Gli Spangher, talvolta Spangar o Spangaro, sono una famiglia nobile friulana, appartenenti al patriziato goriziano sin dal XV secolo. Negli anni i suoi membri hanno raggiunto importanti posizioni imprenditoriali, soprattutto nel campo edilizio e come armatori.
Storia La famiglia Spangher, appartenente alla piccola nobiltà friulana, è ascritta al patriziato di Gorizia a partire dal XV secolo. Il proprio stemma è conservato presso le sale del Castello di Gorizia. Di antica ascendenza austriaca, la famiglia probabilmente vanta una comune derivazione con la casata austriaca degli Spängler, gerenti della banca Spängler.
Gli Spangher nei secoli XVII-XVIII si insediarono, oltre che a Gorizia, in varie località in Friuli-Venezia Giulia. In particolare presso Villesse, Romans d'Isonzo, Clauiano e Monfalcone. Parte della famiglia aveva spostato il proprio centro d'interesse presso Venezia, ove si imparentarono con altre famiglie dedite all'attività mercantile come i Fontanella e i Baroncelli nonché con la nobile famiglia dei Venier. Tra le altre cose erano imparentati con la famiglia Vianelli o Vianello, signori di Terzo di Aquileia.
Durante l'800 il ramo cadetto principale fu quello di Villesse, che spostatosi a Venezia, si era in seguito rifugiato a Bari per poi stabilirsi definitivamente presso Milano. Nel novecento si imparentarono con una serie di importanti famiglie dell'imprenditoria milanese tra cui gli Stoppani, i Prandoni, i Peretti imprenditori e possidenti in Brasile, i nobili De Zuccato discendenti del generale Giorgio Giovanni Zuccato.
Spangher di Villesse
Il ramo che ottenne maggiore visibilità fu quello che aveva residenza presso Villesse, discendenti dal Nobile Lorenzo Spangher, che ivi trasferitosi nel '600, aveva fatto costruire una propria cappella personale presso la Chiesa di San Rocco. In particolare, dedicandosi all'attività di lavorazione e commercio di metalli, la famiglia finanziò e realizzò il campanile della medesima chiesa, su volere di don Girolamo Vecchi,Don Girolamo Vecchi, fu per anni parroco di Villesse, era un cugino di primo grado di Giovanni Battista Spangher nella figura dell'on. Giovanni Battista Spangher. Quest'ultimo importante giurista e giudice, dopo aver svolto una serie di incarichi istituzionali presso Gorizia e Monfalcone era stato eletto al Reichstag, Dieta Imperiale austriaca nel 1848. Presso il parlamento difese e promosse l'emancipazione del ceto contadino.
Dal matrimonio con Orsola Vianelli ebbe il letterato Eduardo (1822), Valdemaro (1839), Carlo (1840-1911), Ernestina (1846-1889), Elvira (1849-1938) e il Cav. Giovanni (1852-1916). Quest'ultimo, attivo sostenitore delle politiche risorgimentali, era stato condannato a morte ed in seguito graziato dall'imperatore Francesco Giuseppe I d'Austria. Giovanni fu un imprenditore, inizialmente a Venezia e poi a Bari, dove si dedicò ad iniziative imprenditoriali come armatore e nel campo della produzione di olio e sansa d'olive. In particolare assieme ad un gruppo di industriali nel 1905 fondò le Oliere e Saponerie Meridionali, il principale produttore di olio d'oliva d'Italia che contava 600 dipendenti. Si preoccupò inoltre della fondazione del primo ospedale pediatrico di Bari. Spostatosi a Milano, cura gli interessi per conto del Credito Italiano nei consigli di amministrazione di varie società. Assieme al fratello Carlo (1840), e al nipote Ugo Eduardo (1869) figlio di Carlo, fonda la Società Ceramica Lombarda. Tramite questa società e ad altre, con a capo Ugo Eduardo, gli Spangher controllavano parte del capitale della Banca di Varese.
Da Carlo (1840-1911) discesero Ugo Eduardo (1869) e il comandate comm. Valdemaro (1866-1942). Il primo si sposò con la figlia del comm. Luigi Stoppani, fondatore e proprietario della Luigi Stoppani spa; dedicatosi ad attività imprenditoriali in vari settori tra cui la ceramica, cemento e lavorazione del legno, aveva costruito un solido gruppo industriale noto come "Ugo Spangher & co" che contava quasi duemila dipendenti. Sua figlia Anna Maria (1902) si sposò con il mecenate Vittorio Lombardi, uno dei principali azionisti di Liquigas e finanziatore della spedizione al K2 del 1954, con il quale comperò e ristrutturò Villa Cordellina. All'interno furono recuperati gli affreschi di Tiepolo, coperti dalla famiglia Marzotto per ospitarvi un proprio opificio. La villa, una volta restaurata, su volere dei coniugi Lombardi-Spangher, fu fatta sede del Centro internazionale di studi di architettura Andrea Palladio, e ospitò studenti di architettura provenienti da tutto il mondo.Anna Maria, inoltre, si dedicò in maniera assidua al recupero e alla formazione di giovani disadattati, operando come giudice onorario minorile presso il tribunale di Milano, e fondando la Casa Sant'Anna. Questa istituzione si preoccupava, in particolar modo, di reinserire le donne ex-carcerate nella società, insegnando mestieri e fornendo le doti per i matrimoni. Per tali attività venne insignita dell'Ambrogino d'oro, e della medaglia d'argento al merito civile. Anna Maria Spangher donòLa Villa venne venduta alla cifra simbolica di una lira, quindi "de facto" venne donata la villa al comune di Montecchio Maggiore. Da Valdemaro (1866-1942), comandante ed armatore, ebbe origine il ramo dei Burke-Spangher.Ernestina (1846-1889) si sposò con il noto politico risorgimentale Roberto Galli, fondatore del quotidiano "Il Tempo". Per il loro matrimonio l'amico di famiglia Giosuè Carducci comporrà una poesia, dal titolo "Sole e Amore". Dal loro matrimonio nacque Guido Galli (1874) fondatore di SACE spa, oggi ABB Italia Spa, di cui fu presidente il figlio Roberto Galli (1908-1985).
Elvira (1849-1938) dedicò la sua vita ad una serie di attività benefiche presso la parrocchia della Chiesa di San Zaccaria a Venezia, mediante la "Fondazione Elvira Spangher".
Spangher di Gradisca e Romans d'Isonzo Il ramo di Gradisca d'Isonzo, collegato con quello di Romans d'Isonzo, ha tra i suoi membri più importanti il nobile Andrea de Spangher, dottore in giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Padova, figlio del nobile Giuseppe Lodovico. Questi discendevano dal nobile Simone di Jacopo, laureato in filosofia e medicina nel 1656, sempre presso l'Università degli Studi di Padova. La famiglia costruì, a fine del seicento, nel centro della cittadina un palazzo di ispirazione tardo-manierista e barocco veneziana.
Il principale membro di Romans d'Isonzo fu il monsignor Giovanni Battista Spangher (1753). Nel 1823 istituì la "Pia Fondazione Spangher" che si occupò fino al 1901 della formazione media di tutti i ragazzi Romans d'Isonzo, in quanto unica istituzione media. Egli fu dottore di teologia nella diocesi di Passavia, nonché canonico del Duomo di Erfurt e di Frisinga.
Altri Spangher Francesco Spangher, è stato un basso del XIX secolo, si è esibito in varie opere in vari teatri italiani tra cui il Teatro dell'Opera di Roma e al Teatro comunale Pavarotti-Freni. Francesco Spangher, podestà di Villesse nel 1850. Luciano Spangher, è stato uno storico e poeta, scrisse poesie in friulano nonché libri sulla storia di Gorizia e del Friuli-Venezia Giulia.
Palazzi e ville Gli Spangher nei secoli sono stati proprietari di:
Case Spangher, due palazzi in stile Art Nouveau in piazza Wagner a Milano; Palazzi Spangher, palazzi di primo '900 in via Villoresi a Milano; Palazzo Spangher, palazzo nobiliare del '700 a Villesse; Casa Spangher, palazzo nobiliare del '700 a Gradisca d'Isonzo; Casa Spangher, palazzo nobiliare con un nucleo iniziale del '600 e successive annessioni dell'800 a Clauiano; Villa Cordellina-Lombardi-Spangher, villa palladiana con affreschi di Tiepolo.
Note
Bibliografia Gianfranco De Zuccato, La dinastia millenaria degli Zuccato, Massimo Fiameni Design, 2020.
Categoria:Famiglie friulane