La battaglia di Aschaffenburg si svolse tra il 25 marzo e il 3 aprile 1945, come parte della più ampia invasione alleata della Germania nella seconda guerra mondiale.
Dopo aver attraversato d'assalto il fiume Reno il 23 marzo 1945, la Third United States Army aveva spinto avanguardie meccanizzate verso est per conquistare al più presto un punto di passaggio sul successivo ostacolo d'acqua posto sul suo cammino, il fiume Meno. Uno di questi passaggi venne individuato presso la piccola città di Aschaffenburg, e il 25 marzo un reparto corazzato della 4th Armored Division riuscì a conquistare un onte ferroviario sul Meno a sud della città. Un successivo tentativo di conquistare la stessa Aschaffenburg venne invece bloccato dalla dura resistenza opposta dalla guarnigione tedesca, un eterogeneo e improvvisato gruppo di truppe di rincalzo, miliziani locali, allievi ufficiali delle scuole di addestramento situate in città e feriti tratti dagli ospedali militari.
Il 27 marzo i reparti della 4th Armored Division vennero ritirati dalla battaglia e rimpiazzati dalla 45th Infantry Division del generale Robert T. Frederick, meglio addestrata ai combattimenti urbani. Nei giorni successivi le truppe statunitensi dovettero aprirsi la via strada per strada e casa per casa all'interno di Aschaffenburg, affrontando una tenace resistenza da parte delle truppe tedesche guidate dal maggiore Emil Lamberth; per avere ragione dei nemici asserragliati negli edifici, gli statunitensi fecero ampio ricorso al fuoco dei carri armati e dell'artiglieria pesante, riducendo in macerie circa il 70% dell'intera Aschaffenburg. Alla fine, Lamberth accettò un'offerta di resa il 3 aprile ponendo fine alla dura battaglia, soprannominata dagli statunitensi "la Cassino sul Meno".
Antefatti Le forze statunitensi diedero inizio alla campagna finale per l'eliminazione della Germania nazista nella notte tra il 22 e il 23 marzo 1945, quando la Third United States Army del generale George Smith Patton lanciò di sorpresa un attraversamento d'assalto del fiume Reno nella zona di Oppenheim. La 5th Infantry Division passò il fiume su imbarcazioni e mezzi anfibi e stabilì rapidamente una testa di ponte sulla sponda orientale; le forze tedesche nella zona, gravemente menomate dagli scontri della precedente operazione Undertone a ovest del Reno, furono incapaci di opporre una resistenza efficace e i contrattacchi alla testa di ponte furono facilmente respinti dai reparti della 5th Division.. I genieri statunitensi si misero subito all'opera per realizzare ponti attraverso il Reno, e nel pomeriggio del 24 marzo i primi reparti meccanizzati della 4th Armored Division del generale William M. Hoge passarono il fiume e iniziarono la spinta per ampliare la testa di ponte verso est: la resistenza tedesca crollò completamente ed entro la mezzanotte del 25 marzo la 4th Armored Division era avanzata di più di 24 chilometri da Oppenheim, prendendo strada facendo la grande città di Darmstadt lasciata praticamente indifesa dai reparti tedeschi. L'obiettivo della 4th Armored Division era di stabilire al più presto una testa di ponte a oriente del successivo ostacolo d'acqua sulla strada della Third Army, il fiume Meno, e Hoge scisse quindi due combat command della divisione (unità miste di carri armati, fanteria meccanizzata e artiglieria semovente) perché dirigessero in contemporanea verso due distinti punti d'attraversamento sul fiume: il CCA fu inviato ad Hanau, a est del grande centro urbano di Francoforte sul Meno, il CCB fu invece diretto 24 chilometri a monte del Meno verso la cittadina di Aschaffenburg..
A questo stadio della guerra, con a occidente gli Alleati insediati stabilmente a est del Reno e a oriente l'Armata Rossa giunta ormai in vista di Berlino, il morale della popolazione tedesca stava crollando a picco e i reparti della Wehrmacht stavano cadendo parimenti a pezzi, anche se non in modo uniforme: molti soldati tedeschi ormai erano pronti ad arrendersi in massa al primo apparire delle avanguardie nemiche, ma gruppi di fanatici nazisti, SS e veterani del fronte erano ancora disposti a mettere in atto feroci resistenze fino all'ultimo uomo asserragliati all'interno dei centri abitati della Germania, a dispetto di ogni inferiorità in fatto di equipaggiamenti e organizzazione. La guarnigione di Aschaffenburg apparteneva a questa seconda categoria di truppe tedesche.
Antica città di fondazione romana, Aschaffenburg era una cittadina con una popolazione prebellica di circa abitanti, posizionata circa 65 chilometri a sud-est di Francoforte nei pressi di un'ampia ansa del Meno; importante snodo per il traffico ferroviario e fluviale nonché sito di diverse industrie, Aschaffenburg era circondata a ovest dal fiume e a nord, est e sud dalle alture della regione collinare dello Spessart, che la rendevano un terreno favorevole alla difesa. Già dal periodo prebellico Aschaffenburg poteva vantare una significativa presenza militare, visto che la città ospitava il centro di reclutamento del 106º Reggimento di fanteria, del 15º Reggimento artiglieria e del 9º Battaglione del genio della Wehrmacht, collocati in un complesso di caserme nella parte sud-orientale dell'abitato; le unità di deposito e addestramento rimpiazzi di questi reparti, unitamente a un piccolo gruppo di truppe delle SS presente in città, avrebbero fornito gli uomini migliori per combattere l'imminente battaglia. Aschaffenburg ospitava inoltre una scuola per allievi ufficiali della riserva nonché diversi ospedali militari: tanto i cadetti quanto i feriti in convalescenza rappresentavano una fonte di veterani con esperienza di combattimento, e furono frettolosamente raggruppati in unità improvvisate per contribuire alla difesa. Il resto dei difensori era invece rappresentato da sette compagnie della Volkssturm locale, una milizia popolare creata mettendo assieme chiunque fosse in grado di tenere in mano un'arma, carente di addestramento ed equipaggiamento; per ordine delle autorità cittadine, tutti gli anziani, le donne e i bambini erano stati evacuati dal centro abitato e i civili rimasti furono costretti a contribuire alla difesa, agendo come portaferiti o trasportando rifornimenti.
Per ordine diretto di Hitler, Aschaffenburg fu dichiarata "città fortezza" e incaricata di resistere il più a lungo possibile all'avanzata statunitense. La guarnigione, designata come KampfKommando Aschaffenburg, fu posta il 5 marzo 1945 agli ordini del maggiore Emil Lamberth, un veterano della prima guerra mondiale già comandante del 9º Battaglione del genio. Gli uomini a disposizione di Lamberth ammontavano inizialmente a circa , salendo poi a circa grazie all'arrivo di alcuni rinforzi a battaglia iniziata; la guarnigione possedeva alcuni cannoni, mortai e lanciarazzi Nebelwerfer, ma non aveva carri armati. Fuori dalla città, più a sud, la 36. Volksgrenadier-Division stava cercando di riorganizzarsi lungo la sponda del Meno con una forza di soli uomini, per due terzi privi di addestramento; la divisione disponeva di un po' di artiglieria, ma di appena due cannoni d'assalto.
La battaglia L'avvicinamento alla città
Al comando dell'allora colonnello Creighton Abrams, il CCB della 4th Armored Division raggiunse Babenhausen la mattina del 25 marzo (domenica delle palme) e, a mezzogiorno, la sua avanguardia si spinse fino alle porte di Aschaffenburg seguendo la strada principale che conduceva in città. Il primo obiettivo degli uomini di Abrams era il ponte stradale che attraversava il Meno proprio all'apice dell'ampia ansa davanti Aschaffenburg, il quale conduceva direttamente verso il centro cittadino: non appena però i reparti statunitensi si approcciarono al ponte furono accolti da un pesante fuoco di mitragliatrici e mortai che li inchiodò al suolo; un carro M4 Sherman riuscì a imboccare il ponte ma fu distrutto da una concentrazione di colpi di Panzerfaust e proiettili anticarro, dopo di ché il ponte stesso venne fatto saltare in aria dai tedeschi. I reparti di Abrams diressero quindi più a sud verso il villaggio di Nilkheim, nei pressi del quale sorgeva un ponte ferroviario sul Meno; qui un reparto di esploratori statunitense riuscì a cogliere di sorpresa i tedeschi, meno risoluti e organizzati di quelli che difendevano il ponte stradale: gli esploratori si portarono sul ponte ferroviario e disattivarono le cariche di demolizione già predisposte, che i tedeschi non riuscirono a far brillare in tempo. Abrams si affrettò a portare avanti carri armati e fanteria su semicingolati, e nel giro di mezz'ora gli statunitensi avevano passato il ponte e si erano assicurati il controllo delle colline alle sue spalle..
Cercando di mantenere alto lo slancio dell'avanzata, a metà pomeriggio Abrams spinse i suoi reparti in direzione di Schweinheim, un villaggio che sorgeva immediatamente a sud di Aschaffenburg. Schweinheim era stato pesantemente fortificato dai tedeschi ed era tenuto da reparti ben determinati, che accolsero con un pesante fuoco gli statunitensi mentre questi avanzavano nei campi aperti attorno al villaggio; ne seguì un duro combattimento, a tratti anche corpo a corpo, prima che gli statunitensi venissero ricacciati sulle posizioni di partenza dopo aver perso diversi carri armati. Un'altra puntata sferrata dagli statunitensi verso nord lungo la sponda del fiume in direzione della stessa Aschaffenburg non ebbe parimenti esito, e a sera Abrams dovette accontentarsi di tenere la sua testa di ponte a oriente del Meno.
Alla mezzanotte del 26 marzo entrò in vigore un cambio concordato nei confini dei settori assegnati alla Third Army di Patton a nord e alla Seventh United States Army del generale Alexander Patch a sud: la modifica riassegnò l'area di Aschaffenburg alla responsabilità delle forze di Patch, e la 45th Infantry Division del generale Robert T. Frederick, meglio attrezzata per i combattimenti urbani, ricevette l'ordine di rilevare le posizioni occupate dalla 4th Armored Division alle porte della città. Per tutta la giornata del 26 marzo il grosso del CCB rimase a presidiare la testa di ponte a est del Meno in attesa del cambio, ma nel mentre Abrams ricevette da Patton l'ordine di approntare una formazione meccanizzata ad hoc, la Task Force Baum, e di spingerla con decisione oltre le linee tedesche in direzione di Hammelburg, circa 55 chilometri a nord-est di Aschaffenburg: qui sorgeva un campo per prigionieri di guerra alleati tra i quali vi era anche il tenente colonnello John K. Waters, il genero di Patton, catturato dai tedeschi durante la campagna di Tunisia. Nettamente deplorata dai subordinati di Patton prima ancora che avesse inizio, la missione della Task Force Baum fu un fiasco completo: l'unità (forte di meno di 300 uomini con una cinquantina di veicoli) riuscì a forzare le linee tedesche a sud di Schweinheim e a raggiungere, dopo diversi scontri lungo la via, Hammelburg nel pomeriggio del 26 marzo, dove scoprì tuttavia che i prigionieri erano troppo numerosi per poter essere evacuati tutti con rapidità. Ripresisi dalla sorpresa iniziale, i tedeschi fecero affluire forze in zona e tagliarono la via di ritirata alla task force: completamente circondati, gli uomini di Baum furono costretti a capitolare il 27 marzo e l'intera forza andò perduta. A peggiorare la situazione, l'incursione venne scambiata dai tedeschi per un tentativo di sfondamento del fronte e nuovi rinforzi vennero fatti affluire ad Aschaffenburg..
Combattimenti urbani