L'ex casa del fascio, o Casa del Popolo o Casa del G.I.L., di Pontelongo è un edificio situato in via Villa del Bosco.

Storia (Gioventù Italiana del Littorio).

L’edificio fu costruito nel 1938 su un terreno dalla famiglia Montesi, proprietaria del locale zuccherificio, che contribuì anche con un consistente aiuto finanziario alla costruzione. Il progettista fu Quirino De Giorgio (1907–1997), all’epoca non ancora architetto, molto attivo in provincia di Padova nella realizzazione di edifici per conto del Regime.

I lavori sull’edificio vennero conclusi frettolosamente a causa dell’entrata dell'Italia nella seconda guerra mondiale, non rispettando completamente il progetto originario di De Giorgio. L’edificio iniziò ad essere utilizzato: il piazzale ospitava adunate di partito e manifestazioni sportive, la grande sala longitudinale rappresentazioni teatrali e comizi, all’interno della torre si praticavano attività sportive, mentre negli altri locali trovavano spazio gli uffici del Partito Nazionale Fascista locale.

Nell'edificio sono presenti tutti gli elementi che caratterizzavano l'Architettura fascista: le decorazioni zoomorfe che rimandano alla mitologia dell'Impero Romano, la torre quale elemento importante della presenza nel territorio, l'Arengraio le masse.

I numerosi bombardamenti Alleati che colpirono Pontelongo negli anni '40 crearono la necessità di adibire parte degli spazi a ricovero per alcune famiglie di sfollati, che vi restarono per anni, anche dopo la fine della guerra. Verso la fine del conflitto l’edificio fu preso in carico dal Comitato di Liberazione Nazionale fino al 1947 e diventò la "Casa del Popolo".

Dalla metà degli anni ’40, per circa un decennio, la sala principale venne adibita a cinema, ed in generale tutta la struttura fu gestita dal Dopolavoro dello zuccherificio.

Nel 1956 il complesso fu dato in gestione a dei privati per la realizzazione di una fabbrica di cassette in legno; le necessità produttive portarono a degli interventi che modificarono alcune parti delle strutture originarie. L’attività proseguì fra alti e bassi fino agli inizi degli Anni '70, finché un incendio ne decretò la fine. Anche una successiva attività di deposito commerciale non durò a lungo: un secondo incendio distrusse l’intera struttura lignea della copertura a compluvio e del controsoffitto sottostante.

Nel 1966 l’Amministrazione Comunale acquistò l’edificio dal Demanio dopo un lungo iter burocratico. I progetti iniziali di restauro furono ridimensionati dalle ristrettezze economiche del Comune. Si adattarono alcuni locali a pizzeria, mentre un bocciodromo venne creato nella grande sala longitudinale (dopo un restauro della copertura); la torre rimase invece in completo abbandono.

Nel 2005, a seguito di un violento temporale, venne asportata la copertura del corpo longitudinale, impedendo ogni utilizzo. Solo nel marzo 2008 venne inaugurata la struttura restaurata secondo il progetto originario del De Giorgio; la mancanza di fondi impedì tuttavia il recupero della torre, del mosaico, della scalinata e di altre parti del complesso. La sala del bocciodromo fu dipinta in accesi colori nello spirito del movimento futurista.

Amministrazione ha iniziato un nuovo lavoro di recupero del complesso, volendo riutilizzare l'edificio per attività culturali e ricreative.

Note

Categoria:Architetture fasciste d'Italia per città Categoria:Pontelongo