Biografia
Figlia di Giuseppe Perugi e Niccolina Cerri, nacque a Pistoia il 26 ottobre 1884. Si sposò con Adelfo Gonfiantini, stabilendosi con la famiglia del marito nel palazzo Caluri, nel popolare quartiere pistoiese di San Marco, in angolo tra via Baroni, via Trenfuni e via Porta San Marco, dove frequentava la chiesa di San Bartolomeo. Dopo la Grande Guerra acquistò diverse proprietà dei Contrucci a Calamecca, facendone una unica: il “Rifugio verde di Maya”. Amante della Val di Forfora e della Macchia Antonini, Maya trascorreva le vacanze estive a Calamecca, paese di cui era originaria la nuora, la moglie del figlio Goffredo Gonfiantini. Laureata in lettere, direttrice didattica dell’Asilo Regina Margherita, attivista culturale durante il periodo fascista, scrittrice di poesie, romanzi di successo per infanzia e adolescenza e saggi su periodici e riviste dell’epoca, Maya ebbe un profilo di respiro nazionale, al punto che nel 1932 figurò trai delegati dell’alleanza nazionale del libro. Morì il 23 febbraio 1967 a Pistoia e venne ricordata con parole di profondo affetto e stima sul Bullettino Storico Pistoiese, organo della Società Pistoiese di Storia Patria. Dopo la sua morte Maya venne dimenticata per le sue doti letterarie forse perché in vita era stata vicina alle idee del Partito Nazionale Fascista, ripudiate a seguito dell'emanazione delle leggi razziali. Negli ultimi anni però è stata riscoperta grazie alle mostre, "Io, Maya", tenutasi a Calamecca nel 2023 nei locali della Pro Loco di Calamecca APS e "Maya mi volli chiamare" del 2025 presso la Biblioteca Forteguerriana.
Opere
Maya, scrittrice poliedrica, unì la passione civile per la prosa e la divulgazione della storia locale, scrivendo su settimanali quali L’Azione, Il Littorio e Il Ferruccio. Collaborò anche per Bullettino Storico Pistoiese dove valorizzò le figure di Padre Angelico da Pistoia, Nicola Monti e Bartolomeo Capecchi. Fu la prima donna a scrivere una guida della città, Pistoia Artistica, opera «nata dal rammarico di riscontrare ogni giorno tra ’l popolo e tra gli alunni una quasi completa ignoranza dell’arte nostra», nell’auspicio che «dall’officina alla scuola, tutti abbiano conoscenza, sia pure elementare, delle nostre opere artistiche, che son tante e son così meravigliose, da destare l’ammirazione de’ forestieri, mentre dovrebbero, anzi tutto, essere apprezzate ed amate da noi». Meritano una menzione Ballotte... bruciate, mondine uno dei principali libri per i ragazzi dell’epoca, e i romanzi Volontà di donna, La sete estinta e Gli Umiliati per la complessità e modernità dei profili psicologici delle protagoniste. Del '22 la raccolta di poesie Pigolii d'Hototogisu. La corrispondenza epistolare con personalità della cultura, tra cui Grazia Deledda, Nobel per la letteratura, e Ada Negri, dimostrano quanto la scrittrice fosse stata apprezzata nell'ambito letterario italiano del novecento.
Note