I Savi dello Studio furono una magistratura della Repubblica di Siena con competenze amministrative e politiche sullo Studio senese.

La magistratura Nel sistema istituzionale della Repubblica di Siena, i Savi dello Studio costituivano un collegio magistratuale incaricato della gestione e della supervisione dello Studio senese, ossia l’università cittadina. La denominazione di Studio era infatti quella tradizionalmente impiegata nelle fonti senesi per indicare l’istituzione universitaria, fin dal tardo Medioevo.

Funzioni Le funzioni dei Savi dello Studio non erano di carattere didattico, bensì amministrative e politiche: essi erano competenti per l’organizzazione generale dello Studio, la nomina e il controllo dei maestri, la gestione delle retribuzioni, la concessione di privilegi e l’interlocuzione tra l’università e gli organi di governo della Repubblica. In tal senso, lo Studio rientrava pienamente nella sfera degli interessi pubblici cittadini ed era sottoposto alla vigilanza delle magistrature laiche. In alcune circostanze, inoltre, i Savi risultano coinvolti anche nei procedimenti di elezione o di conferma del Rettore, in quanto organo deputato al controllo istituzionale dello Studio e al raccordo con le magistrature cittadine.

Nomine I Savi dello Studio venivano nominati annualmente e risultavano inseriti nel circuito ordinario delle magistrature senesi. Gli elenchi conservati nelle fonti indicano, accanto ai singoli nomi, il Monte di appartenenza, elemento centrale del sistema di rappresentanza politica della Siena del primo Cinquecento. Ciò evidenzia come il controllo dello Studio fosse considerato una materia di rilievo politico, affidata a membri del ceto dirigente urbano e distribuita secondo equilibri montani consolidati.

Le fonti Le fonti archivistiche mostrano tuttavia alcune irregolarità nella registrazione dei Savi dello Studio. In particolare, per taluni anni i loro nomi non risultano iscritti nei libri delle deliberazioni del Consiglio generale, pur comparendo nel testo delle singole deliberazioni. Tali lacune, già segnalate dagli editori moderni delle fonti, non mettono in discussione la continuità dell’ufficio, ma riflettono piuttosto problemi materiali nella redazione dei registri.

Note

Bibliografia

Collegamenti esterni

Categoria:Storia della Toscana Categoria:Università degli Studi di Siena