Il Libro dei segreti, o Libro di Ieroteo, per esteso Libro di Ieroteo sui misteri nascosti della casa di Dio, è un trattato siriaco che sopravvive in un solo manoscritto copiato nel XIII secolo. L'autore usa lo pseudonimo di Ieroteo e viene indicato per convenzione come Pseudo-Ieroteo. Si è tentato, senza conferma, d'identificarlo con Stefano Bar Sudhaile.
Datazione e paternità Il testo afferma di essere scritto nel I sec. d.C. da Ieroteo il Tesmoteta, che fu discepolo di San Paolo di Tarso e maestro di Dionigi Areopagita. Ma, come per tutto il Corpus dionysianum, ovvero l'insieme degli scritti passati come opere di Dionigi Areopagita, si tratta senza dubbio di uno pseudonimo, e la maggioranza degli autori siriaci che ne parlano lo attribuisce a Stefano Bar Sudhaile. L'autore del Libro dei segreti viene in genere chiamato Pseudo-Ieroteo, come il suo presunto discepolo Dionigi Areopagita è chiamato Pseudo-Dionigi Areopagita, per distiguerli dalle relative figure bibliche.
Sommario Una descrizione ed un sommario del libro furono eseguiti da Arthur FrothinghamStephen Bar Sudhaili, Leida, 1886, ma il testo non fu pubblicato fino all'edizione di Fred Shipley Marsh nel 1927. Dall'analisi di Frothingham apprendiamo che l'opera consiste di cinque libri. Dopo una breve descrizione delle origini del mondo per emanazione del Dio Supremo, il trattato consta soprattutto della descrizione delle fasi con cui la mente ritorna in unione con Dio, le quali alla fine si sommano. Per descrivere il contenuto in poche parole: all'inizio troviamo dichiarazioni sull'esistenza assoluta, e l'emanazione dall'essenza primordiale degli universi materiale e spirituale; il seguito, che occupa la grande maggioranza dell'opera, tratta l'esperienza della mente alla ricerca della perfezione durante questa vita. Alla fine la descrizione delle varie fasi dell'esistenza mentre la mente s'innalza in una completa unione, ed una completa fusione, con l'essenza primordiale. Il punto fondamentale dell'esperienza della mente è la completa identificazione con Cristo; ma alla fine il Figlio si riconsegna al Padre, e tutta l'esistenza arriva ad una fine, perduta nel caos di Dio.
Una delle caratteristiche più distintive dell'opera è l'abilità con cui la lingua della Bibbia viene interpretata lungo le linee della teologia panteistica. In questo ed in altri aspetti il libro concorda con il quadro degli insegnamenti di Stefano Bar Sudhaile presentati nella lettera di Filosseno di Mabbug ai sacerdoti edesseni Abramo ed Oreste. Il Libro dei segreti è probabilmente un libro originale in siriaco e non una traduzione dal greco. La sua relazione con il Corpus dionysianum è una questione difficile da affrontare. Probabilmente Frothingham è troppo avventato quando suppone che venne scritto prima del Corpus dionysianum.
Manoscritti sopravvissuti L'unico manoscritto in cui il Libro dei segreti sopravvive, custodito presso la British Library di Londra, è una copia del XIII sec. e comprende, oltre al trattato, il commentario di Teodosio Romano, patriarca di Antiochia (887-896), che sembra avesse concordato con il suo insegnamento.
Una versione riassunta e riarrangiata fu operata dal grande autore miafisita Gregorio Barebreo (1226-1286) che ne cancellò o modificò le parti da lui ritenute non ortodosse. Anche il manoscritto di Barebreo si trova alla British Library di Londra.
Note
Voci correlate Letteratura siriaca
Categoria:Opere letterarie in siriaco