La Camera dei deputati era la camera bassa del parlamento francese, istituita dalla carta del 1814 ed eletta a suffragio universale.
Storia Restaurazione Fu costituita il 4 giugno 1814 dai membri del Corpo legislativo dell'Impero e a quel tempo contava 237 membri. Il 20 marzo 1815, all'inizio dei Cento giorni, fu sciolta e sostituita a giugno da una Camera dei Rappresentanti.
Dopo il ritorno di Luigi XVIII, le elezioni del 14 e del 22 agosto diedero agli ultrarealisti o la maggioranza di 350 seggi su 400, facendola definire dal re Chambre introuvable; imbarazzato dal suo radicalismo reazionario, la sciolse il 5 settembre 1816 e il 25 ottobre le elezioni furono favorevoli ai "costituzionalisti", cioè ai moderati.
Inizialmente, i deputati venivano eletti per cinque anni, con la Camera rinnovata per quinti. In seguito alla legge del 9 giugno 1824, il loro mandato fu esteso a sette anni e la Camera venne rinnovata integralmente.
Monarchia di Luglio Anche durante la Monarchia di Luglio la Camera era ancora eletta a suffragio universale, secondo la Carta Costituzionale del 4 agosto 1830. La vita politica della Monarchia di Luglio era organizzata attorno alla divisione nella Camera dei Deputati tra il partito del "movimento", progressista e che considerava la Carta del 1830 come punto di partenza, e il partito della "resistenza", conservatore e non disposto ad accettare ulteriori cambiamenti. Mentre i due partiti opposti inizialmente si alternavano al potere, la Camera fu conquistata a partire dal 1840 da Guizot e dai conservatori.
Dal 1830, i deputati venivano eletti per cinque anni consecutivi; per votare bisognava avere 30 anni e pagare 500 franchi di tasse. Il re convocava la Camera ogni anno; poteva prorogarla o scioglierla, ma in quest'ultimo caso doveva convocarne una nuova entro tre mesi. Come le assemblee delle costituzioni successive.
A differenza dei deputati della Restaurazione, i deputati della Monarchia di Luglio si sentivano molto più sicuri perché credevano che questo regime fosse il loro. In effetti, erano stati loro ad aver messo sul trono re Luigi Filippo, simbolo del trionfo delle idee parlamentari su quelle del re. I parlamentari erano diligenti nel loro lavoro e impegnati nelle questioni legislative, ma non vedevano l'instabilità governativa come un pericolo, considerandola una stranezza del parlamentarismo. Tuttavia, questo gioco parlamentare fece rapidamente dimenticare ai deputati la realtà del paese che governavano.
Note
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