Tra il 1860 e il 1900 ricoprì molte delle cariche più alte nel governo e nella magistratura del suo Paese, tra cui quella di Ministro dei Lavori pubblici, Ministro degli Esteri e Presidente della Corte Suprema. Fu anche giornalista e scrittore politico. Il suo unico romanzo, Enriquillo (1879, 1882; tradotto in inglese col titolo di The Cross and the Sword, 1954), racconta la storia di una ribellione indigena nei primi giorni dell'occupazione ispanica di Hispaniola e occupa un posto di rilievo nella letteratura latinoamericana del XIX secolo.
Biografia Primi anni Manuel de Jesús Galván nacque nel 1834 nella città di Santo Domingo, in un periodo in cui l'intera isola di Hispaniola era sotto il controllo di Haiti. Nel 1844, quando aveva 10 anni, la parte di lingua spagnola dell'isola insorse e proclamò l'indipendenza della Repubblica Dominicana, rimanendo in guerra con Haiti per molti anni. Si sa poco dell'infanzia e della giovinezza di Galván in quei tempi turbolenti, tranne che fu allora che si manifestò chiaramente il suo interesse per la letteratura e il diritto.
Vita pubblica Nel 1854 fondò un'organizzazione chiamata Amantes de las Letras (ovvero “Amanti della letteratura”) insieme a una rivista correlata, El Oasis, nella quale scriveva articoli di tendenza conservatrice che elogiavano la cultura spagnola e attaccavano Haiti.
In questo periodo iniziò la sua ascesa nella gerarchia dominicana grazie all'aiuto di relazioni influenti. Nel 1859 fu nominato segretario, prima di una missione diplomatica in Danimarca, poi del generale Pedro Santana, presidente della Repubblica. Altri incarichi ricoperti in questi anni includono quello di segretario del Senato, Maestro generale delle Poste, Ministro dei Lavori pubblici e redattore del periodico governativo La Gazeta.
Quando Santana attuò la riannessione alla Spagna per contrastare la minaccia haitiana, Galván fondò un altro giornale, La Razón per supportare la politica di Santana. Il dominio spagnolo durò solo pochi anni e nel 1865 la Guerra di restaurazione dominicana si concluse con il ripristino della Repubblica. Galván si trasferì a Puerto Rico, allora ancora possedimento spagnolo, dove divenne controllore delle finanze e scrisse per i giornali Boletín Mercantil, El Buscapié e La Democracia.
Fu nominato console spagnolo a Puerto Principe nella Repubblica Dominicana; dopo essere diventato socio del politico liberale Ulises Francisco Espaillat, ottenne la carica di Ministro degli Esteri quando Espaillat divenne presidente. Dal 1883 al 1889 fu anche Presidente della Corte Suprema, fu nominato Ministro negli Stati Uniti nel 1891 e nuovamente Ministro degli Esteri nel 1893. Dal 1896 al 1902 lavorò al Derecho de Instituto Profesional, insegnando diritto. Il suo quarto mandato come Ministro degli Esteri, iniziato nel 1903, fu il suo ultimo incarico pubblico.
Morì a Porto Rico nel 1910 e sette anni dopo le sue spoglie furono riportate nella Repubblica Dominicana.
Enriquillo Sebbene Galván abbia scritto diverse monografie su questioni politiche e diplomatiche, la sua reputazione letteraria poggia oggi interamente sul suo unico romanzo intitolato Enriquillo.
La trama si svolge a Hispaniola tra il 1503 e il 1533. Il personaggio principale, un cacicco taino, viene cresciuto come cristiano durante i primi anni dell'occupazione spagnola. Riceve una buona istruzione e viene promesso in sposo a un'altra taína di alto rango, Mencía, ma subisce molte umiliazioni e viene privato della sua eredità con l'inganno. Non trovando soddisfazione nei tribunali, solleva una ribellione e fonda un principato taíno separato che per diversi anni respinge con successo tutti gli attacchi spagnoli. Alla fine, grazie all'intervento di Bartolomé de las Casas presso la corte spagnola, Carlo V riconosce l'indipendenza dello Stato di Enriquillo, che può così vivere gli ultimi anni della sua vita in pace.
Il primo volume fu pubblicato nel 1879 e il romanzo completo nel 1882. I dettagli storici sono in parte tratti dalle opere di Bartolomé de las Casas, Juan de Castellanos e Fernández de Oviedo; secondo Robert Graves, mostra anche l'influenza letteraria di The Cloister and the Hearth di Charles Reade. Il romanzo può essere visto come una rivendicazione del suo iniziale sostegno per la riannessione alla Spagna, secondo l'idea per cu il potere della corona ispanica poteva essere invocato a salvaguardia della libertà dominicana. Il testo riflette anche la simpatia di Galván per la difficile situazione dei Taíno, ma il suo rispetto per l'autenticità storica gli ha impedito di raffigurarli in modo eccessivamente idealizzato, alla maniera di Rousseau, com'era di moda all'epoca.
La semplicità dello stile prosaico del romanzo e la purezza del suo linguaggio sono state ampiamente lodate. L'opera è considerata uno dei migliori romanzi storici latinoamericani e ha portato Galván ad essere annoverato tra i più importanti romanzieri ispano-americani del suo tempo.
Una versione inglese di Enriquillo è stata pubblicata con il titolo The Cross and the Sword, apparentemente tradotta da Robert Graves, ma in realtà è stata in gran parte opera della sua seconda moglie, Beryl, con qualche ritocco alla prosa da parte di Graves.
Note
Bibliografia
Categoria:Storia della Repubblica Dominicana