Fu condannato e giustiziato per crimini di guerra commessi durante la seconda guerra mondiale.
Biografia Nacque a Kiekindemark (oggi frazione di Parchim) nel Meclemburgo-Schwerin, figlio di un bracciante agricolo. Frequentò la Volksschule fino al 1913, lavorando in seguito come bracciante agricolo e impiegato ferroviario.. Il 19 aprile 1916, durante la prima guerra mondiale, si arruolò come volontario () nell'esercito imperiale tedesco, venendo assegnato al 24° Reggimento fanteria di riserva () sul fronte occidentale. Nel 1917, nelle Fiandre, subì un grave avvelenamento da gas e fu ferito in altre due occasioni; per il servizio prestato fu decorato con la medaglia d'argento per feriti e con la Croce di Ferro di prima e seconda classe.
Nel gennaio 1919 tornò nel Meclemburgo e si unì al Freikorps "von Brandis", partecipando ai combattimenti in Alta Slesia e nei Paesi Baltici. Nel luglio 1919 fu catturato a Riga dalle truppe dell'Armata Rossa; dopo il rimpatrio, fu congedato dall'esercito nel gennaio 1920 con il grado di vice-maresciallo ()..
Nel marzo 1920 entrò nella polizia di sicurezza di Halle, prendendo parte alla repressione del Putsch di Kapp. In seguito ai disordini, subì un processo con l'accusa di brutalità contro alcuni membri della Lega di Spartaco catturati a Osterfeld e Weißenfels; nonostante l'assoluzione, fu licenziato dalla polizia nel giugno dello stesso anno. Dopo aver lavorato come bracciante e giardiniere, iniziò l'attività politica: inizialmente iscritto al Partito Popolare Nazionale Tedesco (DNVP), passò successivamente al Partito Popolare Tedesco della Libertà (DVFP), di orientamento völkisch e antisemita. Nel 1924 venne eletto deputato al Landtag dello Stato Libero di Meclemburgo-Schwerin.
Carriera politica Hildebrandt aderì al Partito Nazista nel febbraio 1925, subito dopo la sua rifondazione (tessera n° 3653); in virtù della sua precoce adesione, gli fu in seguito conferita l'Insegna d'oro del partito. Il 27 marzo 1925 ricevette la nomina a Gauleiter del Gau Meclemburgo-Lubecca.
Nel settembre 1925 entrò a far parte dell'Associazione Nazionale Socialista dei Lavoratori, un gruppo composto dai Gauleiter della Germania settentrionale e nord-occidentale, organizzato e guidato da Gregor Strasser che mirava a spostare il programma del partito verso posizioni più radicali e vicine alle istanze sociali. L'associazione fu sciolta nel 1926 a seguito alla Conferenza di Bamberga, durante la quale Adolf Hitler impose la sua linea politica. Nel 1927 Hildebrandt fondò e diresse il quotidiano nazista Niederdeutscher Beobachter, a cui seguirono le direzioni del Lübecker Beobachter e dello Strelitzer Beobachter. Nel 1929 fu rieletto al Landtag, questa volta come rappresentante del blocco nazista..
Nel luglio 1930, Rudolf Hess lo sospese brevemente dalla carica di Gauleiter a causa delle sue critiche verso l'alleanza di Hitler con gli ambienti industriali; fu tuttavia reintegrato il 30 gennaio 1931, dopo aver riaffermato la propria fedeltà al Führer.. Nello stesso anno, a settembre, venne eletto al Reichstag per la circoscrizione del Meclemburgo, mantenendo il seggio fino alla caduta del regime. Con l'ascesa al potere del nazismo, il 24 marzo 1933 fu nominato Reichskommissar per gli Stati liberi di Meclemburgo-Schwerin e Meclemburgo-Strelitz. Il 26 maggio successivo ottenne la promozione alla nuova carica di Governatore del Reich () del Meclemburgo-Schwerin, del Meclemburgo-Strelitz e della Libera Città di Lubecca, riunendo di fatto sotto il proprio comando sia l'apparato politico del partito che quello amministrativo statale. Sotto la sua direzione, il 1º gennaio 1934, i due territori furono ufficialmente unificati nel nuovo stato del Meclemburgo. Tra il 1933 e il 1934 presiedette la Società nordica (), organizzazione volta a promuovere la cooperazione culturale e politica tra la Germania e i paesi scandinavi. Nel 1935 divenne membro dell'Accademia di diritto tedesco fondata da Hans Frank. A seguito dell'Atto della Grande Amburgo del 1° aprile 1937, la città di Lubecca passò sotto la giurisdizione del Gau Schleswig-Holstein e il territorio di Hildebrandt fu definitivamente rinominato Gau Meclemburgo..
Hildebrandt aderì alle SS il 5 dicembre 1933 (tessera n° 128802), entrando direttamente con il grado di SS-Oberführer. Inizialmente fu nominato comandante onorario del reggimento SS-Standarte 22, con sede a Schwerin e il 27 gennaio 1934 ricevette la promozione a SS-Gruppenführer. Il 23 gennaio 1936 fu assegnato allo staff del Reichsführer-SS Heinrich Himmler. Durante la seconda guerra mondiale, la sua ascesa gerarchica proseguì con la promozione a SS-Obergruppenführer il 30 gennaio 1942. Con l'inasprirsi del conflitto, il 16 novembre 1942 fu nominato Commissario della difesa del Reich () per il Gau del Meclemburgo, assumendo il controllo totale della logistica e della produzione bellica regionale. Nelle fasi finali della guerra, il 25 settembre 1944, ricevette l'incarico di comandante del Volkssturm nel suo territorio di competenza, con il compito di organizzare l'ultima difesa contro l'avanzata delle truppe Alleate.
Hildebrandt ebbe un ruolo attivo nel programma di eutanasia nazista, noto come Aktion T4. Nell'aprile 1941, dispose l'esproprio della casa delle diaconesse a Lübtheen; i bambini con disabilità mentali ospitati nella struttura furono trasferiti nel reparto pediatrico Lewenberg a Schwerin, dove furono in seguito uccisi. Durante una riunione il 5 aprile 1941, Hildebrandt rivendicò l'azione dichiarando:"Ho fatto sgomberare Lobetal. Ho fatto portare gli idioti nel posto che gli compete".
Durante l'inverno del 1941-1942, sotto la sua giurisdizione nel Meclemburgo, morirono di fame diverse migliaia di prigionieri di guerra sovietici. In una comunicazione alla Cancelleria del Partito, Hildebrandt espresse preoccupazione per la carenza di manodopera, sostenendo che il problema si sarebbe potuto evitare se "in seguito fossero stati consegnati abbastanza russi". Il suo fanatismo ideologico emerse chiaramente durante una riunione del Comitato di difesa del Reich il 17 marzo 1942, in cui affermò:"[...] per il Führer e per la causa di Adolf Hitler, io applico la legge, anche se ciò comporta la morte delle persone". Alla fine del 1943, il territorio del Meclemburgo contava lavoratori stranieri, la maggior parte dei quali impiegati come manodopera schiavizzata e soggetti a sfruttamento sistematico.
Procedimenti giudiziari nel dopoguerra Al termine del conflitto, Hildebrandt fu arrestato dalle autorità di occupazione britanniche e internato. Nel 1946 fu trasferito sotto la custodia degli Stati Uniti, essendo emerso il suo coinvolgimento nell'emissione di ordini per l'esecuzione sommaria degli aviatori alleati abbattuti nel 1944.Inizialmente internato fino al 26 aprile 1946 nel campo 78 di Stoccarda-Zuffenhausen; fino al 7 maggio nel campo di internamento di Ludwigsburg; dal 31 maggio internato nel campo 76 di Hohenasperg; dal 1° giugno 1946 internato nel bunker I del campo di internamento di Dachau; il 12 aprile 1947 trasferito nel carcere per criminali di guerra di Landsberg. Tra il 1946 e il 1948, le autorità militari sovietiche di occupazione richiesero ripetutamente la sua estradizione per i crimini commessi nell'ambito del programma di eutanasia a Sachsenburg, ma tali istanze furono respinte sia dai britannici che dagli statunitensi.
Nel 1947, Hildebrandt fu processato a Dachau insieme ad altri sei imputati per l'omicidio di diversi aviatori statunitensi. Il tribunale militare lo giudicò colpevole e lo condannò alla pena di morte per impiccagione. Tra i coimputati, solo Fritz Schröder evitò la massima pena, venendo condannato a 20 anni di reclusione (fu poi rilasciato nel 1954), poiché i giudici riconobbero il suo ruolo marginale e la sua riluttanza nel partecipare ai crimini.
Le istanze di clemenza presentate dai legali di Hildebrandt vennero respinte. La sentenza fu eseguita il 5 novembre 1948 nella prigione di Landsberg. Nella sua dichiarazione finale prima dell'esecuzione, Hildebrandt rifiutò di ammettere le proprie colpe, attribuendo la responsabilità della propria condanna ai comunisti.
Onorificenze Impero tedesco
Repubblica di Weimar
Germania nazista
Note
Bibliografia
Altri progetti
Collegamenti esterni