Biografia Proveniente dalla famiglia patrizia siciliana dei Statella legata ai Borboni e parente di Antonio Statella di Cassaro, maturò fin da giovane convinzioni patriottiche e ideali favorevoli all’unità e all’indipendenza dell’Italia. Rifiutò le prospettive di carriera offerte dal regime borbonico e aderì agli ambienti liberali e rivoluzionari, dedicandosi alla causa nazionale.

Nel 1848, allo scoppio della Prima guerra d’indipendenza, si arruolò nel battaglione dei volontari napoletani inviati a combattere in Lombardia a fianco dell’Armata sarda. Con il grado di capitano ebbe il comando della terza compagnia del secondo battaglione. Dopo la conclusione della campagna rifiutò di rientrare nel Regno delle Due Sicilie e prese parte alla difesa della Repubblica di Venezia, combattendo a Cavanelle d’Adige e successivamente a Mestre.

Nel 1849 partecipò alla difesa della Repubblica Romana nelle file garibaldine, combattendo nei pressi di Porta San Pancrazio, dove rimase ferito. Negli anni successivi svolse attività politica e cospirativa a favore dell’unità italiana, collaborando con i comitati patriottici e mantenendo contatti con gli ambienti dell’esilio.

Nel maggio 1860 rispose all’appello di Giuseppe Garibaldi sbarcato a Marsala e fu aggregato allo stato maggiore con il grado di capitano. Nel corso della campagna siciliana e continentale fu promosso maggiore nell’arma di cavalleria e nominato aiutante di campo di Garibaldi. Durante la battaglia di Milazzo si distinse per il comportamento tenuto in combattimento, contribuendo alla protezione di Garibaldi ferito e disarcionato. Per l’insieme delle operazioni svolte a Milazzo, Messina e sul Volturno gli fu conferita la Croce di Cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia. Nell’ottobre 1860 fu promosso luogotenente colonnello e nominato comandante della piazza di Milazzo.

Dopo la proclamazione del Regno d’Italia transitò nell’esercito regolare, venendo assegnato al secondo Reggimento Granatieri di Sardegna. In tale reparto continuò a distinguersi per capacità di comando e disciplina, ottenendo la stima dei superiori e dei subordinati. Ebbe il comando del terzo battaglione del reggimento.

Durante la Terza guerra d’indipendenza italiana del 1866 guidò il suo battaglione nelle operazioni contro l’esercito austriaco. Il 24 giugno 1866, nel corso della battaglia di Custoza, ricevette l’ordine di attaccare le posizioni austriache sulle alture di Monte Croce. Nel combattimento il suo cavallo fu colpito a morte ed egli proseguì l’azione a piedi, continuando a dirigere l’avanzata fino a quando venne colpito mortalmente al petto.

Il suo corpo non fu rintracciato al termine dello scontro e fu dichiarato disperso; con ogni probabilità i suoi resti riposano nell’ossario di Custoza insieme a quelli di numerosi caduti della battaglia.

Onorificenze

Memoria In sua memoria gli sono state intitolate una via nel quartiere Portuense di Roma e la caserma dell'Arma dei Carabinieri di Ortigia. Inoltre nel 1996 in occasione del 130° anniversario della morte è stata effettuata una tiratura di 1000 esemplari di cartoline postali a lui dedicate.

Note

Categoria:Medaglie d'oro al valor militare Categoria:Cavalieri dell'Ordine militare di Savoia Categoria:Persone della terza guerra d'indipendenza italiana Categoria:Garibaldini