Fu attivo nelle guerre rivoluzionarie francesi e nelle guerre napoleoniche. Il suo nome è inciso sul Pilastro Sud dell'Arco di Trionfo di Parigi.

Biografia Gli inizi e le guerre rivoluzionarie Nacque a Lione il 31 maggio 1758.. La sua famiglia era di nobili origini e dal padre ereditò diversi titoli. Entrò nell'esercito da giovane e già nel 1777 ottenne l'assegnazione di Secondo alfiere del regimento delle Guardie francesi. Fu promosso a sottotenente nel 1780 e primo tenente nel 1784, dimettendosi il 1° luglio 1787. Rientrò nell'esercito tra le file dei volontari del dipartimento di Seine-et-Oise nell'ottobre 1791, scalando molto rapidamente le gerarchie: fu elevato a colonnello nel maggio del 1792 e meno di quattro mesi dopo fu promosso nuovamente a generale di brigata. Tra settembre ed ottobre del 1792 fu collocato presso l'Armata dell'Interno e poi trasferito all'Armata d'Italia sotto il generale Biron. A partire dal febbraio seguente divenne capo di stato maggiore dell'armata, funzione che svolse sino a giugno 1793. Ottenuta la nomina provvisoria a maggiore generale, poi ufficializzata il mese seguente, comandò per circa un mese le forze repubblicane tra il Frejus e la foce del Var. Fu congedato dall'armata dal generale Brunet e quasi allo stesso tempo eletto come rappresentante del popolo al comando di una divisione dell'armata destinata all'assedio di Tolone. Giunse sul posto il 4 settembre e fu messo a servizio del generale Carteaux. Ottenne dei ruoli di comando nei mesi seguenti, prima a Marsiglia e poi Tolone nel 1793 ed infine Lione nel 1795, con l'eccezione di un breve periodo in cui servì sotto il generale Dugommier, riuscendo a conquistare il monte Faron. Venne congedato dall'esercito il 27 ottobre 1795 e reintegrato dal Direttorio solo il 17 settembre 1797...

Tra l'ottobre 1797 e il giugno 1798 militò nell'Armata del Reno, ottenendo il comando della 2ª divisione dell'Armata di Magonza al posto del generale Grenier a marzo. Trasferito nuovamente all'Armata d'Italia, ottenne il comando della divisione responsabile dell'occupazione della Liguria, per poi assumere il comando delle truppe liguri nel novembre dello stesso anno. Nei primi giorni del gennaio 1799 ottenne il posto di comandante del Piemonte al posto del generale Mesnard e poi anche quello di governatore di Genova. Ai tempi della battaglia di Novi, era il comandante di una delle divisioni del generale Moreau.. Tornato in Francia nel gennaio 1800, fu arruolato all'interno dell'Armata del Reno, ottenendo il comando di una divisione il 2 febbraio. In seguito servì sotto il generale Moncey in Svizzera, occupando Bregenz l'11 maggio. Trasferito assieme a Moncey nell'Armata di Riserva, guidata da Bonaparte, attraversò il passo del San Gottardo tra il 28 e il 29 maggio, raggiungendo Napoleone a Milano il 5 maggio 1800. Il 9 giugno occupò Pavia e l'11 partecipò alla presa della cittadella di Tortona.. Durante la battaglia di Marengo la sua divisione si trovava a Valenza, sull'altra sponda del Po: fu richiamato da Napoleone nel corso della battaglia ma il messaggio arrivò troppo tardi e la sua divisione non riuscì a raggiungere la piana di Alessandria in tempo. Tornato a servire Moncey, fu incaricato dal Primo Console di assediare Mantova.. Alla ripresa delle ostilità, verso la fine del 1800, comandò la divisione Cisalpina dell'Armata d'Italia. Nel marzo 1801 ottenne il comando della 12ª divisione militare.

Nel 1802 fu inviato ad Haiti, giungendovi nel marzo 1803.. Fu nominato prima comandante della divisione Môle Saint-Nicolas il 5 marzo e poi, il 9 settembre, della divisione Nord al posto del generale Clauzel. Imbarcatosi per la Francia assieme a Rochambeau, fu catturati dagli inglesi all'uscita di Cap-Français il 30 novembre. Fu prima trasportato in Giamaica e poi a Portsmouth, dove rimase per diversi anni come prigioniero di guerra degli inglesi.

Sotto l'Impero Nel 1806, dopo aver giurato di non combattere contro gli inglesi fino a che uno scambio di prigionieri non fosse stato completato, La Poype fece ritorno in Francia nel 1806... Fu solo nel 1811 che il suddetto scambio fu effettuato e La Poype tornò in libertà. Dopo tale data, La Poype venne elevato a Barone dell'Impero e un anno dopo venne scelto come governatore di Spandau. Non ebbe nemmeno il tempo di raggiungere la città prima che il suo incarico fosse modificato: fu posto come comandante di Wittenberg e dovette difendere la città dall'assedio delle truppe russe del generale Wittgenstein. Riuscì a sopportare l'assedio dal 17 al 30 aprile, prima che la vittoria di Napoleone a Lützen allontanasse le forze della Sesta coalizione dalla città. L'assedio fu ripreso dopo la disfatta di Lipsia e la città capitolò il 13 gennaio 1814..

Nonostante la capitolazione, fu portato in Prussia e non riuscì a raggiungere la Francia prima del giugno dello stesso anno, a guerra ormai conclusa. I Borbone, al suo ritorno, lo nominarono Cavaliere dell'Ordine di San Luigi e lo misero nella lista degli ufficiali disponibili. Fu messo al comando della 2ª suddivisione della 20ª divisione militare ad Agen prima del ritorno di Bonaparte al potere. Si unì alla causa napoleonica, ottenendo la nomina a governatore di Lilla e l'incarico di organizzare la guardia nazionale della città..

Gli ultimi anni Come molti altri generali fedeli all'imperatore, Lapoype cadde in disgrazia con la seconda restaurazione e venne messo in pensione il 4 settembre 1815. Iniziò quindi la propria carriera politica, presentandosi alle elezioni del 1822 come candidato dell'estrema sinistra per l'arrondissement di Villefranche, nel dipartimento del Rodano: con 169 voti favorevoli su 330 elettori ottenne il seggio. Alle successive elezioni del 1824, tuttavia, non fu rieletto..

A seguito della Rivoluzione di Luglio fu reintegrato nell'esercito, venendo inserito nelle liste degli ufficiali del corpo di riserva e nello stesso anno, l'8 marzo, ottenne il titolo di Grand'Ufficiale della Legion d'Onore. Venne definitivamente ammesso alla pensione l'11 giugno 1832. Morì a Les Brosses, vicino a Vaux, il 27 gennaio 1851.

Onorificenze

Note

Bibliografia

Voci correlate Marie-Joseph Donatien de Vimeur de Rochambeau

Altri progetti

Categoria:Generali francesi delle guerre napoleoniche Categoria:Persone iscritte sull'Arco di Trionfo a Parigi