "Ariete", costituita a Ferrara il 1° aprile.
Dopo la caduta di Mussolini, dal 26 luglio al 2 agosto il reggimento venne impiegato nel servizio d'ordine pubblico a Bologna ed in varie località della Romagna. Il 3 agosto era in partenza per difendere la zona attorno a Roma, ma la preparazione dell'organico venne resa difficile dall'anzianità della truppa, dall'insufficienza qualitativa dei sottufficiali, dalla mancanza di materiali, automezzi e carburante. Tra il 3 ed il 9 agosto il reggimento raggiunse la zona tra Manziana, Bracciano, Monterosi e Olgiata; il comando con le unità speciali venne posizionato a Trevignano. Successivamente il reggimento si trasferì a Bracciano, per costituire uno sbarramento per difendere Roma; il reggimento fu inquadrato con la sua divisione sotto il comando del Corpo d'armata motocorazzato.
Dopo l'armistizio di Cassibile, la Germania reagì invadendo l'Italia ed il 9 settembre 1943, la 135ª Divisione cavalleria corazzata "Ariete" bloccò con successo l'avanzata della 3. Panzergrenadier-Division e della 26. Panzer-Division, anche grazie all'aiuto di truppe del reggimento. Il 10 settembre ricevette l'ordine di abbandonare la città e di spostarsi a Tivoli e l'11 settembre 1943, il generale della 135ª Divisione cavalleria corazzata "Ariete", Raffaele Cadorna, ordinò di nascondere gli stendardi e le bandiere delle unità della divisione, per poi nascondersi a Roma, dove si unì al Fronte Militare Clandestino del colonnello Giuseppe Cordero Lanza di Montezemolo. Il 12 settembre 1943, gli ufficiali del Reggimento Motorizzato "Cavalleggeri di Lucca" sciolsero il reggimento, consegnando a ponte Lucano tutte le armi ai tedeschi.
Ordine di battaglia 1940-1943
Comando Squadrone Comando Squadrone motociclisti Cavalleggeri di Lucca Squadrone semovente da 75/18 Cavalleggeri di Lucca I Gr. Squadroni app. Cavalleggeri di Lucca1 II Gr. Squadroni app. Cavalleggeri di Lucca1 III Gr. Squadroni app. Cavalleggeri di Lucca1 Autoreparto
Comandanti 1943
Colonnello Giuseppe Feruglio Colonnello Luigi Magliari Galante
Note
Collegamenti esterni
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