Il Gruppo Folcloristico Bosino è un gruppo folcloristico nato nel 1927 grazie al prof. Giuseppe Talamoni. Ha avuto origine con lo scopo di far conoscere le tradizioni popolari, la cultura e i costumi della provincia di Varese. I loro componenti sono detti "Bosini".

Il gruppo folclorico possiede un ricco repertorio di canti e danze, mirati al ricordo delle tradizioni della terra varesina e alla sua gente.

Storia Il Gruppo Folcloristico Bosino, nato nel 1927 con il nome di Gruppo Canterino Bosini, fu fondato nel contesto della nascita della provincia di Varese per valorizzarne e conservarne le tradizioni popolari. L’organizzazione e la direzione furono affidate al prof. Giuseppe Talamoni, che curò la ricerca sul folklore locale, la definizione del repertorio e la progettazione dei costumi ispirati all’inizio dell’Ottocento.

Il gruppo ottenne presto riconoscimenti a livello nazionale, in particolare con la partecipazione al Raduno dei Costumi Caratteristici Italiani di Venezia nel 1928 , e consolidò la propria identità artistica negli anni Trenta, culminando con la pubblicazione del primo Canzoniere Bosino nel 1938.

Le attività furono interrotte durante la Seconda guerra mondiale e ripresero nel 1946 grazie a Ricciotti Bornia, che ne promosse la ricostituzione e il rilancio . Nel secondo dopoguerra il gruppo partecipò a numerosi festival e manifestazioni folkloristiche in Italia , ottenendo premi e apprezzamenti per l’autenticità del repertorio e dei costumi . All'estero partecipò a raduni folcloristici in: Vaticano, Dortmund, Karlsruhe, San Sebastian, Friburgo e Basilea, Parigi, Nizza e Marsiglia, Auxerre, Ballerup, Ungheria, Zlin, Chamonix, Metz, Waldburg, Monaco di Baviera.

I costumi I primi costumi del Gruppo Bosino furono ideati nell’autunno del 1927 dal prof. Giuseppe Talamoni, sulla base di ricerche approfondite sulle tradizioni e sull’abbigliamento rurale varesino, e descritti dallo stesso autore nel 1952 nel volume I Bosini di Varese e le loro canzoni.Il costume femminile riproduceva l’abito da festa ottocentesco: gonne ampie e scure, bustino in velluto, camicia con pizzi, grembiule distintivo per stato civile, calze a righe e zoccoli campagnoli. Completavano l’abbigliamento scialli tradizionali, acconciature elaborate con ornamenti in argento, gioielli semplici o preziosi a seconda del ceto sociale e il tipico cestino (cavagnö). Il costume maschile era composto da giacca corta in velluto, camicia tradizionale, gilet, pantaloni ampi, calze rosse e scarponi da campagna. Gli accessori comprendevano cappello decorato, fascia policroma in vita, bastone rurale e, talvolta, orecchino d’oro; nei mesi invernali era previsto l’uso del tabarro.

Note

Bibliografia Ricciotti Bornia, Storie varesine del buon tempo antico, Varese, Macchione Editore, 1997. Ricciotti Bornia, Frammenti e immagini di storia varesina, Mozzate, B&B Edizioni, 2000. Giuseppe Talamoni, I "Bosini" di Varese e le loro canzoni, Varese, Fotolito Varese, 2003. Vittorino Carinella, Varese "città - giardino", Varese, La Tecnografica, 1968. Calandari do ra famiglia Bosina par or 1956, Varese, 1956, pp. 51-55. link Giuseppe Talamoni, Calandari do ra famiglia Bosina par or 1957, Varese, 1957, pp. 51-54. Pier Gildo Bianchi, Calandari do ra famiglia Bosina par or 1974, Varese, 1957, pp. 51-59. Schnauzer Club Italiano link

Collegamenti esterni

Categoria:Gruppi folcloristici